Capitolo 21

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Mi scuso per la lunghissima attesa. So che è da tanto che non continuò questo racconto ma avevo tanto da fare, poi mi sono ammalata e devo lavorare ed avevo perso l'ispirazione. Sembra che mi è ritornata con l'arrivo dell'anno nuovo!! Quindi vi auguro un felice anno nuovo ed una buona lettura!! Spero che vi piaccia! ;-) 




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Viola non poté che arrossire per gli sguardi che attirarono non appena entrarono nella stanza in cui si enrano radunati tutti. Dario non sembrava notare che gli occhi di tutti erano puntati sul fatto che la sua mano era ancora saldamente avvolta attorno a quella di Viola.


"Adesso sembra che ci siamo proprio tutti qui." Disse Dario tirandola ancora per mano.

"A pensarci bene non mi sento tanto bene..." Disse Viola sottovoce, sentendosi sotto pressione con gli sguardi di tutti addosso.

"Perché così tutto ad un tratto?" Chiese Dario, girandosi nuovamente verso di lei mentre gli altri ricominciarono a discutere tra di loro. "Non è mica colpa di quella bibita?" Disse prendendole di mano la bottiglia ancora mezza piena.

Viola non seppe cosa dire mentre lo guardò che esaminò la bottiglia per la data di scandenza. Non trovando alcun che di male, la aprì ed annusò il contenuto. Prima che Viola potesse aprir bocca, alzò l'orlo alle labbra e ne bevve un po'.

"Mi sembra apposto." Disse richiudendola e dandola di nuovo a Viola, che era ancora sorpresa dalla noncuranza che Dario aveva dimostrato nel bere dalla stessa bottiglia che aveva usato lei stessa.

Lui sembrò ignaro dello stato confuse di Viola e si sedette tra gli altri, obbligando Viola a seguire il suo esempio che sarebbe rimasta in piedi da sola se non l'avesse seguito. Non sapendo dove dirigere lo sguardo mentre si sentiva così confusa, i suoi occhi incontrarano quelli di Ryuuji. Dirisse gli occhi in giù in fretta per evitare il sogghigno che aveva piantato sul viso, non volendo guardarlo abbastanza a lungo per poter percepire correttamente la sua espressione. "Cosa mi passa per la testa?!" Disse tra se e se la ragazza. "È ovvio che mi stava deridendo di nuovo! Non fa altro che irritarmi!"

Persa nei suoi pensieri, non si era nemmeno accorta che gli altri avevano cominciato a disseminare le carte da gioco. Non seppe nemmeno come si ritrovò sette carte davanti e senza pensarci le prese in mano e cominciò a riordnarli. Ad un tratto, s'accorse che doveva fare da assistente a Dario, però, girandosi verso di lui, lo ritrovò a guardarla con un sorriso sulla bocca. Era evidente dal modo in cui le sorrideva che era genuinamente contento del fatto che sembrava aver deciso di giocare con gli altri. Viola non riuscì a trattenersi dall'arrossire, ma riuscì a nascondersi dietro alle carte e far finta che le interessava il gioco. Coll'animo così scombussolato, non c'è che dire, non riuscì nemmeno a vincere una partita. Non riusciva a togliersi dalla testa la gentile premurosità di Dario a contrasto con l'ignominiosità di Ryuuji.

*

Il giorno successivo dovevano cominciare gli allenamenti. Di conseguenza, Viola non ebbe molto tempo di starsene in giro a pensare, e di certo non si lamentava di questo. Gli impegni di manager del club la distraevano dai suoi pensieri confusi che non aveva ancora avuto il tempo di riordinare. Tra i preparamenti del campo, l'assicurarsi che tutti avevano abbastanza da bere ed asciugamani puliti per il sudore e l'assicurarsi che i pasti venivano serviti a tutti, non ha avuto nemmeno il tempo di lasciare che la cattiveria di Ryuuji le passasse per la testa, e di questo, ne era grata.

Anche gli altri membri del club erano sfinti essendosi allenati fin dall'alba, e all'ora di pranzo mandarano giù tutto il cibo messo davanti a loro in un batter d'occhio. Dopodiche furono dati un'ora di tempo libero per rilassarsi prima che ricominciassero gli allenamenti, però Viola, nel frattempo, doveva ripulire gli attrezzi affinché fossero pronti ad essere riuzati. Si ritrovò quindi da sola a ripulire gli attrezzi, però non vi rimase così a lungo.

"No credi che dovresti goderti il tempo libero anche tu?" Le chiese la voce di Dario.

Viola si voltò prontamente però si sentì in imbarazzo a guardarlo negli occhi, così dirisse lo sguardo in basso mentre gli rispose:

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