25 - Basta con i giochi

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L'estate tra il quarto e il quinto anno, Antheo aveva passato le vacanze dai nonni paterni, che avevano deciso di invitare Malfoy e Black per una riunione familiare e per rivedere, dopo che fu negato loro l'affidamento di Antheo, il loro amato nipote. Lestrange senior, essendo anche lui mangiamorte, si offrì di allenare Antheo nei duelli. Quella era stata l'estate migliore che avesse mai passato da quando si sentiva "orfano"; cercava di non darlo a vedere, ma la vista di tutte quelle famiglie così complete lo devastavano, non poteva più sopportare di essere senza genitori; in camera sua certe notti tirava pugni al muro dopo dei sogni così belli con loro due, ma una volta sveglio la cruda realtà era tornata a prenderlo a schiaffi. In casa Malfoy non riusciva a sentirsi parte della famiglia: zia Narcissa ce la metteva tutta e lui la ringraziava per questo, ma l'indifferenza di zio Lucius non la reggeva più tanto che un giorno erano esplosi in una brutta discussione: "Dovresti mettere la testa a posto invece di infilarti e prendere di mira ogni studente che ti capita a tiro!"
"Io ho la testa a posto, e a differenza tua sto facendo qualcosa di concreto per la nostra magnifica causa!" Gli aveva urlato Antheo un giorno, stufo marcio di sentirsi dire che rischiava di mettere in cattiva luce la buona famiglia Malfoy; al che Lucius si infuriò ancora di più: "Tu e le tue stupide iniziative! Sei uguale a tua madre e non vuoi accettare la realtà dei fatti! Il signore oscuro è stato sconfitto per sempre!"
"Non c'è un per sempre e tu dovresti seguire il gesto dei miei genitori, dato che sono rimasti a lui fedelissimi! E hanno lasciato a me il compito di continuare l'opera! Perché credi che mi abbiano lasciato a voi?"

"Per darmi solo preoccupazioni, visto che tua madre non godeva di mentalità lucida!"

Antheo, essendo attaccatissimo ai suoi genitori, aveva dato di matto e non si era fatto vedere per diversi giorni, e quando si era palesato a casa Narcissa era scoppiata in lacrime per non aver saputo niente di lui. Ma adesso era quinto anno e doveva studiare per i G.U.F.O. e allo stesso tempo avrebbe appreso molti più incantesimi e molte più abilità; perché si sa: l'erede dell'oscuro signore non poteva mostrarsi impreparato.

Adreo stava appannato il vetro e disegnando sopra dei serpenti; Antheo era nei sedili di fronte a leggere arti oscure e lo osservava di tanto in tanto con perplessità. Lo aveva sempre visto spensierato e irascibile, ma non aveva mai accennato né a voler diventare mangiamorte né ad aderire alla causa. Decise di rompere il ghiaccio: "Allora Adreo, che cosa hai deciso?"

"Su cosa?" Chiese Adreo perplesso guardando il parente. Antheo alzò le sopracciglia: "Tuo padre non ti ha ancora accennato niente? Quando ti unirai alla causa?"

Adreo rimase zitto, non sapeva cosa rispondere: "Be'... io..."

"Adreo, vuoi unirti alla causa, vero?"

"Mmh... sì certo che voglio"

Il tono non era per niente sicuro, e Antheo lo riconosceva perfettamente, ma decise di non andare avanti con il discorso, per quanto riguardava lui, aveva altre cose e molto più importanti.
Videro da dietro i vetri della cabina Ninfadora passeggiare da sola per il vagone e Adreo ne approfittò: "Come va con lei?"

"Finché stiamo lontani va bene così, se solo potesse capire" sospirò Antheo tornado con gli occhi sul libro.
"Basta leggere, così seriamente il cappello ti cambia di casa, ma saresti insieme ad una certa persona"
"Se stai parlando della Corvonero, smettila subito; dopo che ho dato il ben servito a quella snob della Crow, credo che si sia fatta un'idea completa di me" tagliò corto e lo zittì, era da tutta l'estate che gli mandava gufi per sapere cosa volesse fare con quella ragazza "Se proprio dovessi farci qualcosa, da bravo mangiamorte nel bel mezzo degli ormoni, troverei piacere a modo mio" ridacchiò infine.

L'erede Lestrange COMPLETATADove le storie prendono vita. Scoprilo ora