|Capitolo 14|

6.7K 385 79
                                        


Martedì

Il giorno dopo, a scuola, Jimin e Jungkook parlarono della famosa festa che si sarebbe tenuta il venerdì stesso a casa di un amico di Jimin.
"Ti divertirai, fidati" gli sorrise Jimin, riprendendo a scrivere un messaggio.
"Ci sarà anche quel Adrian?" Si accorse della presenza del ragazzo dall'altra parte della mensa. Li stava osservando, senza sbattere neanche le palpebre.
"Non credo. A proposito! Perché non mi hai raccontato ciò che ti ha fatto? È stato Tae a dirmelo" si lamentò Jimin, sporgendo le labbra in avanti con fare offeso.
"Dovevo?" Jungkook non capiva perché avrebbe dovuto dirglielo, perché farlo preoccupare inutilmente? Lui stava bene, poi Jimin nemmeno era a scuola quando si era verificato il fatto.
"Sì Jungkook, siamo amici. Se ti succede qualcosa devo saperlo, non hai idea del colpo al cuore che mi è venuto quando Tae me lo ha raccontato" si portò una mano al petto, ricordando quando quasi si affogò con l'acqua che stava bevendo, mentre ascoltava il maggiore sclerare al cellulare.
"Scusa, non credevo di dovertelo dire. Che senso ha farti preoccupare se ormai è passato?" Si giustificò Jungkook, addentando un pezzo di insalata.
"Jungkook, in quanto tuo amico voglio sapere se stai bene, male, se ti fanno del male, se ricevi una gioia o qualsiasi altra cosa. Mi preoccupo per te, perciò sì, devi dirmelo" spiegò Jimin, ammutolendo così il ragazzo di fronte a lui. Non si aspettava di essere così importante.
È questa l'amicizia? Quella vera, che dura per sempre e di cui non ti stanchi mai?
"Dai, ora torniamo a lezione" annunciò Jimin, afferrando il suo vassoio per svuotarlo. Il resto delle ore passò velocemente, per fortuna non avevano nessuna ora in comune con Adrian, perciò potevano stare tranquilli almeno quel giorno.

Una volta tornato a casa, Jungkook si ritrovò da solo, dal momento che i genitori erano a lavoro, Elliot era a scuola e Tae era uscito. Decise di continuare le sue ricerche riguardo Taehyung, arrivando perfino alla conclusione che la risposta a tutte le sue domande l'avrebbe trovata in casa. Su internet risultava che i parenti fossero ancora vivi, ma non c'erano indirizzi, numeri di telefono o contatti. Erano come scomparsi nel nulla, ma Jungkook era sicuro che ci fosse qualcosa dietro. Raggruppò tutte le informazioni che aveva in una cartella, assicurandosi di nasconderla agli occhi indiscreti.
La sua concentrazione venne attirata poi dalla data indicata sul display del cellulare. Il giorno seguente sarebbe stato il compleanno di Elliot e lui non aveva ancora nessun regalo per il bambino. Afferrò in fretta il portafogli, la giacca e il cellulare -anche se scarico- per uscire di casa e prendere il primo autobus diretto verso il centro.
Stava per aprire la porta di casa, quando questa venne aperta da qualcun altro e il ragazzo si ritrovò a saltare indietro per lo spavento. Urlò, traumatizzando il povero Tae che era appena tornato a casa.
"Ma che fai?" Rise Tae, vedendo la faccia spaventata dell'altro.
"Mi hai spaventato!" Esclamò Jungkook, prima di colpirlo amichevolmente sulla spalla per farlo smettere di ridere.
"Se non te ne sei accorto questa è una porta e le persone ci passano per entrare" lo prese in giro Tae.
"Ah ah divertente, comunque devo uscire" si spostò Jungkook verso la porta.
"Dove vai?"
"Domani è il compleanno di Elliot, devo comprargli un regalo" posò la mano sulla maniglia ed aprì la porta.
"Ti accompagno" lo sorprese il maggiore, spingendolo fuori per poi chiudersi la porta alle spalle.
"Tu gli hai comprato qualcosa?" Si sistemò Jungkook sul sedile, sbadigliando per la stanchezza.
"Di solito gli compro qualcosa al Luna Park"
"Cavolo! È vero che ci andate, che palle ho la memoria di un pesce" si schiaffeggiò la fronte, per via della sua testa sempre tra le nuvole.
"Sei solo stanco, comunque vieni con noi?" Propose Tae, sperando vivamente il una risposta affermativa.
"Dove?"
"Al Luna Park" rise Tae, era troppo carino Jungkook quando si perdeva e non riusciva a capire più niente.
"Oh sì...direi di sì, a che ora apre?" Si strofinò gli occhi con le nocche, dal momento che bruciavano per la stanchezza.
"Apre verso le cinque e mezza. Di solito andiamo lì verso le sei e rimaniamo fino alle nove e mezza, dato che lui finisce sempre per addormentarsi"
"Va bene, allora mi aggrego. Ma mamma e papà non vengono?" Non si era accorto delle parole che aveva usato, era stanco e gli venne del tutto naturale chiamarli così.
"Non chiamarli così e comunque no" rispose secco Tae, con quelle poche parole il suo umore si era completamente rabbuiato.
"Scusa. Perché no?"
"Mio padre non vuole sprecare il suo tempo così, preferisce lavorare e restare a casa nel suo ufficio"
"Ha un ufficio?" Si incuriosì Jungkook, forse dentro all'ufficio avrebbe potuto trovare qualcosa in più riguardo ai parenti di Tae.
"Sì, quando non lavora ci passa la vita lì dentro. Non ci è permesso entrarci, chissà cosa tiene lì dentro di così prezioso" disse Tae con noncuranza.
"Ma non sei neanche un po' curioso?"
"Veramente no, se sono cose che lo riguardano, ne faccio volentieri a meno. Poi non ho bisogno di finire in altri guai"
"Ma neanche la mamma può entrarci?" ripeté Jungkook con tono innocente.
"Jungkook smettila!" Lo spaventò Tae, zittendolo sul posto. Dopo pochi minuti passati in silenzio fermò la macchina nel parcheggio del centro commerciale.
"Kookie scusami, non volevo urlarti contro" chiese perdono il maggiore, abbassando il tono della voce per la vergogna.
"Non preoccuparti, non è niente. Andiamo?" Cambiò discorso il più piccolo, per non fargli pesare la situazione. Sapeva di essere stato troppo insistente, ma non si aspettava di certo una reazione del genere. Si era spaventato, perché negli ultimi tempi il ragazzo non aveva più scatti di rabbia con lui.
Uscirono dall'auto ed entrarono nel centro commerciale.
"Tu cosa gli hai comprato?" Jungkook scrutò dall'esterno tutti i negozi a cui passavano davanti, ma in nessuno di essi riuscì a trovare la risposta al suo regalo.
"Me lo vuoi chiedere un'altra volta? Gli compro qualcosa al Luna Park" sorrise Tae, mordendosi il labbro per via della dolcezza del più piccolo, che emetteva continui sbuffi per la frustrazione.
"Uffa non so cosa prendere!" Sbatté un piede a terra come un vero e proprio bambino, poi gli venne un'illuminazione
"E se gli facessi un pigiama personalizzato?!" Esclamò Jungkook per la felicità.
"Un che? Ma è un bambino, cosa vuoi disegnarci sopra?" Il maggiore era sorpreso e imbizzarrito dalla proposta del ragazzo.
"Lui si sente solo molto spesso, sopratutto se non ci siamo noi, perciò gli faccio una maglia del pigiama con una nostra foto sopra!" Spiegò brevemente, prima di afferrare il polso del ragazzo per trascinarlo verso il negozio di stampe.
"Jungkook ragiona un attimo, il pigiama lo dovrà pulire ogni tanto. Come fa quando non lo ha?" Lo interruppe Tae, mettendo fine alla sua corsa scatenata.
"Già, non ci avevo pensato...allora una foto! Ok ho trovato! Una magliettina con la nostra foto da mettere a Cooky, è perfetto no?" Sorrise raggiante, stavolta sicurissimo della sua idea.
"Questo è il regalo più strano che io abbia mai sentito"
"Dai avvicinati, dobbiamo farci una foto!"
"Ma la mia faccia è orrenda ora"
"E allora? Anche la mia, non è importante" lo avvicinò a sé e posizionò il cellulare per scottarsi un selfie, che venne abbastanza bene, considerando le luci e il loro aspetto. Appena fatta, Jungkook entrò nel negozio e si avvicinò alla commessa per chiedere informazioni riguardo le magliette con le stampe.
"Salve, avrei una domanda. Riuscireste a stampare una foto su una maglia entro domani pomeriggio?" Domandò cordialmente, mentre Tae rimase dietro di lui.
"Certo, ho solo bisogno che mandi la foto a questo link" rispose la ragazza passandogli un foglio con le informazioni necessarie "mi serve poi la taglia della maglia, il colore e la tipologia." Sorrise lei, selezionando il menù sul suo computer, per poi girarlo verso il ragazzo affinché scegliesse la tipologia.
"Perfetto, entro domani pomeriggio sarà pronta. Passa verso le quattro, porta con te la ricevuta" gli spiegò lei, mentre concludeva il pagamento.
"La ringrazio, arrivederci" salutò Jungkook, prima di dirigersi verso l'uscita con Tae.
"Perfetto, ora possiamo andare a casa" tornarono al parcheggio, per poi andare diretti a casa.

Mercoledì

Il giorno dopo entrambi i ragazzi si posizionarono uno in cucina, mentre l'altro si trovava in camera del piccolo Elliot per portargli una sorpresa a letto senza svegliarlo. Sia Tae sia Jungkook si erano svegliati un'ora prima per preparare la colazione, stranamente uscita davvero bene, e per incartare il regalo.
Quando Tae finì di posizionare il cibo sul vassoio, salì le scale lentamente per non inciampare, fino ad arrivare alla porta della camera di Elliot, che venne aperta da Jungkook. Posizionarono il vassoio su una sedia affianco al letto e, quando fu ora di svegliare il bambino, entrambi iniziarono a lasciargli bacini sul viso, sulle braccia e sul pancino scoperto.
Elliot iniziò a contorcersi nel sonno, fino a quando non si svegliò ridendo per il solletico. I due si fermarono e lo guardarono con un sorriso amorevole in volto.
"Piccolo koala, sai che giorno è oggi?" Chiese Tae, tirando su in braccio il bambino, per sistemarlo sulle sue gambe.
Il piccolo sorrideva, aspettando che fossero i due ragazzi a dirlo. Infatti Jungkook si voltò verso il vassoio, accese le candeline che si trovavano sopra uno dei tanti dolci preparati dal maggiore, si voltò ed iniziò a cantare insieme a Tae.
Il bambino chiuse gli occhi forte, prima di soffiare per spegnere le candeline ed applaudire allegramente.
"Beh Elliot, dato che ultimamente sei stato molto bravo, abbiamo una sorpresa per te. La prima te la darà Jungkookie, mentre la seconda la riceverai solo questa sera. Va bene?" Gli chiese Tae, ma il bambino si perse ad ascoltarlo e semplicemente lo abbracciò, stringendosi al suo petto.
Tae lo strinse a sé, lasciandogli un dolce bacio sulla fronte. Fece cenno a Jungkook di avvicinarsi, il quale afferrò una piccola busta di carta con all'interno i biglietti per il Luna Park, che il maggiore aveva comprato e stampato la sera prima.
Il bambino la aprì ed iniziò a saltellare per la gioia, abbracciando più forte Tae. Si gettò dopo verso Jungkook, il quale lo prese al volo e lo coccolò per un po'.

Quando verso sera andarono al Luna Park, Jungkook si premurò di prendere il piccolo Cooky dal letto del bambino, per ridarglielo vestito poche ore dopo.
Arrivati al Luna Park, provarono diverse attrazioni per bambini, facendo così sentire il festeggiato al settimo cielo.
"Allora Elliot, prima di andare via c'è un'ultima sorpresa per te" lo informò Tae, afferrando una busta con il regalo che aveva appena comprato.
Il bambino la aprì e notò con piacere che vi era all'interno un altro peluche, con la testa a forma di cuore.
Elliot lo strinse a sé "TaeTae!! Questo lo chiamo Tata!" e corse ad abbracciare il maggiore. Si voltò poi verso Jungkook "guarda Kookie, ora sarete sempre insieme!" esclamò contento, abbracciando il suo nuovo peluche. "Ma dov'è il mio Cooky?" Chiese poi, tirando fuori il labbro inferiore, poiché si era accorto di non averlo portato con sé.
Tae prese in braccio Elliot, dal momento che ormai era stanco e si sarebbe addormentato a breve.
"A questo ci ho pensato io" tirò fuori dallo zaino il peluche con la maglietta e lo passò al bambino. "Con quella maglietta, Cooky rappresenta me e tuo fratello, così veglieremo sempre su di te" spiegò dolcemente, avvicinandosi al bambino che ancora ammirava la foto sulla maglietta.
"Piccolino dì qualcosa" gli sussurrò Tae, aspettandosi almeno una parola dal fratellino.
"Voglio voi come mamma e papà, quelli veri non mi piacciono. Non mi vogliono bene come voi" spiegò, perdendo qualche lacrima dai suoi dolci occhioni.
"Non è così, loro ti vogliono bene. Comunque noi ti proteggeremo, qualunque cosa accada" gli accarezzò i capelli Jungkook, mentre Tae gli baciava le guanciotte bagnate dalle lacrime.
Il bambino finì per addormentarsi sulla spalla di Tae, il quale decise di tornare a casa per via dell'orario.
"Mi sono divertito stasera" affermò Jungkook, mentre camminavano verso la macchina.
"Anche io, più del solito"
"Sei un fratello meraviglioso Tae, Elliot è fortunato ad averti" lo disse con talmente tanta ammirazione negli occhi, che colpì il maggiore profondamente.
"Lo pensi sul serio?" Un barlume di speranza si presentò davanti ai suoi occhi, forse non era del tutto uno sbaglio. Qualcuno lo apprezzava per come era.
"Certamente" sorrise Jungkook, tornando poi a guardare verso la strada.
"Ed io sono fortunato ad avere te" concluse Tae, arrivando verso l'auto, lasciando il più piccolo stupito e contento per quell'affermazione.
                                    ~~~~

Scusate per eventuali errori
Grazie mille per tutto, vi voglio bene
Spero vi piaccia, al prossimo aggiornamento!!
Buona serata!

𝐄𝐬𝐜𝐚𝐩𝐞 - 𝐭𝐚𝐞𝐤𝐨𝐨𝐤Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora