Revisionato
Jane's POV
Ero ancora ferma sul pianerottolo delle scale quando ho visto le saracinesche che ci blindano dentro casa in caso di attacco esterno, chiudersi con un tonfo metallico sordo senza che nessuno di noi le abbia davvero attivate. Siamo rimasti dentro solamente noi indifesi, e forse avrei potuto dare anche il merito a mio padre o a qualsiasi altro membro del clan che è venuto in nostro soccorso, ma soltanto se il pericolo fosse stato esterno. Il pericolo era proprio dentro casa, non aveva senso fallo partire adesso creando così solamente altro panico e scompiglio.
Con voce tremante ordino a tutti di fare silenzio e non fiatare, potrebbe essere un'altra trappola del nemico e forse, nel silenzio disturbato dai nostri respiri pesanti, riuscirò a percepire qualcosa. Mi guardo in giro con attenzione poi, lentamente, le mie orecchie scrutano un rumore anomale che nel silenzio risuona amplificato. Sembra un ticchettio di un orologio che sta cronometrando qualcosa. Il palese "Tic, Tic, Tic" sembra lo scatto dei numeri su un display, come se un timer stesse scandendo il tempo che conduce alla nostra fine.
Però, se loro erano già dentro casa e l'attacco sembrava avvenuto dall'interno verso l'esterno...devono aver usato i passaggi segreti!
«Porca puttana! Hanno manomesso il sistema di sicurezza, hanno sicuramente raggiunto il bunker questa notte mentre stavamo dormendo tutti» dico scattando verso il basso per raggiungere gli altri. Non ho tempo da perdere, se è vero ciò che penso questo rumore è il suono di un ordigno esplosivo che avranno sicuramente situato nelle fondamenta.
Mi affianco a mia madre e mi faccio dare il suo telefono costringendo tutti quanti a non muoversi da questa stanza e di tenere i telefoni con loro mentre io mi dirigo da sola verso il bunker obbligando prima i bambini a farsi forza ed a rassicurare chi ne ha più bisogno, anche se loro sono i primi ad averne bisogno. Purtroppo, devono crescere prima o poi e questa, nonostante non sia un'esercitazione, è una prova per tutti loro. Gli regalo un'ultima occhiata prima di correre dentro i passaggi segreti e muovermi il più in fretta possibile prendendo anche scorciatoie per arrivare alla mia meta, notando con orrore che, più ero vicina al mio obiettivo, più i ticchettii aumentavano. L'idea che qualcuno li abbia aiutati dall'interno ormai è certa, i segni di effrazione sono quasi inesistenti tranne nelle zone dove hanno dovuto rompere per mettere il tritolo. Arrivo alla porta del bunker e la trovo completamente spalancata ma priva di segni di rottura, i computer sono integri ma il sistema è completamente mal funzionante lampeggiando di rosso nello schermo, segno che dalla loro porte doveva avere un hacker formidabile. Cammino lentamente, tutta stanza è invasa di bombe e ho il terrore che, toccandone per sbaglio una, potrei innescare prima l'esplosione. Con gesti misurati prendo il telefono e chiamo subito mio padre sperando che Tom sia con lui per potermelo passare.
"Jane, cosa diavolo state facendo in quella casa?" ha capito immediatamente che a chiamarlo sono io, la sua voce è preoccupata e colma di dolore, non vorrei essere nei suoi panni e, al tempo stesso, non vorrei essere neanche nei miei.
«Tutte le fondamenta della casa sono invase da ordigni pronti ad esplodere tra meno di trentacinque minuti e dodici secondi. Hanno manomesso il sistema, posso provare a recuperare tempo per permetterci di uscire da questa casa ma, di villa Cooper non resterà niente. Mi dispiace» provo a seguire i fili degli ordigni per vedere se posso reciderli e disinnescarli ma sono stati previdenti ed i fili usati hanno tutti lo stesso colore, se provassi a reciderne uno, potrei far saltare in aria questo posto prima del previsto invece che salvarlo.
Sento parole di sottofondo, mio padre non risponde a quello che ho appena detto e credo che stiano facendo una riunione di emergenza là fuori per decidere come io da qui sotto posso agire. Posso il telefono su un ripiano e attivo il vivavoce mentre inizio a cercare una soluzione dal sistema di computer che ininterrottamente lampeggiano di rosso mostrandomi la scritta "Error System".
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.B.A.D.
ChickLitLa mafia da secoli segue schemi prestabiliti dove l'uomo è al comando mentre la donna viene mostrata alle sue spalle come trofeo. Dimitri, il leader mafioso russo più influente in Europa, accetterà di proteggere la bambina ignaro che il vero nemico...
