30 - Lettera da Rabastan

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Il sole caldo di metà giugno si infilava attraverso la finestra della stanza di Antheo a villa Malfoy. Girava e rigirava il foglietto con gli spostamenti degli Auror che gli aveva consegnato Béatrice, non avrebbe mai immaginato che quell'estate avrebbe sentito per la prima volta la voglia di avere ancora la sua testa appoggiata al suo petto, si sentire il profumo dei suoi capelli rossi che riuscivano a confonderlo come se avesse bevuto un calice pieno di vino.

Non si sarebbe mai immaginato di sentire la sua mancanza, sentiva che gli mancava qualcosa. Era inutile a quel punto non ammetterlo, ora che era certo che non fosse di origini babbane, cosa molto importante, voleva rivederla per sapere di più su di lei.

Zia Narcissa bussò alla porta ed entrò appena lui diede il consenso, gli si avvicinò e gli stampò un bacio in fronte e che lui accettò con un sorriso. Lei gli si sedette accanto sopra al letto e lo osservò mentre lui metteva via il foglietto fissando i suoi occhi.
"Sai che assomigli sempre di più a tua madre?" Gli disse poi accarezzandogli il volto. Antheo ridacchiò: "Dalla tua parte assomiglio alla mamma, dalla parte di papà dicono che assomiglio a lui... direi che sono proprio il mezzo tra i due"

Risero entrambi e Narcissa gli spostò il ciuffo bianco davanti all'occhio sinistro rivelando quel azzurro tendente al blu, opposto a quello destro simile al ghiaccio con il serpente all'interno. "Questo è il preferito di tua madre" gli disse indicando il sinistro "diceva che mostrava il profondo dell'animo, quando lo guardava non sapeva dirti di no"

Gli si sdraiò accanto, gli prese la mano e rimasero così per una manciata di minuti. Poi Antheo la guardò con uno sguardo preoccupato che fece preoccupare a sua volta la donna: "Zia... devo dirti una cosa, e non so se sia la miglior scelta o il peggior sbagli della mia vita"

Narcissa lo guardò: "Be' dipende da cosa ti riferisci" e si alzò insieme a lui, sedendosi sul letto e premendo le loro schiene alla parete, guardarono il vuoto per un po' per poi rompere il silenzio: "A scuola... ho conosciuto una ragazza"

"C'è già del tenero? Non credo che tua madre vorrà stipulare chissà che fidanzamento conoscendola"

"Sì ma..." Antheo fece una pausa, non era sicuro di poter dire di Béatrice a sua zia, ma ormai aveva iniziato il discorso "È che non è sanguepuro"

Narcissa rimase in silenzio a guardare il nipote, non sapeva cosa rispondere: "In che senso non è sanguepuro?"

"Ha i genitori adottivi babbani, ma mi ha detto che non sarà mai abbastanza per stare con me"

La donna lo guardò con occhi dolci, le leggi sul sangue erano sì importanti per i Lestrange, ma se fosse dipeso da Narcissa avrebbe accettato tutto pur di vedere il suo nipotino felice. Tranquillizzò Antheo, dicendogli che il tempo avrebbe sistemato tutto, poi tirò fuori da una tasca del soprabito una lettera: "Go una cosa per te: questa lettera l'aveva scritta tuo zio Rabastan prima di essere arrestato, penso sia il caso di dartela adesso"

Antheo prese la lettera curioso e aspettò che sua zia uscisse dalla stanza.
Lo stemma dei Lestrange lo fecero sorridere, gli dava un senso di esistenza superiore a qualsiasi cosa. Aprì la lettera, datata la notte prima dell'arresto.

Caro nipote Antheo
Forse quando leggerai questa lettera io, tuo padre e tua madre staremo già marcendo in prigione. Perché penso così? Penserai: perché sento già che il piano di tua madre non avrà successo. Ma non pensare che loro non abbiano pensato a te prima di agire.
Devi sapere che, da quando sei arrivato nella nostra famiglia, hai ribaltato tutto, in positivo: Rodolphus che non si sentiva mai abbastanza per la famiglia, era finalmente riuscito a riscattarsi e a diventare lui il primo della stirpe. Ricordo tutte le estati passate da voi sotto suo invito, ricordo le tue corse verso di me quando ti chiamavo, gli abbracci di tuo padre quando cadevi e già non volevi dimostrarti debole scoppiando in lacrime; ricordo tua madre che nemmeno mi permetteva di toccarti quando ti addormentavo o quando avevi finito di mangiare per 'paura che potessi stare male'
Sai, mai avrei pensato di poter vedere quei due così attaccati a un bambino come te: hai dato loro uno scopo primario oltre che le missioni dell'oscuro signore; ti confesso che mi era passata più volte l'idea di portarti via da loro, di crescerli al posto di mio fratello. Ti sembrerà strano, ma per la prima volta provavo una tale invidia verso Rodolphus, mi sentii fuori posto come si sentiva sempre lui in famiglia quando continuavano a fargli pressioni, ora era diventato un uomo tutto d'un pezzo.
Sai che anche i tuoi nonni Cygnus e Druella Black sono molto felici di averti? Sono orgogliosi, certo, lo nascondono molto bene, ma sono contenti di te.
Ed io: che dire? In fondo caratterialmente mi somigli: io e te eravamo complici delle missioni anche se eri piccolo, hai visto da me il primo omicidio e mi hai chiesto di insegnartelo. Mi sono sentito il tuo maestro, buffo detto da me, ma sentivo che se Rodolphus non fosse stato in grado di pensare a te lo avrei fatto io. Col senno di poi avrei fatto meglio a rifiutare la missione, ti avrei accudito, ti avrei istruito, sai che grande Lestrange saresti diventato?

Non preoccuparti, ai tuoi genitori penso io mentre ti sono lontani, te lo devo.

Tuo zio Rabastan

L'erede Lestrange COMPLETATALa tua prossima ossessione. Scoprilo ora