ATTENZIONE: PRESENZA DI SCENE ROSSE DURANTE IL LOUIS' POV. SE VI TROVATE INFASTIDITE DA QUEL GENERE DI SCENE, POTETE ANCHE SALTARE IL P.O.V.
Johanna's pov
«Lottie, sistema la tua stanza!»
Frugai nella credenza per vedere se tutti gli ingredienti di cui avevo bisogno erano presenti.
Farina, uova, burro, cacao e latte, perfetto.
«Mamma quando viene? Quando viene?» la voce di mia figlia rimbombava nella cucina.
«Stanno arrivando, sia tuo fratello che Angel.»
Abbassai gli occhi sulla ciotola in cui stavo sbattendo le uova.
«Non vedo l'ora, mamma!»
Accennai un sorriso.
Angel per Lottie era diventata la sorellina minore da proteggere, come era stata lei per Louis.
Lottie aveva soltanto otto anni, ma quando era in compagnia della piccola Angel si sentiva più sicura, più grande.
Un po come Louis quando era bambino. Lui era il fratello maggiore, quello che doveva insegnare le cose alla sorellina minore.
Versai il latte nella ciotola, e dopo la farina e con un cucchiaio iniziai a mischiare tutto con forza.
«Cosa stai preparando, mamma?» chiese Lottie dondolandosi dalla sedia.
«Biscotti per te e per la piccola» risposi versando ancora un po di latte.
«Oh certo, quando viene Angel fai sempre le cose migliori» mise il broncio.
«Li sto facendo per entrambe, smettila» sbuffai.
Odiavo il fatto che Lottie fosse gelosa di Angel; in effetti non era la mia vera nipote, ed era ovvio che amassi più mia figlia.
Angel era mia nipote, da un lato.
Ma dall'altro sapevo che non era quello che avevo sempre sognato.
Lei non era una vera Tomlinson.
Ed il fatto che Louis convivesse con un altro uomo, e che provava un sentimento così forte da spingere entrambi ad adottare una bambina, mi aveva quasi commossa e sorpresa.
Anche se inizialmente ritenevo tutto questo strano, o per lo meno, non naturale.
Ma in fin dei conti io ero sua madre, e come tale dovevo volere soltanto la sua felicità.
«Hanno suonato!» urlò Lottie correndo via.
Versai l'impasto negli stampini mentre mia figlia accoglieva Louis con Angel.
Sentii le voci avvicinarsi sempre più al luogo dove mi trovavo.
«Nonna!» la piccola mi corse in contro.
Mi abbassai sulle ginocchia per poterla prendere in braccio.
«Ciao tesoro! Sei bellissima lo sai?»
Era davvero una bambina stupenda.
Indossava un cappellino blu, con un grosso pompon, il suo viso aveva dei lineamenti così delicati e precisi che era difficile trovare un'imperfezione. Gli occhi erano due grandi pozzi blu, con le ciglia lunghe e chiare, dello stesso colore delle sopracciglia e dei capelli.
Il piccolo naso, senza una forma sbagliata, e la bocca carnosa rosa, come le sue guance.
Era così piccola e dolce che l'avrei stretta per l'eternità.
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Fourteen days
FanfictionQuattordici giorni per guarire. Quattordici giorni per rischiare. Quattordici giorni per provare ad abbracciare un sentimento: l'amore. (CONTIENE SEQUEL)
