Epilogo

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Revisionato
Alecxander's POV


Natale finalmente è arrivato, non vedo l'ora di aprire il regalo che la mia mocciosa mi ha fatto perché sono sicuro che mi lascerà senza parole ancora una volta conoscendola. Tasto il lato del letto dove di solito dorme, ma è vuoto. Lei è scomparsa dalla camera, ma sicuramente sarà già sotto coi bambini a spacchettare la marea di regali presenti sotto l'albero e come un pazzo, mi metto il pantalone della tuta per correre al piano di sotto ed aprire il mio. Per la prima volta sono così felice che questa festa sia arrivata.

Queste due settimane sono state un sogno per me e sono ancora al settimo cielo: ho visto per la prima volta i miei figli attraverso l'ecografo, ho sentito il battito di entrambi e mi sono commosso come un bambino sotto lo sguardo divertito di Jane che mi teneva la mano stretta tra le sue; ho parlato ogni giorno con la pancia e l'ho riempita di coccole ogni sera prima di andare a dormire dato che ai piccoli piacciono le mie attenzioni e con il consenso di Alexis, io e Jane abbiamo fatto l'amore ogni giorno. Nonostante le mie ferite, non potevo lasciare la mia donna insoddisfatta e finalmente ha dato sazio alle sue voglie sessuali. Ci siamo uniti così tanto da sembrare due corpi e un'anima. Mi sono perso in lei, l'ho amata come se fosse il nostro ultimo giorno insieme, l'ho inondata del mio seme e lei mi ha stretto tra le sue carni.

«Oh, eccoti qua, papà. Guarda cosa ha comprato la mamma per noi!» urla euforico Zeno mostrando la bici che tanto voleva. E anche gli altri due mi mostrano le loro girando intorno ai divani. Sorrido loro e gli scompiglio i capelli, avertendoli di stare attenti dentro casa. Poi mi guardo in giro alla ricerca della mia donna, ma di lei non c'è traccia. Chiedo agli altri se sanno qualcosa ma tutto ciò che fanno è darmi quello che hanno definito una parte del mio regalo. Pensavo fosse qualcosa di grosso, ma l'unica cosa che mi viene riposta nelle mani è un foglio piegato in quattro e osservo con minuzia.

«Apri forza!» mi incita Alec forse più emozionato di me, stringendo a sé la mano di Daemon. Con sorpresa di tutti hanno fatto coming out e hanno fatto pace subito: una pistola puntata contro e del sano sesso selvaggio e tutto per loro si è risolto nel giro di poche ore. Beh, anche Jane è stata veloce a perdonarmi, ma il pomeriggio e la prima sera sono stati un tormento per me. Ritorno con la mente a ciò che tengo tra le mani e la apro leggendo le poche parole che la mia mocciosa ha inciso con l'inchiostro blu.

"Amore mio, ti aspetto nella stanza accanto alla nostra. Penso sia ora di scoprire il sesso dei bambini e la loro cameretta.

Tua Jane"

Non ci penso due volte, in preda all'euforia corro al piano di sopra fregandomene di tutti e tutto e vado nella camera da lei indicata, trovando la porta chiusa con la chiave inserita dentro la serratura. Con mani tremanti l'afferro e la apro lentamente, trovando Jane situata in mezzo alla stanza con le braccia aperte che indicano l'ambiente che la circonda.
Oh mio Dio!
I miei occhi si riempiono di lacrime mentre scorgo tutte le cose che le ho indicato o che mi sono piaciute di più. Sfioro i mobili ed alcuni dei vestitini appesi, fino a scorgere i nomi attaccati sopra le culle dei bambini.


Iris e Noah James.

Un lui e una lei.
Un campione da educare per la difesa della sorella e una piccola principessa da proteggere.
Cado in ginocchio con le lacrime che non accennano a placarsi mentre lei si avvicina a me, la mia stessa emozione nei suoi occhi.

.B.A.D.Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora