Abbiamo fatto la spesa e una cena abbondante e dopo siamo tornati a casa a dormire.
Oggi devo organizzare la festa.
Inizio a fare una lista delle cose da fare:
-cibo
-addobbi
-asciugamani
-musica
-inviti
Mi chiedo come farò ad organizzare tutto in un giorno, tra tutti i pensieri che ho avuto non sono riuscita a pensarci prima.
Non appena inizia a squillarmi il telefono corro a rispondere. È ancora presto e non voglio svegliare tutti.
"Pronto, con chi parlo?"
"Buongiorno, sono la segretaria del reparto d'ospedale in cui è ricoverata sua sorella. Abbiamo i risultati delle analisi, però c'è bisogno di un genitore che venga a ritirarle."
"Okay, perfetto, quando possiamo venire?"
"Nel primo pomeriggio sarebbe perfetto"
"Benissimo, allora arrivederci"
Appendo e chiamo subito Erika per informarla e convincerla a presentarsi come "madre" di Mia.
Non riesco a calmarmi, ci sono i risultati e potrebbe essere qualsiasi cosa.
Intanto sento dei passi dietro e vedo Nathan con Chloe in braccio.
"Questa peste è venuta a svegliarmi perché aveva fame"
"Ha fatto bene, vero piccolina, vieni qui che ti preparo il latte"
"Brava incoraggiala, così tutte le mattine di arrampicherà a mo' di gatto sul mio letto svegliandomi e..."
"Certo, certo, adesso mi dici dove tieni le pentole?"
"A è così? Allora considerami offeso, e le pentole le dovrai trovare da sola!"
"Va bene".
Apro un cassetto e le trovo, diciamo che era abbastanza scontato, dubito che potesse metterle nel frigorifero o nel cassetto delle posate.
"Ma come hai fatto?
"Te l'ho sempre detto, io sono magica"
"Va bene, comunque", si avvicina e mi da un bacio.
"Buongiorno amore", sento ancora le farfalle nello stomaco quando mi chiama così.
"Buongiorno", provo a restituirgli il bacio, ma sento una stretta sulla gamba che mi tira indietro.
"Ma, Chloe, cosa c'è?", alza le braccia per farsi prendere in braccio e io la accontento.
"Adesso che sei qui cosa vuoi fare?"
Apre le braccia, come per dire che non lo sa.
"Ma allora sei proprio una rompiscatole", le faccio il solletico sul pancino e lei inizia a ridere.
"Nathan, mi fai un favore? Versi tu il latte?"
"Va bene"
Appena ci sediamo al tavolo iniziano a bussare alla porta.
"Chiunque tu sia non siamo interessati"
"Apri scemo, siamo Liam e Jennifer"
"Liam chi? Io sto tranquillamente facendo colazione e mi si presenta alla porta un pazzo che dice di essere un mio amico?"
"Allora i cornetti li mangeremo da soli"
"No scusa, scusa, stavo scherzando", Nathan va di corsa alla porta e gli apre.
Si uniscono a noi e quando abbiamo finito di mangiare inizio a spiegargli il mio programma per la giornata.
"Allora, oggi avremo una giornata intensa, io e Erika nel primo pomeriggio dobbiamo andare a ritirare gli esami di Mia, però saremo impegnate anche tutto il pomeriggio. Ho deciso che adesso portiamo Chloe e Jennifer dai nonni, così voi siete liberi, poi andiamo a casa di Liam e ci dividiamo, poi stasera ci riuniamo tutti, va bene?"
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The endless escape
Novela JuvenilQuesta è la storia di una ragazza coraggiosa che nonostante il suo passato e i suoi genitori prende in mano la sua vita e porta via da un futuro già segnato le sue sorelle. Ritrova pezzi fondamentali della sua infanzia e prova a ricostruire un pass...
