19- Il sorriso di un bambino

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LEGGETE IN FONDO, È MOLTO IMPORTANTE.
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LUNA'S POV
Oggi convincere Mia è stata un'impresa, devo trovarle un regalo che la faccia tornare felice.

Oltre tutto ci siamo presi anche una sgridata dall'infermiera perché eravamo dentro in troppi fuori orario di visite, meno male che abbiamo fatto nascondere Chloe sotto alle coperte, altrimenti non voglio immaginare cosa sarebbe successo.

Prima di andare però mi voglio informare su quali sono le condizioni di Mia, sono molto preoccupata.

Qui intorno non vedo neanche un medico, è possibile che quando servono scompaiono tutti?

Inizio a correre per i corridoi e non mi accorgo di aver completamente cambiato reparto.

Qua è tutto diverso, molto più allegro, mi guardo un po' intorno e capisco di essere finita in neonatologia.

C'è un vetro che divide dai bambini nelle culle, sono così dolci e innocui, quanto vorrei tornare indietro....

C'è una bimba in particolare che guarda dalla mia parte, dal braccialetto intravedo che si chiama Nataly.

"Hey piccolina, benvenuta in questo mondo, sembra tutto così strano vero? Beh ti ci abituerai anche tu, perché per quanto possa sembrare tutto così terribile,  alla fine non è poi così male, certo detto da me, non so quanto tu possa credermi, però fidati è così. Nonostante tutte le cose terribili che accadono c'è sempre qualcosa di buono per cui andare avanti, soprattutto qui dentro, questa è un po' com'è una bolla felice all'interno di tutto questo posto incasinato chiamato ospedale."

Continua a fissarmi, anche se so bene che non ci vede ancora, ho la sensazione che in qualche modo possa percepire che io sono qui, e muove un po' il viso in un espressione che sembra quasi un sorriso.

"Brava piccolina, quel sorrido tienitelo stretto. Sai, voi braccialetti bianchi avete una capacità speciale, quella di ritirare su il morale a tutti, infermieri, visitatori e pazienti compresi. Con la vostra serenità date un po' di speranza e di vita a questo posto orribile"

"Aiuto! Per favore. Qualcuno ci porti una barella!".

È una ragazza molto giovane, che fa fatica a camminare, con una bambina, presumo sua sorella che avrà più o meno nove anni.

Mi avvicino per assisterla, intanto che la sorella va a cercare un infermiera.

"Ciao, io sono Luna, adesso stai tranquilla", sta piangendo e ogni tanto mugugna dal dolore.

La accompagno ad una panca.

"Io... sono Micol"

"Quanti anni hai Micol?"

"Quindici"

Incinta a quindici anni? È più piccola di me, poverina.

"Eccoci, fate largo!"

Arriva di corsa un dottore, seguito a ruota da un'infermiera con una carrozzella.

"Datemi una mano, facciamola sedere qua"

La spostano e la bimba è visibilmente preoccupata, ha le lacrime agli occhi.

Fa dei segni con le mani, quasi disperata.

"Non puoi entrare. Stai qui, io sto bene, tra poco torno" le risponde la sorella.

Si certo partorisci e torni, proprio una cosa da niente, due minuti ed è fatta.

"Hey piccolina, vieni qui"

Si avvicina e mi abbraccia, io cerco di consolarla ma con scarsi risultati.

The endless escape La tua prossima ossessione. Scoprilo ora