Capitolo 66

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Revisionato

Jane's POV

È passata una settimana da quando ho scoperto la locazione della villa, da giorni mi nascondo tra gli alberi e osservo in silenzio ogni loro movimento.

Le guardie di sicurezza all'esterno del perimetro non mancano mai tanti, sono tutti volti a me sconosciuti o, semmai, visti di tanto in tanto di sfuggita. Tutti si somigliano tra loro: muscoli, altezza, cicatrici sono solo un paio dei segni che li accomuna tutti, oltre le classiche armi. Tuttavia, tra di loro si nasconde un tizio che potrà avere all'incirca la mia età e non spicca per nessuna caratteristica che hanno in comune gli altri. Alto quanto me, ha un fisico molto asciutto e perfino il suo viso è privo di qualsiasi barbetta. I suoi occhi chiari li ho potuti notare nei giorni precedenti quando, stanco di camminare lungo il perimetro, si è fermato sotto l'albero in cui ero ferma e ha alzato lo sguardo verso il cielo per guardare quei raggi di sole che, con prepotenza, a penetravano tra le fitte foglie come un lampo che squarcia un cielo cupo. Lui è l'unico che posso usare per infiltrarmi dentro queste mure. Lo sto studiando da giorni per poter apprendere tutto su di lui e coglierlo in un momento di tranquillità, quando lui sarà solo. La tecnica migliore è questa, apprendere tutti i suoi atteggiamenti, il suo modo di parlare, il suo carattere e poi agire senza troppi giri di parole. Ormai devo appurare le ultime cose e poi potrà colpirlo prendendolo alla sprovvista.

Mi sgranchisco un po' il collo stanca di queste ore passate su questo spesso ramo. Le foglie aiutano a mimetizzarmi, mi nutro con le mie barrette energetiche e prendo le mie solite vitamine prescritte da Alexis e, durante il cambio della guardia, ne approfitto per fare i miei bisogni.
Sto per prendere la prima compressa verdognola quando un urlo improvviso mi da sobbalzare facendomi scivolare dalle dita la pillola che finisce proprio ai piedi dell'albero ben visibile agli occhi più attenti. Non potendo fare altro se non imprecare, mi nascondo meglio tra il fogliame e aspetto di vedere chi arriva.

«Forza, cammina davanti!» sento urlare a pochi passi da me. Mi apro un piccolo spiraglio tra le poglie e osservo al di là del mio nascondiglio nella speranza che nessuno si avvicini in questa zona, speranze che muoiono in un attimo insieme al mio cuore quando vedo due uomini armati di fucile trascinare da sotto le braccia il mio Alecxander un po' malridotto e leggermente più magro. Cerco di trattenere le lacrime, non è la prima volta che lo vedo così, ma loro escono dai miei occhi senza controllo, forse a causa anche degli ormoni.

«Avete fatto in modo di portarmi qui fuori per poter parlare con me in tranquillità, ora ditemi quello che dovere dire e concludiamo qua questa pagliacciata prima che si insospettiscano lì dentro» la risolutezza di Alecx mi fa capire che non ha smesso di combattere e, prima di parlare, i due uomini si guardano intorno con circospezione. Questioni di pochi attimi e lo sguardo del più anziano si sofferma proprio sulla compressa. La guarda con cura prima di prenderla in mano per osservarla con più attenzione.

«Ascoltaci per un secondo, non siamo tuoi nemici. Io e mio padre, insieme ad altri uomini dentro questa struttura, abbiamo creato una Resistenza volta a soppiantare il potere di tua zia. Mio padre è sempre stato un grande sostenitore della legge fondata dai Cooper, in particolar modo stima molto il signor Noah. Siamo dalla tua parte, dalla parte della tua donna. Quella lì che siede sul trono di questo edificio è una folle. Non vogliamo e non possiamo più stare sotto il suo comando, ma capisci anche tu che se agiamo ora, saremo morti. Siamo ancora troppo pochi...» il ragazzo viene interrotto dal padre con un gesto della mano. «No, figlio mio, non siamo pochi. Penso che dal fronte Cooper un enorme esercito si è già mobilitato, soprattutto in questa situazione. Sapete, sono stato medico e so che determinate vitamine, si prendono solo in specifici momenti. Tuttavia, chi le prende non sa che dovrebbe evitare di campeggiare sugli alberi. Adesso sappiamo che la Resistenza avrà un alleato abbastanza potente, non dubitare. Vero, ragazza mia?» la testa del vecchio scatta verso la cima degli alberi e, insieme a lui, si alza anche il volto stanco di Alecxander che, quasi richiamato dalla mia presenza, posa i suoi occhi proprio verso la mia direzione.

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