10-una nuova amica

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Mi sveglio di colpo, non riesco a capire dove sono, ci metto qualche secondo a realizzare che siamo ancora nella sala d'attesa dell'ospedale.

Mi alzo e vedo Liam e Nathan parlare, ma appena si accorgono che sono sveglia vengono verso di me.

"Che ore sono? Dov'è Mia?"

"Stai tranquilla, sono le quattro del pomeriggio, eri esausta e sfinita dal pianto e ti sei addormentata.
Mia sta bene, dorme anche lei, Nathan è stato li finché non si è addormentata, è nella camera 10 con un'altra bimba della sua età."

"Voglio andare da lei!"

"È meglio di no, lasciamola riposare, noi adesso scendiamo a prendere una boccata d'aria e ci mangiamo un panino, visto che abbiamo saltato tutti il pranzo e tra un'oretta torniamo da lei. Okay?"

Non sono molto convinta, ma vedo Nathan che annuisce e allora accetto.

"Tra un'ora indietro, non un minuto di più "

"Va bene"

Scendiamo, un po' d'aria fresca mi farà bene, ma ho lo stomaco chiuso, mi mangio una macedonia giusto per tirarmi un po' su di forze.

Adesso che ci penso... ma Chloe.
Sto iniziando ad agitarmi.

"Tranquilla, Chloe è a casa con mia mamma e sta bene" mi rassicura Liam come se mi avesse letto nella mente.

Non riesco a smettere di pensare a Mia, ho talmente tante domande.

Non so se dirlo alla nonna, poverina era così contenta di rivederci, ma è anche così fragile, mi sembra di scaricarle un peso troppo grande addosso.

Il nonno non è affidabile e poi non so se riuscirebbe a rivivere una situazione come quella di zia Margot.

I nostri genitori.
Non ci penso neanche a dirgli qualcosa, negli ultimi anni si sono completamente scordati di noi e adesso che ce ne siamo andate non si sono neanche preoccupati di cercarci.

Siamo sempre state sole, noi tre e basta, non possiamo contare su nessuno.

Il problema è che per qualunque decisione c'è bisogno dell'autorizzazione di un adulto.

Potrei chiedere a Liam se suo padre fosse disponibile, ma so che informerebbe subito i nonni.

Aiuto, non so più cosa fare.
La voce di Nathan mi distoglie dai miei pensieri.

"Ehy, stai tranquilla, si risolverà tutto.", mi da un bacio sulla fronte. Ho bisogno di distrarmi in qualche modo.

"Dai adesso andiamo da Mia che magari si è svegliata"

Torniamo in ospedale, per me è così difficile.

Tutte le volte che entro mi tornano alla mente troppi ricordi, troppe emozioni.

Cerco di trattenermi, devo andare da Mia adesso.

Entro in stanza e vedo tre letti, su uno c'è una bambina dell'età di Mia e l'altro è vuoto.

Mia è sul letto dell'altra bambina, stanno giocando con le bambole, è serena, più di quanto pensassi.

"Luna!"mi guarda sorridendo,
"Vieni a giocare con noi!".

Mi avvicino cauta, è molto bella la stanza tutta decorata e piena di poster e giochi vari, non avevo mai visto una stanza s'ospedale così.

"Ciao piccola, come ti chiami?"
"Emily", ha una voce adorabile.

"Quanti anni hai, Emily?"
"Sei", poco meno di Mia, mi sembra che ci stia abbastanza bene qui, di certo per lei non è una novità.

Vorrei sapere qualcosa di più su di lei ma non so se chiederglielo.

"Emily, ma tu da quanto tempo sei qui?"
"Da quando ero piccola, ce l'ho da quando avevo tre anni", credo che parli della sua malattia.

Come è bello essere bambini, Emily prende tutto in modo naturale, come se fosse normale vivere in un ospedale.

"Allora bambine a  cosa state giocando?", mi giro verso la porta e vedo una ragazza, avrà poco più di vent'anni.

"Piacere, io sono Jasmine, la mamma di Emily", mi dice.
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Ciao a tutti, come va la vita? Ecco qui il nuovo capitolo, spero vi piaccia. Un bacio❤️

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