CAPITOLO REVISIONATO
Finalmente il tizio é arrivato. Ho intenzione di fare una richiesta assurda.
- domani, voglio incontrare mia sorella-
Lui abbassa la testa e esce.
IL GIORNO DOPO
Mi sveglio e sono libera. Mi sveglio e inizio a camminare. Credo che mi lascino libera solo per smuovere le giunture. Dopo un po' entra quella solita ragazza bionda, ma seguita da qualcuno. Non sono abituata a vederla vicino a me, anche se in realtà é piuttosto bassa. Mi metto dritta e in silenzio.
-dammi le mani-
Mi avvicino e mi unisce qualcosa ai palmi delle mani.
Dietro di lei c'era qualcuno. Vedevo un occhio luminoso come il mio, ma azzurro. Ma mia sorella é morta. La ragazza si gira verso lo sconosciuto. Dopo si rigira e si sposta facendomi vedere la persona. Ma é fuori dalla porta quindi non la vedo.
-non conviene toccarvi, poi fate come volete-
Esce e chiude la porta. La persona entra.
Non ci credo. Non può essere vero.
Inizio a piangere e anche lei.
-rebecca...! Non sei morta allora!-
- perché dovrei essere morta? Ah quello.- fa un passo avanti - adesso sono come te...sono un robot. Ma ne sono felice.-
-ma perché sei arrugginita?-
-non mi hanno mai liberata, neanche un attimo. E poi con le lacrime l'ho arruginito-
Il mio corpo era lucido ma il suo no. E difficile descriverla. Assomiglia molto di più a me adesso.
-rebecca sei diversa, sei cambiata.-
- lo so emma. Vedo che a te non ti hanno fatto male. A me ogni giorno mi davano la scossa...- dice seria con le lacrime agli occhi, ma seria
-anche a me a volte.
Vorrei toccarla ma non so che cosa succederà.
-da quanto tempo sei così?- chiedo
-un mese. Prima hanno cercato di curarmi. Naturalmente senza anestesia. Sono stati veramente brutti questi mesi-
- io vorrei tanto abbracciarti, ma che succederà?-
- scossa...- dice guardando l'oggettino
-guarda se é solo una scossa per me va bene- le dico porgendole la mano.
Lei la prende ed entrambe piangiamo dal dolore. Tutto il metallo trema, ma rebecca dice:
-vuoi continuare?-
-sempre-
E allora lei si alza e mi abbraccia. Il dolore non conta. Non conta se stiamo piangendo per quanto faccia male. Ormai non lo sento, sento solo rebecca. Dopo un po' ci stacchiamo.
-ne é valsa la pena- dice
-rebecca io devo dirti una cosa... Rebecca io non ho pianto molto dopo la cattura. Mi dispiace. Credevo che tu fossi morta e quindi che tu adesso stavi bene... Ma tu non stavi bene...
-emma niente fa. Io piangevo perché stavo male. Io sto legata dai polsi, e fa male. Quanto vorrei tornare alle tue punture...-
La ragazza entra e la interrompe. La visita é finita. Ci abbracciamo un'altra volta e ci diciamo:
- io sto bene-
La bionda sembra stupita del fatto che superiamo la scossa. Intanto entra e mi lega (di nuovo) ed esce con rebecca.
Ormai avevo tutto il tempo del mondo per pensare a quello che faceva rebecca e com'era cambiata.
Non era più sorridente, ma aveva uno squarcio nell'anima. Aveva perso tutto. Non la lasciavano in pace. La torturavano solo perché non mi aveva ucciso, e ora era vittima del suo stesso padre.
Avrei tanto voluto dargli uno schiaffo per farle capire che niente era finito. Ogni mese l'avrei portata qui, per stare con me. Non conta il dolore.
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La ragazza robot
Teen FictionDal capitolo 19: "-non é niente. -raccontalo a qualcun'altro- dico sarcasticamente - ma é inutile che insisto, la tua corazza non é penetrabile o aggirabile, quindi farò finta di crederti." Emma é una ragazza normale come tante altre, ma il fatto di...
