Revisionato
Jane's POV
La sveglia riposta sopra il forno della cucina segna le cinque e mezza del mattino, stiracchio i muscoli della schiena e sbatto gli occhi assonnati. Alla fine, ieri notte sono rimasta seduta sullo sgabello della cucina a contemplare il nulla mentre sorseggiavo la mia amata camomilla ignorando i bambini che facevano i salti mortali nella mia pancia senza darmi un secondo di tregua. Pensavo che con il sorgere del sole si dessero una calmata, ma i bambini danzano ancora senza darmi un attimo di tregua. Sospiro, stanca della nottata in bianco e per non darci troppo peso, mi dedico ad osservare le cuoche destreggiarsi tra i fornelli per preparare la colazione delle otto e mezza mentre le domestiche si accingono a prendere i materiali per pulire le varie stanze che verranno liberate. Queste donne si meritano una mano d'aiuto e credo proprio che i miei cari feriti possano tranquillamente dare un piccolo contributo.
«Senti Kayla, penso che abbiate bisogno di una mano d'aiuto. La morte del vostro capo vi deve aver destabilizzato un po': sapevo che molte di voi eravate affezionate a lui» do voce ai primi pensieri del mattino, rivolgendomi direttamente alla donna che tira avanti questa baracca.
È una signora molto carina e alla mano, scura di carnagione e porta sempre i suoi meravigliosi capelli acconciati con le classiche treccine africane che un giorno ha promesso di farmi. Ha una figlia di diciott'anni che studia in Francia e una bambina più piccola, molto carina e timidina. Con lei ho parlato molto in questo periodo, mi fa sentire bene sfogare i miei pensieri con una persona sempre gentile e apprensiva: mi tratta quasi come una figlia ed io gliene sono riconoscente.
«Non deve preoccuparsi signora. Io lavoro volentieri e non credo che persone nuove qui dentro servano veramente» dice porgendomi dei biscotti alle mele.
Che delizia!
«Fidati di me, invece. Saranno degli ottimi aiutanti per te e le ragazze. Te li presenterò a colazione, non farti ingannare dalle apparenze» le dedico un fugace occhiolino mentre mi gusto con grande gioia questi dolcetti deliziosi. Vedendomi mangiare con immenso piacere le delizie che stanno sfornando, continuano a rimpinzarmi di dolcetti che quietano i piccoli terremoti nello stomaco. Certo, se Alexis mi vedesse in questo stato, mi ucciderebbe con la sua fissa di farmi mangiare sano. Ma lei starà affrontando i postumi di una bella sbornia al limite del coma etilico e non verrà mai in cucina alle prime ore del mattino.
«Quante volte ancora devo ripetermi che non devi mangiare dolci!» il biscottino che ho in mano mi cade sulle gambe mentre mi volto verso l'ingresso della stanza. Sullo stipite della porta è ferma Alexis che furente avanza verso l'immenso tavolo togliendo qualsiasi forma di dolce che le cuoche mi hanno gentilmente offerto.
La guardo scioccata mentre soddisfatta mi indica con un dito teso la porta del salone.
«Fila in quella maledetta stanza piccola palla. Sei fastidiosa, mangi come un maiale e poi ti lamenti con me che i bambini ti fanno ingrassare. Concentrati su altro, tipo i ragazzi arrivati ieri sera, sono seduti insieme agli alt... Jane hai improvvisamente assunto uno sguardo omicida. Perché stai portando con te la caraffa del vino? Jane... Jane cosa stai facendo? Jane!» Alexis mi chiama a gran voce e prova a fermarmi, ma sono più veloce di lei nonostante la pancia e raggiungo il salone prima che possa impedirmelo.
Ha toccato un tasto dolente per me ricordandomi di quei babbuini seduti da quel lato che continuano a fingere indisturbati, ma tra poco se la vedranno con me. Se pensano che sarò calma e tranquilla solo perché aspetto due gemelli, sono completamente fuori strada tutti quanti. Anzi, sfrutterò la mia gravidanza, darò la colpa agli ormoni impazziti qualora tutti dovessero prendersela con me e farò penare a quel bastardo di Alecxander. Non gli permetterò di stare al mio fianco, non gli permetterò più niente di tutto quello che facevamo prima, per me può anche iniziare ad andare a puttane, ha chiuso in definitiva. Io avevo bisogno di lui, mi ha lasciata sola ad affrontare tutto questo.
STAI LEGGENDO
.B.A.D.
ChickLitLa mafia da secoli segue schemi prestabiliti dove l'uomo è al comando mentre la donna viene mostrata alle sue spalle come trofeo. Dimitri, il leader mafioso russo più influente in Europa, accetterà di proteggere la bambina ignaro che il vero nemico...
