A scuola non è cambiato proprio niente. Stessa aula, stessi banchi, stesse sedie mezzo distrutte, stesso menù della mensa scadente e poco invitante. No, c'è qualcosa di diverso in classe quest'anno e non è solo Yuu ad averlo notato. Diciannove ragazzi su diciannove hanno notato che nella loro classe c'è un cambiamento. Professori nuovi? No, non dopo il casino mosso dal consiglio di classe lo scorso anno. Il vice preside si era occupato personalmente del consiglio di classe della ex 2-3 e aveva tolto Zarc dalla lista dei professori di quella classe per evitare interferenze con le sue decisioni. Peccato che più della maggior parte dei professori non fosse d'accordo con questa scelta. Non è una questione di professori nuovi, è stato scelto di dare continuità per facilitare ai ragazzi l'approccio all'esame. Sì, perché quest'anno hanno l'esame finale, il loro ruto di passaggio dall'adolescenza all'età adulta. La loro occasione per dimostrare quanto siano maturati in questi tre anni di superiori. Fa paura, fa paura anche a Chikara, il quale si è sempre comportato bene, ha sempre studiato e ha sempre preso buoni voti.
Il diventare adulti spaventa sempre tutti. Abbandoni la tua ingenuità e la tua allegria per scoprire cosa realmente è il mondo.
Ma ritorniamo a noi, perché la novità di quest'anno sta nel gruppo classe: un nuovo studente si è unito alla 3-3, anzi, una nuova studentessa. Stranamente non è alta, sarà qualche centimetro più bassa di Yuu; capelli biondissimi, quasi innaturali per una giapppnese, e raccolti in due piccole cipolline scompigliate. Il suo sguardo non lo si vede chiaramente perché è nascosto dalla frangetta, ma il libero è abbastanza sicuro di aver visto degli occhi ambrati, meravigliosi alla vista.
Himiko Yashimoto, nata il 7 di agosto, trasferitasi al Karasuno dal liceo Johzenji perché la sua classe la escludeva da ogni tipo di attività. Un anno ci può stare, al secondo anno inizi a stancarti di quel comportamento e decidi che cambierai scuola.
Non sembra antipatica, il contrario, ma non hanno tempo di conoscersi in questo momento: la Okada inizia la lezione parlando dell'esame e delle solite cose che vengono dette in situazioni di questo tipo. Siete al terzo anno e quest'anno dovete studiare seriamente. Va bene ripetercelo una volta, ma quando quel discorso te lo fanno tutti i professori a tutte le prime ore, allora diventa noioso e stressante. Alcuni di loro saranno anche immaturi, ma non sono così stupidi da non capire cosa li aspetta a marzo. Passano due ore con la Okada, e Yuu si sente come se fosse osservato. Si sentiva così anche l'anno scorso quando era tornato dalla sospensione, ma non come si sente ora. È come se avesse un coltello puntato alla schiena e questo sguardo glielo andasse a conficcare nella carne. Non è una situazione comoda, si sente parecchio a disagio. Passa anche l'ora di Tomori e finalmente suona la campana dell'intervallo. Tira fuori la sua merenda e sta per alzarsi, quandi sente una voce alle sue spalle.
-Hey, carciofino, sei silenzioso.
Carciofino? Esattamente da quando la gente lo chiama così? Si gira verso la voce e si ritrova davanti la ragazza nuova. Come è che si chiamava?
Assomigli a un carciofo vero e proprio però con una ciocca bionda. Comunque, piacere mi chiamo Himiko, sono quella nuova.
Yuu la guarda: capelli biondissimi e raccolte in due piccole cipolline ai lati della testa. La frangetta le copre un po lo sguardo, ma riesce a intravederglielo allo stesso modo.
Ha qualcosa di interessante, diverso dalle sue altre compagne di classe. Il profumo che usa?
-Piacere, Himiko quella nuova. Carciofino ha un nome, lo sai?
-Allora dimmelo
Risponde lei.
-Nishinoya Yuu.
Lei gli sorride
-È un piacere conoscerti. Hai i capelli a carciofo, non lo hai mai notato?
-Il gel fa miracoli.
-Non solo il gel, Carcionoya.
Gli da fastidio essere chiamato carciofo, ma sembra una ragazza simpatica in fin dei conti. Come mai la sua classe la escludeva da ogni attività è un mistero. Alla gine la ricreazione la passa con lei e raggiunge i suoi amici all'ora di pranzo. La giornata passa tranquilla per il resto e anche all'allenamento fila tutto liscio. Hinata e Kageyama sono sempre energici come sempre, ma quest'anno tocca a Chikara sgridarli e i vari incarichi del capitano. È strano fare allenamento senza Daichi, Suga e Asahi. Mancano a tutti, tranne ai ragazzi del primo anno, i quali non hanno la minima idea di chi sia Azumane lo storico asso, Sawamura il grande capitano e Sugawara l'empatico e infogante palleggiatore. Ora sono tutti all'università di Tokyo. Da quel che sanno, Daichi sta provando a entrare in polizia e Suga sta cercando di realizzare il suo sogno di diventare un insegnante delle elementari. Asahi invece si è iscritto a design e lo hanno preso subito.
La sera Yuu ne aprofitta per chiamarlo al cellulare, come promesso.
-È arrivata una nuova da noi. Himiko Yashimoto a.k.a. Himiko quella nuova.
Racconta ad Asahi nel mentre che rimette in ordine la nuova stanza.
-Da quel che sento ci sei già entrato in confidenza.
-Considerando che mi chiama Carcionoya direi di sì.
-Beh, ora puoi dire che anche tu attrai le ragazze come Kinoshita.
-Sashi ha carisma e altezza, io ho cafonaggine e non arrivo al minimo per poter salire sulle montagne russe.
-Però siete entrambi gay.
-Io sono pansessuale, e poi da che pulpito viene la predica! E poi, andiamo: sono di un educazione tale che von il galateo ci avvolgo il panino.
-Dove saresti cafone?
Neanche appena finito di pronunciare la domanda e Yuu ruggisce. No, non ho bisogno di specificare *quale tipo* di suono ha emesso. Non si sentono rutti così nemmeno alle gare organizzate.
-Oh- ora capisco cosa intendevi
-Senti Asahi ho mangiato qualcosa come cinque gari-gari-kun alla soda.
-Che schifo comunque.
Yuu si mette a ridere a crepapelle e nel mentre Asahi è senza parole. Ogni tanto si chiede se stia con un ragazzo di diciassette anni o con un bambino di sei.
-Questo Asahi caro è il ruggito del leone.
Dice Yuu orgoglioso di sé.
-Il ruggito del coglione.
Urla Fubuki dalla soglia della porta nel suo viaggio verso il bagno.
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Ultimo e primo bacio
Fiksi PenggemarDedica i tuoi passi a chi ti ha sorretto quando ancora avevi bisogno di un appoggio per poter camminare -Anonimo
