Revisionato
Jane's POV
Ormai senza speranza, raggiungo la soffitta di villa Cooper tenendo stretti tra le braccia i due orsacchiotti per rincuorarmi leggermente e sentirmi meno sola pochi minuti prima della mia fine.
Non ho paura della morte, rischio la mia vita ogni giorno che ormai è diventata una "coccola" quotidiana per provare il brio dell'essere ancora viva. Il vero timore si cela dietro gli sguardi spenti e segnati dal dolore che lascerò nel cuore delle persone che amo, soprattutto dei miei bambini che spero con tutto il cuore che non finiscano in mani sbagliate e che possano vivere la loro vita felici, consci che li ho amati.
Sono salita fin qui sopra per dare almeno a loro la possibilità di piangere su un corpo carbonizzato e non su delle semplici ceneri incerte; alzo lo sguardo per trattenere le lacrime quando il mio viso viene colpito da un lieve calore.
Non è quel calore che ti ustiona e ti distrugge, anzi.
Mi ricorda quel calore di un abbraccio amorevole, quel tepore che ti scalda l'anima e che riempie il mio cuore di speranza. Apro gli occhi e guardo i raggi del sole che filtrano da una finestrella ancora aperta, grande il giusto per permettermi di raggiungere il tetto della casa e scappare da questa trappola infernale.
Mi armo di buona volontà spinta dalla fame di vita, sposto una panca ed apro la finestrella, allaccio le mani al bordo di metallo e faccio forza per issarmi, respirando finalmente un'aria più leggera e godendo di quel tepore che ora investe tutto il mio corpo.
Non è ancora finita, devo saltare giù da questo tetto.
Con passi sicuri mi avvicino al bordo del tetto e osservo tutto intorno a me per cercare un punto per atterrare, provando ad individuare quello che potesse attutire al meglio il mio impatto col suolo. Le mie scelte si restringono in due luoghi bel precisi, il boschetto e la piscina.
Consapevole che il tempo stringe non mi soffermo molto sulla mia scelta, con ogni probabilità la piscina potrebbe saltare in aria considerando il grande quantitativo di esplosivo nelle fondamenta oppure potrebbero finirci dentro detriti ed io potrei venire schiacciata da essi. Il boschetto, se pur rischioso, è l'unica soluzione che trovo.
Prendo la rincorsa e salto verso il grande verde giusto in tempo.
L'esplosione avviene poco dopo e, anche se non mi colpisce in pieno, vengo investita dall'onda d'urto. Sento molte schegge conficcarsi nella mia carne, il dolore è lancinante ma stringo i denti e cado verso quell'immensa chiazza verde speranza.
Continuo a cadere e quel verde diventa nero, la speranza la perdo lentamente ed urlo, un grido che nessuno sente mentre sprofondo nelle tenebre più fitte.
Non posso arrendermi proprio ora.
Cado adesso, ma non sarà per sempre.
Adesso voglio toccare terra.
Mi sveglio di soprassalto con il corpo imperlato di sudore, quello che ho appena avuto era soltanto un incubo. Stavo precipitando nel vuoto senza mai toccare terra, vi era solo oscurità intorno a me; tuttavia, non è più così. La luce mi investe in pieno impedendomi di mettere bene a fuoco, sbatto le palpebre un paio di volte prima di riuscire a mettere a fuoco una stanza tinteggiata di grigio e ben arredata ma che purtroppo non riconosco.
Non è un sogno, lo capisco da dolore sordo che sento sia alla testa che al costato fasciato da delle bende ben spesse. Continuo a guardarmi intorno alla ricerca di un piccolissimo appiglio che possa fungermi da ancora sicura ma tranne un lampadario classico in cristallo, una scrivania scura sovrastata da mensole colme di libri e un grosso armadio in ciliegio, non vedo altro. Non sono presenti foto o altri indizi che mi facciano sentire al sicuro, solamente un enorme quadro è posizionato sulla mia testa ma non riesco a scorgerne il disegno.
Che gli uomini della zia di Alecxander mi abbiano trovato? No, non penso proprio. Sicuramente sarei già morta se fossi stata trovata da loro; quindi, questa persona che mi ha preso deve essere un amico, soltanto che non riuscire a collegare un volto a lui mi mette una certa ansia perché non riesco a muovermi e mi sento indifesa.
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.B.A.D.
Chick-LitLa mafia da secoli segue schemi prestabiliti dove l'uomo è al comando mentre la donna viene mostrata alle sue spalle come trofeo. Dimitri, il leader mafioso russo più influente in Europa, accetterà di proteggere la bambina ignaro che il vero nemico...
