Christian's Pov
Ero davanti alla porta di casa, stavo cercando le chiavi, quando iniziai a sentire una melodia.. me lo stavo immaginando? Era mia madre? Cercai di trovare il prima possibile le chiavi e di aprire la porta. Avevo il sacchetto della pasticceria con le due brioches ed una focaccia.. nel caso preferisse il salato. Quando riuscii ad entrare in casa, rimasi bloccato davanti a quella scena. Alex stava suonando, era seduta come lei, su quel pianoforte che tanto amava. Una gamba era piegata ed era poggiata sullo sgabello, era seduta ma non guardava il pianoforte, aveva gli occhi chiusi.
Iniziò a cantare, persi un battito quando alla mente mi raffiorò un ricordo.
Flashback
Ero seduto sul bordo del divano, avevo 8 anni ed ero sostenuto dai gomiti mentre la guardavo, perdendomi nella melodia che stava suonando e nella sua bellissima voce.
Ero cullato dall'atmosfera che si era creata, così calda, così famigliare.
Era lì, con i capelli castani che le ricadevano lunghi sulla schiena, gli occhi blu, leggermente più chiari dei miei, chiusi ed immersi in quelle note. Riusciva a trasmettere le sue emozioni attraverso la musica, riusciva a farti entrare nel suo cuore. Forse è anche quello il motivo per cui riusciva a suonare solo davanti a me, è la più brava del mondo, mi dispiace che non possa dire a tutti chi è davvero attraverso la musica, però ero felice di poterla ascoltare.
Aveva una gamba appoggiata allo sgabellino dove era seduta, le mani sulla tastiera e la testa abbassata.
Quando finì di cantare mi sentii quasi vuoto, la musica mi aveva travolto. Quando alzò lo sguardo le sorrisi e lei ricambiò facendomi un cenno con la mano per farmi andare da lei. Le corsi incontro e lei aprì le braccia per sollevarmi sulle sue ginocchia ed abbracciarmi. Mi lasciai circondare da quell'abbraccio, così sincero, così nostro.
Ritornai alla realtà maledicendomi per i miei pensieri, le lacrime iniziarono a oscurarmi la vista, ma volevo vederla, quindi chiusi gli occhi permettendo ad esse di farsi strada sul mio viso e continuai a guardarla. I capelli castani sciolti le arrivavano fino alla vita, la mia felpa le arrivava alla coscia e la gamba sullo sgabellino era coperta dal tessuto di essa. Il suo viso era coperto dai capelli, era un mistero per me. Continuava a cambiare, aveva una voce bellissima.. era brava come lei, con lo stesso timbro vocalico. A metà canzone vidi cadere qualche lacrima sulla sua mano, ma fece finta di niente e continuò a cantare. La sua voce riusciva a trasmettermi il dolore che stava provando e quello che aveva provato in passato, aveva abbassato tutte le difese. In questo momento era davvero lei.
Non volevo soffrisse, ma mi sentivo in colpa, non sarei dovuto essere quì.. era un suo momento ed io mi ci sono infiltrato, ormai non potevo fare più niente. Ero lì. Una volta finito di cantare tolse le mani tremanti dalla tastiera e si lasciò scappare un sospiro, iniziò a guardare fuori dalla finestra, mi preoccupava. Avevo ancora le lacrime, quando lei si girò, vedendomi. Mi paralizzai sotto il suo sguardo vuoto, lei spalancò gli occhi ed iniziò ad indietreggiare, come se fosse terrorizzata da me. Quella scena mi distrusse, non sembrava neanche lei, aveva gli occhi gonfi e rossi, il verde era diventato chiarissimo quasi azzurro e le mani le tremavano.
Iniziò a correre verso il molo, fuori stava diluviando, iniziai a vederla sempre meno, coperta dalla pioggia. Posai subito il sacchetto sul divano e le corsi dietro, arrivato a qualche metro da lei iniziai a rallentare, come se tutti i miei movimenti fossero rallentati. Non riuscivo quasi a parlare, non pensavo lucidamente <Alex..>
L'unica cosa che riuscii a chiedere tra i singhiozzi fu <Ti prego.. p-parlami>
Alexandra's Pov
Vidi con la coda dell'occhio Christian sedersi difianco a me, senza dire più nulla. Si mise a gambe incrociate, lo sguardo puntato verso il cielo con la pioggia che si infrangere contro il suo viso. Non mi volevo girare, non volevo fargli vedere la mia fragilità, se ne sarebbe andato via. Mi avrebbe lasciata sola.
Dopo qualche minuto abbassai lo sguardo e riuscii a parlare <Perchè sei quì?> gli chiesi con la voce rotta. Lui si girò verso di me, che avevo ancora la testa abbassata e disse <Perché voglio stare quì. Con te.> il mio cuore perse un battito, ma tornai alla realtà, non poteva essere vero.
Già.. effettivamente ti ha piantata in asso per quella troia di Elizabeth.
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The star is you.
Novela JuvenilAlexandra Parker, ha lasciato tutto quello che ha costruito per seguire i suoi sogni a Miami. Christian Miller, il solito ragazzo strafottente con un passato che lascia i lividi. I loro passati hanno tracciato un segno indelebile nella loro vita, so...
