Alecxander's POV
È passato quasi un mese da quando mi sono svegliato dentro una stupida stanza di ospedale, ma a me sembra passata un'eternità. Non vedo Jane da troppo tempo a causa delle mie condizioni e sono emozionato perché finalmente oggi tornerò a casa mia anche se sotto mentite spoglie.
Non nego che sarei potuto tornare alla villa con i miei piedi, ma sono ancora debole e tremolante e non voglio che la mia compagna mi veda così, soprattutto nelle sue condizioni: è lei il componente della coppia più fragile al momento che aspetta due bambini nel suo grembo. Ha bisogno di massimo riposo e di serenità, non posso presentarmi con delle schifose stampelle perché non riesco a reggermi in piedi e pesarle così sulle sue esili spalle che hanno già sopportato tanto. Non posso negarlo a me stesso, sono un peso ingombrante, prendo troppi farmaci per il polmone lesionato che fa fatica a guarire, le fasce per le ferite ancora non perfettamente guarite devono essere cambiate ogni giorno, devo mettere creme su creme per far assorbire molti ematomi che ancora macchiano la mia pelle con il loro colorito leggermente giallastro e devo fare fisioterapia per le mie gambe intorpidite.
Conosco troppo bene la mia mocciosa, sarebbe sempre in pensiero per me, inizierebbe a fare tutto lei al posto delle altre persone che verranno pagate per aiutarmi e si affaticherebbe quando non dovrebbe. Inoltre, ad ogni mio minimo cedimento da parte mia, sono sicuro che giungerebbe subito in mio aiuto mettendo in secondo piano le sue condizioni delicate.
Quindi, preferisco starle vicino sotto mentite spoglie, coperto come una mummia a cuasa delle bende, piuttosto che per darle altre preoccupazioni. L'unica nota dolente è una sua possibile reazione negativa quando, arrivato il momento opportuno, saprà che siamo vivi e vegeti davanti a lei. Un po' distrutti dalla vita, ma al suo fianco. So che sarà difficile parlarle, dovremmo farlo come persone mature e se serve le farò presente che anche lei lo ha fatto diverse volte per delle motivazioni molto simili alle nostre.
«Ehi ragazzo, non agitarti così che non fa bene al tuo fisico. Sei teso e questo non va bene per il tuo corpo ancora destabilizzato. Hai superato il peggio, adesso devi solo affrontare la tua compagna, non sarà semplice lo so, ma non fasciamoci subito la testa prima farci male. Avrai a che fare con una donna incinta, potrebbe volerti morto oppure, gioirà nel vederci tutti vivi, certo un po' malandati ma pur sempre sani e salvi. E perché no! Potresti finire nel suo letto, sai le donne in gravidanza sono più focose e lei deve recuperare mesi di astinenza» Alec mi ammicca con tanto di occhiolino mentre mi sistema le bende che dovrebbero coprire il mio volto per far credere che la mia faccia sia completamente ustionata ed evitare che così Jane possa riconoscermi. Purtroppo, le protesi creano irritazione alla pelle che è rimasta leggermente ustionata dalle fiamme delle esplosioni. Lo ignoro, soprattutto le battute finali, e con cautela mia alzo dal letto d'ospedale per raggiungere il piano terra dove ci attendono con ansia gli altri, pronti a tornare a casa.
Giunti nello spazioso e luminoso atrio, riesco ad intravedere dalle spesse vetrate di vetro azzurro due Dodge neri blindati affiancato dalle figure muscolose di Gabriel e del ragazzo che ha aiutato la mia mocciosa a scappare da mia zia, Paul se non ricordo male. Capisco che quelle sono le vetture che ci accompagneranno a casa e con passi decisi li raggiungiamo. In un primo momento ci osservano indagatori togliendosi anche gli occhiali da sole scuri che portano sul volto, poi scoppiano a ridere indicandomi. Sono conscio che in questo momento posso sembrare una mummia colma di fondotinta per coprire i tatuaggi che hanno creato parecchi problemi. Inoltre, il pungente odore di disinfettante non aiuta molto.
«Beh, non so che dirvi ragazzi. Di sicuro così non vi riconoscerà nessuno» dice in modo ironico Gabriel dopo essersi ripreso dalle risate, osservando anche gli altri che erano già situati nelle vetture. Lo ignoro e mi dirigo verso uno sportellone aperto lasciando nelle sue mani il bagaglio piccolino che mi hanno portato in questo mese con quei pochi vestiti che mi sarebbero serviti. Lui lo sistema con cura e dopo un cenno al guidatore, mi affianca chiudendo lo sportello per permetterci di partire. La sua battuta mi preoccupa molto, se lui ha capito tutto subito, non oso immaginare Jane, ma non voglio costringerla a prendersi cura di me, ha già i piccoli in grembo a cui badare. Io voglio essere il suo scudo, la sua roccia ed anche la sua spada se serve, non un peso che possa affossarla. Deve sentirsi tranquilla e protetta al mio fianco, tutti i suoi demoni devono essere messi a tacere dalla mia presenza.
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.B.A.D.
ChickLitLa mafia da secoli segue schemi prestabiliti dove l'uomo è al comando mentre la donna viene mostrata alle sue spalle come trofeo. Dimitri, il leader mafioso russo più influente in Europa, accetterà di proteggere la bambina ignaro che il vero nemico...
