Love Runs Out (14days sequel)

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Calum's pov.

«Dacci quei soldi, bastardo!» un pugno mi arrivò dritto dritto sul naso.

«I-io non» un calcio nelle ginocchia.

Caddi a terra, senza più un minimo di forza, non riuscivo neppure a piangere per quanto il dolore mi stesse lacerando.

Mi muovevo con fatica, come se fossi un verme strisciante.

«Fermatevi» una voce familiare fece fermare i corpi violenti sopra di me.

Cercai di aprire gli occhi pensanti e doloranti, e la visione che mi apparve non fu esattamente quello che mi aspettavo.

«Calum, guarda come ti sei fatto ridurre per sporchi soldi» Steve era li, e stava parlando con me.

Non capii inizialmente perché avesse mandato prima i suoi coglioni in nero per farmi quasi ammazzare.

«Steve, non ho i soldi, lasciami stare» supplicai.

Sulla lingua avvertii il sapore del mio stesso sangue, chissà in quali pessime condizioni ero.

«Io lo so Calum, lo so benissimo! Ma...» mi afferrò dal colletto della camicia strappata «A me non interessa, tu me li devi, Calum» ringhiò contro di me.

Tossicchiai sputando del sangue, sentii lo stomaco contorcersi e gli occhi pesanti.

«Ti prego, lasciami stare, ti prometto che troverò un modo per darteli, dammi solo tempo» lo scongiurai. Sarei stato in grado anche di promettergli la luna pur che in quel momento mi lasciasse stare.

«Puoi prostituirti se vuoi, ci sono alcune froci disposti a farti molta grana» rise con tutti quegli stronzi palestrati.

-Non ci penso neppure- l'unico amore che custodirò sarà quel poco amore che ho ricevuto da Angel, e mi accontenterò solo del suo, per sempre.

«Andiamo via, stammi bene pivello» disse prima di salire sul grande furgone nero lasciandomi mezzo morto sull'asfalto.

Per prima cosa pensai a rialzarmi, poggiai le mani per terra e con tutta la poca forza rimasta in corpo cercai di sollevarmi. Traballante e dolorante riuscii ad alzarmi.

Tremavo.

Toccai la tasca del jeans per vedere se il cellulare fosse ancora lì, e per fortuna c'era. Lo sfilai fuori e composi subito il numero di Harry, ormai la mia dignità ed il mio orgoglio erano svaniti in una macchia di fumo di un camioncino nero.

Non riuscii a reggermi, cercai di muovermi ma i dolori crescevano come il suono di un boato dentro di me. Mi fermai e cercai di rilassarmi.

«Pronto?» la voce rauca di Harry rispose.

«Harry, mi hanno appena pestato Steve ed i suoi uomini, sto malissimo, credo di avere qualcosa rotto, non riesco a muovermi» spiegai con un filo di voce.

Sentii un lungo sospiro dall'altro lato del telefono.

«C-cazzo... Oh, okay, cosa... Io, cioè, vuoi una mano? Dove sei?» chiese lui balbettando.

«Credo di essere alla fine di Oxford Street in un vicolo» spiegai.

«Sto... Sto arrivando ok? Devo andare» chiuse subito.

Probabilmente il suo compagno si era accorto di questa chiamata, ma non mi pentii neppure un secondo.

Lui deve aiutarmi!

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Arrivò da li a poco, correndo verso di me.

«Calum, come stai?» gridò venendomi incontro.

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