ANGOLO AUTRICE: Buondì appassionati di .B.A.D., come state? Vi lascio questo piccolo angolo autrice per ringraziare tutti coloro che stanno ancora seguendo questo mafia romance e vi invito, se vi fa piacere, di dare una possibilità al primo libro della saga Miss Asmoday. Il romanzo è concluso e appartiene al genere dark, dove per la prima volta su questa piattaforma troverete una protagonista morally grey che veste i ruoli sia di personaggio principale che di villain.
Detto ciò vi lascio alla lettura del capitolo.
Revisionato
Jane's POV
Il tempo scorre lentamente in queste celle, non ci sono finestre, solo delle luci giallognole appese al soffitto che illuminano scarsamente gli spazi, facendoci perdere la cognizione del tempo. Siamo più di una persona per cella, io sono capitata con Bob e con suo figlio Paul, due tipi molto simpatici e alla mano. Il ragazzo ha studiato architettura e il padre è un vecchio medico ora in pensione. Alecxander, invece, è chiuso con i bambini e altri cinque uomini che ho avuto modo di conoscere in queste ore. Siamo la media di dieci uomini a cella, solo io ho il lusso di dividere gli spazi con due persone per sicurezza, conscia che loro non potranno essermi molto da aiuto. Peccato che non ha ancora recepito il messaggio che io so essere pericolosa anche da sola e con uno stecchino come arma.
Giusto per non farci morire di fame, di tanto in tanto entra qualcuno per portarci del cibo. Non è poi chissà quanto. Sono solo una minestrina orribile e un tozzo di pane accompagnati da una bottiglietta d'acqua sigillata. Non sarà il pasto migliore di questo mondo e la mia porzione è anche ridotta rispetto a quella di tutti gli altri, ma ho bisogno di tenermi in forze per escogitare un piano di fuga e per mantenere in vita i due pargoli dentro di me.
Sono tutti in attesa di sentirmi esporre il mio stratagemma e cerco di accontentarli come meglio posso. Penso ad ogni possibilità, ragiono su tutte le strade che possiamo prendere e sui possibili intoppi. Proprio quando sto per pronunciarmi, il rumore della porta che si apre di scatto sbattendo contro il muro mi fa alzare la testa di scatto. Con una camminata quasi incerta e tremante, vedo Tatiana venire verso di noi spingendo il carello del cibo che le fa anche da supporto mentre si strofina sulla spalla una lacrima sfuggita al suo controllo.
«Tatiana» la chiamo, ma non risponde come se fosse assente mentalmente. Mi alzo e raggiungo le sbarre che ci dividono per osservarla meglio: sguardo basso, capelli sporchi, abiti malconci, più magra, carnagione pallida e mani sudate. Devono averle fatto qualcosa.
La chiamo come se stessi invocando una divinità, ma lei non accenna a muovere la testa verso la mia direzione per guardarmi. Solo quando si avvicina abbastanza alla mia cella per darmi la mia razione di cibo, ho l'opportunità di fermarla prendendole un braccio segnato da qualche livido. Presa alla sprovvista, ha fatto cadere il cibo a terra, non che questo mi importi qualcosa. Cerco solo di guardarla meglio in faccia e di capire cosa le hanno fatto. Ha il mascara sbavato, segno che ha pianto e anche tanto.
«Hai fatto cadere il tuo cibo, io non te ne darò altro. Adesso sei pregata di lasciarmi subito il braccio se non vuoi ricevere delle percosse» tira su col naso e cerca di strattonare via la presa, ma io non demordo: potrà avermi fatto più volte del male, ma non ho dimenticato che prima di ciò lei è stata una mia cara amica. Tra le altre celle non vola una mosca, mentre Alecx guarda la scena quasi sconvolto e con l'impotenza a segnare il suo volto malconcio, come se davanti a me ci fosse chissà quale pericolo da cui lui non può difendermi.
«Me ne frego del cibo. Tatia, anche se mi hai fatto tutto questo, sei sempre stata come una sorella per me. Forse è cambiato qualcosa, ma nonostante tutto e se tu lo vorrai, io ti aiuterò» le dico prendendole la mano con la mia per congiungere le nostre dita. Lei, anche se titubante, la tira via e corre verso la porta aperta, guarda un secondo verso due punti nel muro in fondo alle celle e, alla fine, si chiude anche lei con noi. La guardo un attimino stranita mentre sospira e si avvicina timorosa alla mia cella.
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.B.A.D.
Chick-LitLa mafia da secoli segue schemi prestabiliti dove l'uomo è al comando mentre la donna viene mostrata alle sue spalle come trofeo. Dimitri, il leader mafioso russo più influente in Europa, accetterà di proteggere la bambina ignaro che il vero nemico...
