Capitolo 20

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Revisionato
Jane's POV

I dolori lancinanti che sento in tutto il corpo mi spingono verso il dormiveglia, facendomi percepire anche un calore particolarmente soffocante: devo essermi addormentata in ospedale a causa della stanchezza e devono avermi riportato a casa, mettendomi sotto quintali di coperte. Mi sembrano però un po' eccessive, manco in Russia indossavo così tante coperte. Vorrei togliermele di dosso, spostandole delicatamente per non farmi ulteriormente male. Un lamento riempie la stanza in cui sto riposando e sono sicura di non essere io a lamentarmi nonostante il dolore: sono le coperte ed io sono certa che oggetti inanimati non possono proprio fiatare.

Apro gli occhi di scatto preoccupata di chi sia al mio fianco, ma l'unica cosa che vedo è una parete nera con dei decori floreali dorati stilizzati. Non ho mai visto questa stanza, chissà dove sono finita. Forse mi hanno rapita all'ospedale?
Non mi agito troppo per paura di richiamare l'attenzione della persona che sta al mio fianco, muovo solo gli occhi per guardarmi intorno e capire se ho una via di fuga. Ci sono pareti poi bianche, una libreria con tanti libri dai titoli interessanti, una scrivania con un pc sopra e alcuni documenti e, sicuramente, nella parete dietro di me ci sarà un armadio e forse un bagno. Successivamente abbasso lo sguardo verso la mia vita ed è lì che una mano coperta da inchiostro nero attira la mia attenzione, facendomi rilassare subito. Capito chi ho al mio fianco che mi stringe come una cozza, cerco di voltarmi per poterlo guardare meglio in faccia, scontrandomi però con il petto nudo e ben muscoloso di Alecxander, concentrandomi subito sulla tridimensionalità che assumono i suoi tatuaggi grazie alla marea di muscoli che possiede. Devo dire che non mi dispiacerebbe affondare le unghie su questo petto muscoloso, ma non è il momento adatto. Preferisco alzare lo sguardo e scontrarmi con il volto rilassato del ragazzo: è così angelico quando dorme, mi fa quasi tenerezza.
Quasi.

Lo guardo e cerco di capire cosa è successo questa notte dopo che mi sono comodamente sulle sedie della sala d'aspetto: ho minacciato a morte il turco, lui se n'è andato ed io sono rimasta sola coi miei, Alecxander mi ha preso e mi ha portata in infermeria per medicarmi, e lì ci siamo baciati. Per meglio dire, lui mi ha divorato la faccia ed io non me ne sono lamentata. Le sue labbra erano paradisiache: così morbide e piene, delicate ma al tempo stesso rudi e impertinenti, non mi lasciavano un secondo e mi sentivo bruciare dalla passione che stavo provando in quel momento grazie a lui. Per un momento ho desiderato che il mio primo bacio potesse provenire da queste delizie che sanno di menta e che, se potessi, ribacerei immediatamente perché credo di esserne diventata dipendente.
Continuo a fare mente locale su quello che è accaduto in seguito, Alec ci ha interrotti e siamo tornati in sala dagli altri, hanno iniziato tutti a fare domande di troppo alla quale Tom ha dato ogni risposta insieme al ragazzo che è stato curato, io semplicemente mi sono rannicchiata su una sedia a causa della stanchezza e credo proprio di essermi addormentata lì: devo capire solo come ci sono finita su questo letto.

«So di essere bello, ma così mi sciupi tesoro» la voce roca del maschio al mio fianco mi fa sobbalzare leggermente ma nonostante tutto non distolgo lo sguardo dai suoi occhi ora aperti e ogni tanto sbircio anche i suoi meravigliosi addominali semi coperti dal lenzuolo: oh! quindi, solo lui e un misero lenzuolo mi tenevano al caldo. E non glielo dirò mai, ma se mi fosse possibile sciuperei tutti di lui: è attraente, misterioso, accattivante e particolarmente eccitante, già i primi sogni erotici su di lui me li sono fatta, metterli in pratica non sarebbe certo un problema. La cederei volentieri la mia verginità a lui considerando la tensione sessuale che ci avvolge ogni volta.

«Stai continuando a fissare, se vuoi qualcosa a questo punto, meglio prenderselo da sé ciò che si desidera» mormora al mio orecchio e, con un movimento rapido mette le mani su entrambi i miei fianchi e mi tira sopra al suo corpo: ora sono a cavalcioni sul suo stomaco nudo, lui che mi fissa con i suoi occhioni azzurri mentre mi tiene ferma per i fianchi. Io di risposta soddisfo un mio desiderio e poggio le mani su quei bei pettorali sfiorandoli dolcemente con le mie mani e tracciando di tanto in tanto le linee dei suoi capolavori.

.B.A.D.Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora