Diciottesimo capitolo.

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Non l'ho fermato.

Non ho fatto niente.

Ho tenuto lo sguardo fisso sulla porta chiusa da Liam qualche istante prima e non stavo pensando a niente.

Non so per quanto tempo sia rimasta così, senza battere ciglio, a fissare il vuoto.

Ad un certo punto il telefono ha vibrato sul letto e mi sono come svegliata, mi stava chiamando Hope, ma ho rifiutato la chiamata.
Devo pensare, mi son detta, ho preso il cellulare e le chiavi, li ho messi in borsa e sono scesa.

Non so dov'ero diretta di preciso, non conosco ancora la città, ma ho continuato a camminare a vuoto finché non ho visto quel parco in cui conobbi gli amici di Hope.

Mi sono diretta verso la zona dove c'erano meno persone e mi sono seduta sull'erba.

Prendo il cellulare e noto 7 chiamate perse da Hope e 4 messaggi sempre suoi.
Dove sei?
Mi stai facendo preoccupare cazzo!
Stai bene?
Chiamami il prima possibile altrimenti ti mando a cercare.

Decido di inviarle un messaggio:
Sto benissimo, torno tra un po'.

Dopodiché, spengo il telefono.

Sono le 17:19.

Allora, Liam ha detto che gli piaccio.

Ed ora? Forse anche lui piace a me, ma ci conosciamo da troppo poco, non saprei dirlo con certezza.

Lui crede che abbia una specie di rapporto con Drew.

Oh, andiamo!

Drew è solo un mio caro amico, con lui sto bene, ma non sento quella strana sensazione alla pancia quando lo vedo, a differenza di Liam.

Quando Liam sorride, starei lì a fissarlo per ore, senza mai stancarmi perché è un ragazzo vicino alla perfezione.

Poi mi piace la sua dolcezza, quando ha detto che avrebbe voluto prendere a pugni Drew non gli ho creduto, non farebbe male nemmeno ad una mosca, lo so.

Liam mi piace, ma non tanto da esserne innamorata.

Ho bisogno di tempo.

Ho paura di non essere alla sua altezza.

Temo che si stancherà di me, succede sempre e non vedo perché questa volta dovrebbe essere diverso.

Non voglio che Liam pensi che mi piaccia Drew, perché? Dovrei fregarmene, lasciare che pensi ciò che vuole, eppure mi da fastidio.
Lo chiamo, devo spiegargli tutto.

«Liam?»

«Dimmi» risponde con voce stanca, credo.

«Puoi venire al parco?»

«Al parco?» chiede stranito.

Quanto sono stupida, non posso chiamarlo e fallo venire in un parco sperduto solo perché lo voglio io.

«No, non importa, non avrei dovuto chiamarti, scusa» dico in fretta.

«Smettila. Dove sei?» chiede dolcemente.

«Al parco in cui mi portò Hope per conoscervi» dico con voce colpevole.

«Arrivo, vai vicino alle giostre dei bambini, ci incontriamo lì» conclude e chiude la chiamata.

Spengo di nuovo il cellulare, lo metto in borsa e mi avvicino alle giostre.

Sembra che non sia cambiato nulla dall'ultima volta che sono stata qui: i bambini stanno giocando mentre i genitori stanno parlando tra loro.

È abbastanza affollato e non vorrei parlare qui con Liam.

Eccolo lì, i capelli spettinati e l'aria stanca enonostante tutto sono sicura che abbia lasciato tutto ciò che stava facendo per venire qui.

«Ehy» dice sorridendo leggermente.

«Ciao» esito un attimo «devo parlarti».

Mi prende per mano e mi conduce nello stesso punto in cui stava con gli altri il giorno che li conobbi.

«Dimmi» dice dopo un po'.

«Perché prima te ne sei andato?» chiedo, e sono sicura che sappia a cosa mi sto riferendo.

«Ho fatto una cazzata, non avrei dovuto dirtelo, avrei dovuto aspettare perché non ti conosco, quindi non potevo sapere che ti piacesse quel..ragazzo.

Me ne sono andato perché non volevo sentirti rifiutarmi».

«E come fai ad avere la certezza che ti avrei rifiutato?» chiedo con voce dolce.

«Non ce l'ho, credevo solo..»

Lo zittisco con un dito.

«Liam, anche tu mi piaci»

«Dici sul serio?» chiede incredulo.

Annuisco con un sorriso enorme.

«Vieni qui» farfuglia e mi bacia.

In quel momento ero felice, come non capitava da troppo tempo.
Stavo bene.

Quando ci stacchiamo, riprendo a parlare.

«Liam, solo, dammi tempo..»

Mi abbraccia e mi da un bacio sui capelli.

«Tutto quello che vuoi» sussurra.

Mi piace davvero.

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