36 - La battaglia con gli Auror

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Aveva aspettato quel momento da quando era tornato a scuola, quell'ultimo anno lo avrebbero ricordato tutti, quello era il momento giusto.

Sette anni per prepararsi all'inevitabile, per mostrare cosa avevano provocato le assurde restrizioni del ministero e di Silente stesso, e far tremare tutti sotto ai suoi piedi.

Mentre percorreva la scala dai sotterranei, seguito da tutto il suo esercito, pensava alla fine di quella battaglia: avrebbe fatto irruzione ad Azkaban e avrebbe liberato tutti i mangiamorte imprigionati, e avrebbe liberato i suoi genitori, suo zio e tutti coloro che lo avevano sostenuto in un percorso tanto arduo.

Si fece strada cercando il bersaglio principale del suo piano, quel preside che tutti reputavano migliore, dicendo agli altri di aspettare.

"Professor Silente..." la voce gli uscì unito a un sibilo, mentre il preside Silente si girò verso quello sguardo colmo d'odio e rabbia.

Ma il volto di Silente non mostrava né resistenza né paura né altro, sentiva che sarebbe arrivato a quel punto, sentiva che Antheo non avrebbe avuto altro destino se non quello di Tom Riddle stesso, Lord Voldemort. Aveva capito da tempo che Antheo era un possibile pericolo, ma aveva comunque cercato di portarlo sulla retta via e fargli dimenticare tutta quella violenza.
Ma un ragazzo cresciuto in mezzo alla violenza e all'oscurità, come poteva cambiare?

"Antheo..." disse molto tranquillamente, sicuro che nulla lo avrebbe dissuaso dal suo intento "È colpa mia, mi dispiace, non avrei dovuto arrivare a tanto"
Antheo lo zittì, non voleva più sentire niente da lui, aveva già detto abbastanza. Ora poteva anche dare tutte le sue giustificazioni possibili, non sarebbero più servite.

Una cosa era vera: non doveva arrivare a tanto, non doveva chiudere in una gabbia tutto quel potere, prima o poi sarebbe esploso. Ora doveva solo prepararsi al peggio, affrontare ciò che aveva da troppo tempo rimandato, non si poteva più scappare.

Antheo gridò alla carica e tutti i suoi seguaci balzarono fuori, in contemporanea con gli Auror che si erano appostati pronti al contrattacco. Maledizioni e incantesimi di disarmo volavano per tutto l'atrio, in tutti i punti, chi vinceva tra gli studenti e chi cadeva sotto l'avada kedavra tra gli Auror, in un unico scenario capeggiato dal mangiamorte Antheo che colpiva ogni avversario facendolo soccombere.
"Ho aspettato questo momento... per rendere fieri i miei genitori..." diceva mentre lottava con le unghie e con i denti "Ho sopportato ogni forma di cattiveria, le vessazioni e l'isolamento per poter mostrare il loro valore, no infranto regole per proteggere ciò in cui credevo e ciò a cui tenevo..." si avvicinava a Silente, che rimaneva immobile, con la voce rotta dalla rabbia e dalla disperazione "Ma voi... mi avete portato via tutto ciò che avevo di felice"
"Erano degli assassini Antheo, non potevamo fare niente"

"Erano... I MIEI GENITORI, ERA LA MIA FAMIGLIA!!!" mosse la bacchetta, riprpdisse l'anatema che uccide a ritmi brevissimi, sbaragliava ogni muro e stroncava un gran numero di avversari nel giro di poco. Era fuori controllo ed era pronto a distruggere tutto, stava liberando da sé ogni sentimento represso nel silenzio, non sarebbe più stato sotto agli ordini di nessuno.

Le immagini erano come a rallentatore: studenti e Auror in una battaglia all'ultimo incantesimo, lampi verdi che saltavano fuori dalle punte belle bacchette si facevano strada nell'aria per colpire il bersaglio, in una lotta senza fine. In quel momento nessuno sembrava intento ad arrendersi, a capire che tutto poteva essere risolto in un alto modo, ognuno ormai lottav per le proprie idee e avrebbe fatto di tutto per tenerle in vita.

L'erede Lestrange COMPLETATALa tua prossima ossessione. Scoprilo ora