Capitolo 15

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Viola si dirisse verso la palestra a malincuore. “Ma perché doveva darmi proprio la palestra da pulire?” Brontolò tra sé e sé. “Non so nemmeno da dove cominciare!” Bussò alla porta ed entrò senza preambolo. La palestra era silezniosissima e completamente vuota. Non sembrava che ci fosse tanto da pulire. Viola sospirò, pensando che probabilmente il preside avrebbe mandato comunque qualcuno a controllare per vedere se stesse veramente facendo il lavoro assegnatole. Però Viola non aveva nemmeno idea dove fossero riposti gli attrezzi per pulire la palestra. Rassegnandosi, Viola cominciò ad esplorare le porte che davano alla palestra per scovare una scopa o qualcosa di simile. Non passò molto tempo che una voce la interruppe:

“Hai perso qualcosa?”

Viola si voltò per ritrovarsi di fronte Dario. Presa alla sprovvista nel ritrovarselo di fronte, incimciò a balbettare:

“Ecco...io...veramente...”

Lui con un sorriso sulla bocca disse: “Stavi cercando qualcosa, no?”

“Sì, ecco...” Rispose lei arrossendo. “Stavo cercando qualcosa per pulire la palestra e... non so dove vengono riposti gli attrezzi...”

Dario rimase sorpreso ma la aiutò comunque indicandole il ripostiglio. Glielo aprì e ne tolse due scope e due secchi con degli stracci.

“No ecco, veramente dovrei farlo da sola.” Disse arrossendo di nuovo.

“Come da sola? Tutta la palestra?”

Le annui, non riuscendo a guardarlo negli occhi.

“E perché mai dovresti farlo tutta da sola? Non sarebbe meglio se lo facessimo assieme?” Disse col sorrisso ancora sul viso.

“Sì ma...ecco...il preside...”

“Il preside ti ha detto di pulire la palestra da sola?”

“Beh...sì.”

“Allora non c’è problema. Parlerò io col preside. Tanto sono sempre libero prima degli allenamenti. Se ti dice qualcosa gli parlerò io.”

Viola si sentì stringere il cuore alle parole di Dario. “Come puo qualcuno essere così gentile e premuroso?” Penso tra sé e sé mentre lo seguì a riempire i secchi. “Si è persino offerto di confrontare il preside per lei e si è pure offerto di aiutarla a pulire la palestra!” Viola non sapeva descrivere bene la sensazione che sentì in quel momento. Si potrebbe descrivere come sollievo e felicità, ma Viola pensò che il cuore le aveva cresciuto due ali e stesse per prenderle il volo.

“Ecco fatto.” Disse Dario richiudendo il rubinetto. “Puoi cominciare da destra ed io predno il lato sinistro. Così finiamo presto.”

“Non so come ringraziarti.” Disse Viola non riucendo a guardarlo negli occhi per l’imbarazzo che sentiva in quel momento.

“Non devi ringraziarmi.” Disse ridendo dolcemente. “Non posso certo lasciare una ragazza carina come te fare tutto questo lavoro da sola. Sono i ragazzi che dovrebbero pulire la palestra visto che sono loro che la usano maggiormente. Non credi?”

“N-non saprei.”

“Sono loro che la riducono così.” Disse alzando lo straccio che aveva appena passato sul pavimneto e che era diventato nero. “È solo giusto che siano loro a pulirla!”

“Non tutto a questo mondo è giusto purtroppo.” Rispose Viola.

“Forse, ma credo che non è certo stato un errore che tu sia stata mandata qui oggi a pulire la palestra...”

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