12 - Dramma

181 14 25
                                        

Antheo aprì gli occhi di scatto, non era più nella sua stanza a dormire, ma si trovava in una casa diversa, meno appariscente e più piccola della sua. Gli ricordava vagamente quelle case popolari dove una volta era andato con Sirius, prima che scappasse di casa, a trovare il suo amico Remus di nascosto. Aveva detto che l'amico aveva qualche problema di salute e che voleva stargli vicino, e Antheo aveva insistito per venire.

Non sapeva l'ora né cosa stesse succedendo, ma iniziò a sentire un pianto e delle urla. Era tutto buio e per lui era difficile orientarsi, soprattutto in un ambiente che non aveva mai visto. Istintivamente si avviò verso il pianto. Camminava tastando ovunque per non sbattere contro niente o per non urtare qualche mobile.

Il pianto era più forte.
Molto più forte.
Fece altri tre passi.

"Lui dov'è?! Dimmelo!!"

Era la voce di sua madre, Antheo la riconobbe subito e cercò di raggiungerla il prima possibile. Ma cosa stava cercando? Anzi: chi stava cercando? E perché erano in una casa diversa? E quando si erano spostati? Lui ricordava di essere a casa sua, a dormire tranquillo dopo il pomeriggio passato dai nonni Black.


I suoi pensieri vennero interrotti dal pianto assordante che sentiva. Si voltò. Un bambino. Avrà avuto sì e no due o tre anni. Sembrava terrorizzato. Sulla porta c'era un nome appeso. Neville.

Poi Antheo sentì la voce di suo padre Rodolphus, che stava minacciando qualcuno. Sentì anche delle urla, di un uomo e di una donna. Probabilmente degli intrusi, o era i suoi genitori gli intrusi e stavano attaccando qualcuno.

Poi una risata. Una risata alquanto folle. Di sua madre.

"Prova più forte, magari se lo ricorda" la voce era di Barty, Barty Crouch Jr. Lo aveva visto un po' di volte, quando dovevano riunirsi tutti i Mangiamorte. Ma la voce di Barty veniva anche mescolata a quella dello zio Rabastan. Non lo vedeva da un po'.

Antheo camminò fino a che le urla non divennero assordanti. si sporse per vedere meglio.
Due adulti. Forse marito e moglie. Forse i genitori del bambino più indietro.
Bellatrix, Rodolphus, Rabastan, Barty, tutti e quattro stavano circondando i due e gli tenevano la bacchetta puntata contro. La coppia si contorceva dal dolore.

Antheo rimase a guardare, non sapeva perché, ma più fissava la coppia e più sentiva dentro di sé... piacere, e una grande soddisfazione. Ma perché i suoi genitori stavano facendo questo? E dov'erano gli altri Mangiamorte?
"Dov'è il nostro Signore?! Diteci dove si trova!!" Urlò Rabastan mentre il fratello aumentò ancora la tortura. Stavano cercando l'Oscuro Signore? Ma Antheo lo aveva sentito, dentro la sua testa, non lo aveva detto per non preoccupare i suoi genitori, forse aveva sbagliato.

"Mamma fermati! Papà basta!" Urlò Antheo avvicinandosi, lui sapeva perfettamente che l'Oscuro Signore era vivo, e se loro avessero torturato ancora i due maghi... non poteva permetterlo!

"Loro non sanno dove si trova! Lo so io!" Corse verso di loro ma vide che alle sue parole non si voltavano. Sembravano non sentirlo, per quanto urlasse; come se Antheo non fosse nemmeno lì con loro.

"Mamma! Loro non sanno niente!"
Nessuna risposta.

"Loro non sanno nulla! Basta! BASTAA!!"

Nemmeno un movimento.
"SMETTETELAAAAAAA!!!!"

"Antheo svegliati! Svegliati piccolo!"
Antheo saltò dallo spavento, sua zia Narcissa era seduta nel letto accanto a lui, aveva gli occhi lucidi, forse aveva pianto.

Antheo si sedette girò la testa diverse volte per guardarsi intorno, molto velocemente che quasi gli girò anche la testa; non riusciva a capire come aveva fatto a trovarsi un attimo prima in un luogo ed ora in un altro.

Narcissa vide la preoccupazione nel nipote e, spinta dal suo istinto materno, abbracciò forte Antheo tentando di nascondere i singhiozzi il più possibile. Ma Antheo li sentiva eccome. Si staccò da lei dopo qualche minuto, aspettando che si calmasse, per poi fissarla negli occhi. Doveva dirgli qualcosa.

"Zia?" Disse piano "Dove sono mamma e papà?"

"Tesoro..." cercò di spiegarsi Narcissa; le era troppo difficile dare una tale notizia al nipote, ma doveva farlo: "I tuoi genitori... sono stati... sono stati catturati dagli Auror" e abbracciò di nuovo il nipote, come se fosse lui a singhiozzare.

Antheo però era impassibile, guardava con la coda dell'occhio il collo di sua zia mentre si contraeva per il pianto. Si staccò di nuovo: "Cosa vuoi dire? In che senso catturati?"

"Sono stati scoperti... mentre torturavano i coniugi Paciock, c'erano anche Rabastan e Barty jr" disse Narcissa asciugandosi gli occhi.

Allora non era un sogno, almeno non del tutto. Antheo non seppe più cosa dire. Inizialmente non volle crederci e scese dal letto correndo verso la stanza padronale.

Non era vero. Bellatrix e Rodolphus non potevano aver fatto una simile sciocchezza, sapevano a cosa andavano in contro.

Si fermò trattenuto da Lucius, che lo trasse a sé. Narcissa li raggiunse subito, guardando il marito come per dirgli che Antheo era confuso.

"Non possono averlo fatto! Non sono così stupidi!" Urlò Antheo liberandosi dalla presa dello zio. Si girò a guardarlo, gli arrivava oltre il mento e aveva solo 13 anni.

"Me lo hanno comunicato al Ministero poche ore fa..." Lucius cercava di nascondere la preoccupazione dalla sua voce, ma sapeva che il ragazzo davanti a sé riusciva a sentirla lo stesso.

"Caro... siamo riusciti ad ottenere la tua custodia fino al processo, possiamo mettere una buona parola, magari saranno premurosi se vedono il figlio"

"Perché lo hanno fatto?! Chi gliel'ha detto?!"

"Lo hanno fatto di loro spontanea volontà, adesso calmati" Lucius gli poggiò le mani sulle spalle, per tranquillizzare Antheo che voleva solo constatare che fosse tutto un brutto sogno e non la realtà.

Poco dopo altri Auror irruppero nella magione, Narcissa trasse a sé il nipote quasi come per proteggerlo. Tre uomini gli si pararono davanti, guardarono prima Antheo e poi Narcissa, tornando poi su Antheo. Uno dei tre guardò Lucius come per chiedere se fosse lui il figlio dei Lestrange.

"Lui non c'entra niente con questa storia" si affrettò a dire Narcissa, come se stessero condannando il ragazzo. Antheo guardò in cagnesco tutti i presenti, Lucius si avvicinò: "Manteniamo tutti la calma. Vi posso assicurare che il ragazzo fosse qui al momento del crimine, vi prego di mantenere un certo riguardo"

"Signor Malfoy: i coniugi Lestrange, insieme a Rabastan Lestrange e Bartemius Crouch Jr sono stati sorpresi a praticare magia oscura contro due Auror, vogliamo accertarci che lui non sia coinvolto" disse uno degli Auror indicando Antheo; Narcissa si mise in mezzo: "Era convinto che i suoi genitori fossero qui, non poteva saperlo!"

"Il ragazzo è pulito, ho già comunicato che saremo noi a prendersene cura fino al processo, e magari confermeremo la custodia" intervenne Lucius. Gli Auror si guardarono e, dopo uno sguardo veloce alla casa, se ne andarono comunicando la data del processo.
Lucius, prima di seguirli, prese Antheo: "Cosa intendevi con 'Loro non sanno dov'è'?"

Antheo distolse lo sguardo, per restare calmo: "... niente..." disse infine.

L'erede Lestrange COMPLETATALa tua prossima ossessione. Scoprilo ora