|Capitolo 1|

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(Attenzione! Gli eventi narrati e i personaggi di questa storia non corrispondo alla realtà, sono pura finzione. Tutto ciò che viene raccontato non ha nulla a che vedere con i veri BTS!)

<<Andiamo Jungkook, non fare storie" disse la donna sulla quarantina. Alta, capelli neri, lisci e lunghi fino alle spalle. Stava chiudendo gli ultimi scatoloni per il trasloco, quando il figlio iniziò a lamentarsi.

"Fare storie?! Stai scherzando vero?" Chiese il giovane, alterato per la situazione. Aveva scoperto da una settimana di dover cambiare città, perché la madre si era appena risposata con un ricco imprenditore del paese. Ciò comportava un immediato trasferimento nella nuova 'famiglia'.
"Non è la fine del mondo, ti piacerà" rispose lei, portando alcuni scatoloni nel camion dei traslochi.
"Sì certo, mi piacerà proprio vivere con persone che non conosco e chiamarli pure famigliari" sbuffò lui, aiutando la madre svogliatamente.
Non aveva amici in città, perciò il suo problema non era lasciare persone a cui tenesse. Il vero problema era convivere con altre persone, dovendo considerarle pure parte della famiglia, cosa che non avrebbe mai fatto seriamente.
"Dai andiamo, qua abbiamo finito" dichiarò la madre, prendendo l'ultima valigia da portare con sé, per poi uscire con il figlio a fianco.
Si avvicinarono al taxi che li avrebbe portati nella loro nuova città.
Distava un'ora da lì perciò il viaggio non sarebbe durato molto, ma sicuramente sarebbe stato difficile per il ragazzo, il quale voleva lanciarsi dall'auto in corsa pur di scappare. Misero le valigie nel porta bagagli ed entrarono nell'auto. La donna diede le indicazioni per arrivare alla loro nuova casa. A quanto pare il nuovo maritino, così lo chiamava Jungkook, amava vivere nel lusso sfrenato. Aveva infatti mandato la posizione della villa a la sua nuova moglie.

"Ancora non ci credo" mormorò Jungkook, guardando sconsolato il finestrino macchiato dalla pioggia.
"La smetti di lamentarti?" rispose lei a tono.
"Ma per favore" disse lui scocciato, prima di infilarsi le cuffiette nelle orecchie per non ascoltarla.

Londra

Il viaggio durò meno del previsto e in trequarti d'ora arrivarono nella nuova casa. Per prima scese la madre emozionata, seguita a ruota dal figlio impaurito.
"Comportati bene" gli raccomandò la donna, afferrando la sua grande valigia e pagando il taxista.
Si diressero verso il grande portone della villa e la madre suonò il campanello.
Mentre aspettavano, Jungkook si guardò attorno. Aveva un tremendo mal di pancia dovuto all'ansia di conoscere persone nuove.
D'ora in poi per lui sarebbe stato come vivere costantemente con estranei, un po' come vivere con l'ansia perenne di essere giudicato.

La porta venne aperta da un uomo sulla cinquantina, parecchio alto e muscoloso, almeno così sembrava, seguito da un piccolo e dolce bambino saltellante. L'uomo indossava un completo elegante, senza giacca e cravatta, mentre il bambino indossava una tutina pelosa da koala. L'uomo baciò la madre del ragazzo, prima di rivolgere la sua attenzione al più piccolo, il quale teneva lo sguardo basso.
"Ciao Jungkook, è un piacere conoscerti. Mi chiamo Mark, è un piacere avervi con noi. Prego entrate" gli accolse, prima di chiudere la porta.
"Salve" mormorò il ragazzo intimidito, allungano una mano in segno di saluto.
"Vi chiedo scusa, ma mio figlio più grande non è ancora tornato. Gli avevo espressamente detto di essere puntuale, ma non mi ascolta mai." Dichiarò grattandosi la nuca, abbastanza imbarazzato.
Ha un altro figlio?! Oh no.
"Ha ventiquattro anni, però andrete d'accordo" lo rassicurò la madre, allungando una mano per accarezzargli la testa, ma il moro si spostò prima che lei potesse toccarlo.
"Sempre che mio figlio non decida di creare problemi, a quanto pare è un maestro nel farlo" ammise il padre.
"Ciao! Io sono Elliot, tu sarai il mio nuovo amico?" Chiese il bambino, allungando una mano verso la felpa del ragazzo.
"Ciao Elliot, si saremo amici" sorrise lui, abbassandosi alla sua altezza.
Vennero interrotti dal suono del campanello, il quale preannunciava l'arrivo dell'atteso figlio.
"Mi scuso già per il suo comportamento" disse l'uomo, prima di aprire la porta e fare entrare un ragazzo, anch'esso parecchio alto.
Una volta entrato si bloccò, fissando i nuovi ospiti, in particolare il piccolo ragazzo moro. Jungkook non fu da meno e iniziò ad osservarlo. Era bello da morire. A partire dagli occhi scuri, fino alla bocca sottile e il corpo muscoloso. Si fissarono negli occhi per qualche secondo, ma la pace di quel momento venne interrotta dalla voce del padre.

"Vi presento mio figlio, Taehyung. Quando vuole, sa essere anche educato" disse, rivolgendo uno sguardo duro verso il figlio.
"Chi sono?" Chiese sprezzante, abbandonando la giacca sull'attaccapanni.
"Lei sarà la tua futura madre, mentre lui è Jungkook, suo figlio, ovvero tuo fratello" lasciò i due ragazzi senza parole.
"Che?! Scherzi?! Chi cazzo li conosce, non faranno mai parte della mia famiglia!" Urlò lui, preso da un'attacco di nervi.
Suo padre non lo aveva avvertito del nostro trasferimento? A quanto pare no, si disse mentalmente Jungkook, mentre osservava la scena.
"Abbassa il tono Taehyung e porta rispetto!" Lo sgridò il padre. Il figlio sbuffò per poi dirigersi in camera sua, senza rivolgere parola a nessuno.
"Vi prego di perdonarmi, lui è sempre molto irascibile" si scusò il padre, aiutando i due ospiti con le valigie.
Mostrò la camera da letto a Jungkook e, mentre quest'ultimo svuotava la sua valigia, fece fare il giro della villa alla moglie.

Arrivata l'ora di cena Jungkook stava riponendo le ultime cose nell'armadio, quando si sentì chiamare da una voce profonda.
"È pronta la cena, muoviti" disse il ragazzo, senza degnarlo di uno sguardo.
"Scusami?" Chiese il più piccolo, alzando un sopracciglio offeso per il tono usato dal maggiore.
"Sei sordo? È pronta la cena, muovi il culo" ripetè, con un tono leggermente più alto.
"Senti neanche a me va a genio stare qui, ma non c'è bisogno di usare un tono così sgradevole" disse il più piccolo, avvicinandosi all'altro senza paura.
"Uso il tono che voglio, perciò sbrigati tappo" ironizzò sull'altezza del ragazzo, che raggiungeva a malapena le spalle del maggiore.
"Maleducato" sbuffò il moro, superando Tae, non accorgendosi di aver usato un tono troppo alto.
"Ti cucio quella bocca se non la smet-" si avvicinò pericolosamente a Jungkook, ma venne interrotto dalla voce del padre che li richiamava per la cena.
"Non finisce qui" disse infine, scontrando violentemente la sua spalla con quella del moro.
Mangiarono in silenzio senza alzare lo sguardo neanche un secondo dal piatto, finché non vennero richiamati dai genitori.

"Tae, perché non fai fare un giro per la villa a Jungkook? Magari dopo cena" propose il padre, tagliando la carne con eleganza.
"Perché dovrei?" Chiese il ragazzo, appoggiando le posate sul piatto completamente ripulito.
"Perché dovete conoscervi. Fine del discorso" dichiarò, prima di tornare a parlare con la moglie.
"TaeTae posso unirmi? Ti prego!!" Strillò il bambino, catturando l'attenzione dei presenti.
"Certo, cucciolo" lo accarezzò Tae, con un grande sorriso sulle labbra.
Allora sa essere amorevole.

Quando i due ragazzi finirono, si alzarono da tavola e si diressero al piano superiore.
Il maggiore, che teneva in braccio il fratello più piccolo, afferrò malamente il braccio del moro, lo porto all'inizio del corridoio e gli fece vedere le camere svogliatamente.
"Senti, io non ne ho voglia. Vado a lavarmi" lo liquidò il castano, prima di riappoggiare al suolo il suo fratellino per entrare in bagno senza problemi.
"Jungkook, posso andare a letto?" Gli domandò Elliot, riempendo il cuore del ragazzo di dolcezza.
"Ma certo Elliot, buona notte" mormorò prima di scompigliargli i capelli affettuosamente. Vide il corpo del piccolino entrare in una delle numerose camere, per poi chiudersi all'interno.

Il minore si ritrovò a vagare per le grandi camere, finché non arrivò nell'ultima al fondo del corridoio.
Abbassò la maniglia, aspettandosi di trovarla chiusa, ma non fu così.
La apri ed entrò. Era una camera da letto, con un letto ad una piazza e mezzo al centro, due armadi contenenti principalmente vestiti e CD, e una scrivania nell'angolo destro.
Si avvicinò ai due armadi e riuscì a vedere anche la quantità di foto presenti. Vi erano quattro foto incorniciate, con una donna adulta.
Probabilmente è la madre di Taehyung.
Jungkook afferrò un quaderno nero sulla scrivania, ma non fece in tempo ad aprirlo, che venne strattonato da due braccia forti.

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S.A
Ciao ragazzi, come state?
Dunque questo è il primo capitolo della nuova storia, spero vi piaccia!
Chiedo scusa per i possibili errori, sono stanchissima ultimamente ed è molto probabile che ce ne siano.
Vi avverto già che sarà strana come ff, quindi non so quanto potrà piacervi.
Dovrei aggiornare ogni giorno, ma non ve lo garantisco.
Grazie per aver sprecato anche solo un singolo secondo a leggere ciò che scrivo
Se arrivate da |Treasure| beh grazie mille per i voti, i commenti e le visualizzazioni!
Al prossimo aggiornamento!!

𝐄𝐬𝐜𝐚𝐩𝐞 - 𝐭𝐚𝐞𝐤𝐨𝐨𝐤Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora