Jane's POV
I giorni sono passati così velocemente come se niente fosse. Devo dire sono stati giorni molto strani, Alecxander mi è stato sempre vicino in ogni modo possibile come se fosse la mia ombra ed insieme a lui anche i gemellini e Josh erano attaccati a me come delle piccole cozze per poter organizzare insieme il loro compleanno. Più volte grazie all'orso tatuato abbiamo rischiato di farci scoprire ma il suo intervento tempestivo infinocchiando storielle sulla mia cecità e sul suo aiuto fondamentale, ha in qualche modo fatto cadere alcuni sospetti anche se molti tenevano alti la guardia.
A me non importava molto, vista dai miei occhi l'intera situazione, sembravamo e sembriamo proprio una vera famiglia noi cinque riuniti e ci siamo comportati per la prima volta come tale: eravamo tutti riuniti nella camera da letto di Alecxander, io ero in mezzo ai miei uomini che non perdevano occasione di coccolarmi, abbiamo riso e scherzato insieme, preso le decisioni che riguardavano l'organizzazione della festa, ci siamo sostenuti a vicenda raccontandoci tutto, anche il minimo dubbio ed il mio cuore si è riempito di gioia quando Zeno dal nulla ha domandato ad Alecxander se volesse essere il loro padre adottivo visto che rendeva felice me, la loro mamma. Non me lo sarei mai aspettato da lui, di solito Zeno è molto riservato e timido con chi non conosce a fondo, eppure con Alecx si è aperto così tanto da chiedergli una cosa così delicata con quella sua vocina tranquilla, rendendomi felice.
I gemelli hanno sempre saputo chi erano la madre e il padre biologici, non abbiamo mai omesso niente a loro perché era giusto che sapessero che i loro genitori sono morti per salvarli. All'epoca gerano ancora piccolini per sapere la realtà nascosta dietro quelle parole. Gli abbiamo sempre detto che sono rimasta al loro fianco non per prendere il posto della madre o del padre, ma per non lasciarli soli e fargli mancare quell'affetto materno di cui avevano bisogno. Non che sia stata un grande esempio di mamma, ma sono sicura di non avergli mai fatto mancare niente nel mio piccolo e il fatto che mi considerano come una vera madre mi rende felice, ancora di più sapere che vogliono nella loro vita una precisa figura paterna nonostante i miei amici e Dimitri hanno cercato di ricoprire in parte questo ruolo.
Ho visto gli occhi di Alecx riempirsi di lacrime di gioia, senza pensarci troppo li ha subito presi tutti e tre in braccio e si è messo a saltare felice come una pasqua per tutta la stanza affermando di aver fatto tripletta in un colpo solo e che sarebbe stato onorato di essere il padre di quei tre scriccioli. Sorridevo felice per lui e lo lasciavo spupazzarsi i nuovi figli con calma; tuttavia, non potevo partecipare pienamente alla gioia collettiva, non potevo perdere la concentrazione che avevo e dovevo continuare a mandare le e-mail alle tre famiglie russe più importanti dopo quella di Dimitri: quella composta dai nonni paterni dei gemelli, i genitori di Alec e Tom e il padre di Daemon. Tutte avevano lo stesso messaggio criptato che ho girato in seguito anche a tre boss mafiosi italiani sotto il dominio del Diavolo Rosso: i Santapaola, i Bruno e il clan di Ciro Esposito, gli unici tre clan che sanno la mia identità. Mi servivano tutti e sei per poter attuare il mio piano, spodestare il nipote di Dimitri e poterlo fare mio prigioniero. Dovrei ringraziare Dimitri se posso attuare questo piano. I russi sono molto rigidi e dato che la sua famiglia è quella che domina da più tempo, ha instaurato la possibilità di creare una nuova regola una volta che il nuovo leader sarebbe salito al potere. Dimitri aveva dato il suo verdetto proprio al compimento dei suoi ventitré anni affermando che, per spodestare un membro della sua famiglia, sarebbero dovuti intervenire tre grandi esponenti mafiosi della Russia, altri sei grandi leader mafiosi che appartenessero sia ad uno stato europeo sia ad uno stato straniero come l'America o il Giappone.
Caso vuole che io li abbia tutti e nove sotto il mio controllo e sono arrivati proprio qualche giorno fa dopo aver mandato le mie spiegazioni.
Tutto è avvenuto all'insaputa di tutti gli altri presenti in casa fatta eccezione per i leader dei clan coinvolti, quindi il mio, quello di Alecx e quello dei Grent. Avevo spiegato loro tutta la situazione, ovviamente sotto le spoglie del Diavolo Rosso per creare più enfasi, e loro mi sono venuti incontro sotto ogni mia richiesta aggiustando un po' il tiro quando vedevano che tentennavo un po' sul da farsi. Per sicurezza ho dato anche il preciso ordine di seguire passo passo gli ordini di Jane Cooper perché non avrei presenziato con le mie mentite spoglie da demonio. Loro non avevano niente in contrario per questa mia scelta, anzi erano favorevoli anche per permettermi di farmi conoscere dagli altri, da chi era ancora malpensante sulle donne al potere quando tutti loro mi ritenevano più capaci di un uomo.
I risultati si sono fatti vedere subito.
Adesso ho la casa pieni di uomini armati fino ai denti, posizionati ovunque e ben nascosti da occhi indiscreti. Almeno una ventina di cecchini russi sono posizionati sugli alberi vicino ai giochi montati per la festa, altri dieci sono sulla scogliera vicino alla zona adibita al banchetto allestito per il cibo, ogni gonfiabile ha almeno tre uomini nascosti al loro interno per sorvegliare i bambini, altri cinquantanove uomini ben addestrati sono in mezzo a noi sotto le spoglie di invitati illustri, per un totale di centodieci uomini totali se non contiamo le guardie di Alecxander incaricate di proteggere tutti i presenti.
Inoltre ci sono tre miei fidati uomini affetti da nanismo che, quallora la situazione dovesse sfuggirci di mano, prenderanno il posto dei gemelli e di Josh per non metterli in pericolo. È stato pensato tutto alla perfezione, ma molte cose non sono piaciute sia a mio nonno che al mio futuro marito.
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.B.A.D.
ChickLitLa mafia da secoli segue schemi prestabiliti dove l'uomo è al comando mentre la donna viene mostrata alle sue spalle come trofeo. Dimitri, il leader mafioso russo più influente in Europa, accetterà di proteggere la bambina ignaro che il vero nemico...
