3 - Un Mangiamorte ad Hogwarts

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La sala grande era piena zeppa di studenti, dal secondo anno in poi erano tutti seduti ai rispettivi tavoli della propria casa, mentre un vasto gruppo di nuovi alunni era in attesa di essere smistato. Tutti i ragazzini presenti erano nervosi, ansiosi, con il cuore a mille e un po' impauriti, soprattutto i nati babbani, che per la prima volta vedevano tanta magia tutta messa insieme. Un altro anno era iniziato in quel mondo così pieno di magia e che da tempo vedeva i maghi purosangue lottare per la propria supremazia, eppure in quella scuola il numero di mezzosangue cresceva in modo preoccupante.

Solo uno tra tutti non era minimamente nervoso: capelli neri neri e con i suoi folti ricci che sprizzavano in su, in giù, che si contorcevano fino a comporre una sorta di nido, di cui un ciuffo copriva per metà l'occhio sinistro, di un azzurro intenso e più scuro del destro, del colore del ghiaccio; una voce già più bassa e profonda ma ancora con i toni di un bambino e uno sguardo superiore; un'altezza notevole, tanto che rispetto a tutti gli altri, la sua testa si poteva vedere tutta: Antheo Lestrange sapeva perfettamente dove sarebbe stato smistato: ogni membro della sua famiglia era stato messo a Serpeverde, quindi non aveva dubbi. Negli ultimi anni la sua personalità era cambiata molto, non era più uno stupido bambino di sette anni, all'età di undici anni già sapeva cosa fare nella sua vita e come guadagnarsi la popolarità a scuola. Negli anni passati, una volta entrato effettivamente dentro la Causa (sotto l'immensa gioia dei suoi genitori) Antheo si era distinto molto rispetto ai ragazzini della sua età. Aveva già iniziato a prendere parte alle missioni, anche quelle più sanguinolente, restando ben nascosto (dato che un bambino in battaglia era difficile da dimenticare). Gli era capitato diverse volte di ferirsi in battaglia, contando già un discreto numero di cicatrici sul corpo, che a vederlo da capo a piedi pareva già un ragazzo di tredici anni per come il suo aspetto si mostrava. Tutti i maghi e le streghe che lo incrociavano, che fosse con il padre ad Hogsmead, oppure da Florian, lo consideravano come un 'bambino-soldato' ritenendo che fosse cresciuto a suon di coltelli e uccisioni, e non era proprio tutto falso. Antheo già in tenera età sapeva maneggiare coltelli e pugnali, lanciare maledizioni pericolose e volare troppo bene per aver appena imparato; i suoi genitori e i compagni Mangiamorte non avevano perso tempo a fargli capire in che mondo fosse nato.

Durante il viaggio nell'Hogwarts Express non aveva parlato con nessuno e si era tenuto a distanza da ogni 'parassita' mezzo babbano. Quando se ne avvicinava uno, faceva finta di essere sordo e, se quello non mollava la presa, lo faceva uscire a forza. Ricordava perfettamente le parole dei suoi genitori ma non era molto sicuro di poter mantenere ogni promessa. Quella scuola era troppo colma di maghi non puri, voleva dire che le probabilità di incrociare un babbano rispetto a un purosangue erano altissime e pericolosamente schiaccianti, se si fosse ritrovato a lavorare in coppia con un mezzosague? e se nemmeno se ne fosse accorto? Antheo prese a grattarsi nervosamente il naso e le dita a quel pensiero. Aveva imparato a riconoscere l'odore del sangue dei nemici, scoprendo che a seconda della provenienza, si sentiva un odore differente. Ma lì erano troppi, non era sicuro di farcela. Decise di non pensarci e si calmò.
Dal tavolo dei professori, un gatto soriano balzò e si trasformò in una donna anziana vestita di verde: "Diamo il benvenuto ai nuovi studenti di Hogwarts! Tra poco avrà inizio lo smistamento!"

Nel gruppo di ragazzi si iniziò a vociare: qualcuno faceva previsioni su quale casa sarebbe andato, alcuni tutti sicuri dicevano: "Io andrò sicuramente a Grifondoro, ho le qualità giuste"

"Io spero di andare a Tassorosso, e tu?" Fece un ragazzino verso Antheo; egli prima lo guardò con occhi curiosi, poi sfoggiò un sorriso provocatorio: "Serpeverde"

Venne portato il cappello parlante ed una sedia, il cappello cominciò a cantare e tutti rimasero in silenzio fino alla fine per poi applaudire tutti insieme. La donna vestita di verde, la professoressa McGranitt, iniziò a chiamare i ragazzi uno per uno, ad ogni casa menzionata partivano applausi e si sentiva esultare. Il numeroso gruppo di alunni si stava svuotando piano piano, a volte qualcuno veniva spinto per il fatto che, nervoso com'era, non sentiva il suo nome; qualcun altro nemmeno doveva aspettare minuti che il cappello già li smistava ed altri restavano seduti per mezz'ora.

L'erede Lestrange COMPLETATALa tua prossima ossessione. Scoprilo ora