San Valentino

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Alexandra's Pov
Questi giorni sono andati piuttosto bene, strano a dirsi, ma io e Christian non abbiamo litigato, siamo riusciti a sopportarci. Anche se lui era sempre distratto e spento, non sapevo bene il motivo, ma almeno sembrava tutto normale. Forse ero io paranoica oppure aveva solo la testa tra le nuvole. A scuola vado bene, tranne in biologia ovviamente, ma questi sono dettagli. Devo impegnarmi di più, non ci tengo ad avere l'unica F della pagella per colpa di quella materia.

È mercoledì sera, il 13 Febbraio. Domani la scuola ha programmato un sacco di cose, per un giorno stupido come San Valentino. Domani mattina si potrà decidere se mandare una rosa a qualcuno, questa rosa verrà consegnata da alcune persone durante le ore di scuola. Tutte le rose sono rosse ed irriconoscibili, si può decidere se allegare ad esse anche un bigliettino oppure agire in modo anonimo. È una cosa imbarazzante e poi non mi sembra corretta, può succedere che a qualcuno non arrivi nessuna rosa e penso sia una cosa orribile. Vedere tutte le altre persone nella scuola con una rosa, quando invece tu non ne hai ricevuta neanche una. Penso che San Valentino sia una festa inutile, ma credo che nessuno debba essere umiliato o non sentirsi amato per colpa di una fottuta rosa.

Io e Christian abbiamo mangiato a casa e finalmente mi sono decisa di andare al supermercato, ero ancora traumatizzata dall'aver trovato solo i crackers nella dispensa. La spesa era divisa in due, le cose normali e relativamente salutari e invece le cose ipercaloriche ma buonissime. Erano un po' le due parti di me, anche se io conoscevo solo la seconda. Gli ho raccontato di quanto volessi scappare domani e lui non fece altro che sorridermi incantato. Avevamo anche visto un film e riso tra di noi, è stato bello rimanere in sintonia per più di 5 secondi senza ammazzarsi. Okay. Lo ammetto. Forse uno o due pugni quando mi rubava i poc corn glieli ho tirati, ma niente di più, ed ero fiera di me. Autocontrollo level max.

Mi misi a letto e spensi la musica quando vidi sul telefono che erano le due di notte, forse avevamo fatto leggermente tardi, contando che l'indomani c'era la colazione in mensa alle 7:45. Ma chi me lo faceva fare?
Pensai per poi girarmi sul fianco e cercare di addormentarmi.

Sentii il cellulare suonare e ancora nel mondo dei sogni lo presi in mano portandolo all'orecchio. <Che cazzo vuoi? Sto dormendo.> dissi ancora con gli occhi chiusi. Il telefono non smetteva di suonare, perciò feci uno sforzo immane e li aprii, notando che.. beh era la sveglia. Imprecai cercando di mettere a fuoco la vista, mi misi a sedere e iniziai a fissare il vuoto davanti a me. Dopo circa dieci minuti ferma in quella posizione decisi di alzarmi, guardai fuori dalla finestra ed il cielo era meraviglioso. Le sfumature andavano dal rosa al giallo, mi stupiva ogni mattina quella visione. Andai ad affacciarmi alla finestra aprendola e me ne pentii subito. C'erano decorazioni rosse e cuori ovunque, mi veniva da vomitare.
<Sì, ma buon giorno anche a te mondo. Vaffanculo.> dissi richiudendo la finestra immediatamente.

Mi vestii svogliatamente mettendomi una felpa tre taglie più grande della mia ed i leggins, accompagnati dalle vans. I capelli li raccolsi in una treccia scombinata, preparai lo zaino ed ero già pronta per andare in mensa. Non dovevo attirare l'attenzione di nessuno, non mi interessava se ciò che indossavo non era abbastanza femminile, era meglio sembrare invisibile. Presi le scale, non volevo rischiare di incontrare qualche ragazzina eccitata nell'ascensore, non le sopportavo già normalmente, quindi se oggi le avessi viste potrei anche arrivare ad ucciderne qualcuna.

Una volta in mensa pensai a quello che mi era venuto in mente ieri, non potevo lasciare che quegli stronzi dei ragazzi spezzassero il cuore a delle ragazze che credevano ancora nell'amore. Ero sicura che la solidarietà femminile e maschile quel giorno sarebbe andata a farsi fottere, le ragazze non avrebbero mai mandato delle rose ad altre ragazze e lo stesso i ragazzi, ognuno di loro era in gara con l'altro. A me non fregava un cazzo di quante rose mi sarebbero arrivate invece, però non erano tutte come me.. fortunatamente.
Sapevo cosa fare.

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