Verità repressa

37 8 0
                                        

Christian's Pov
È davanti a me, così bella e semplice, non riesco a dire nulla e non voglio farlo. La luna in parte le illumina il viso, le labbra sono rischiarite da essa e sentire il suo respiro sulle mie mi fa solo venire più voglia di baciarla. Lei si allontana dal mio viso ed io a ruota faccio lo stesso, mi guarda fisso negli occhi e dice solo <Due anni fa..> vedo il suo sguardo rabbuiarsi per un secondo per poi continuare a parlare.

<Per caso un giorno andai in biblioteca, lì incontrai un ragazzo, si chiamava Marcus. Era il solito cattivo ragazzo, aveva 20 anni ed io 16, ma ci accomunavano un sacco di cose. Iniziammo ad incontrarci sempre più spesso e andavamo d'accordo, a lui piacevo io e a me piaceva lui. Pian piano diventammo sempre più uniti, fino a volerci fidanzare ad un certo punto. Eravamo felicissimi e andava tutto alla grande, io ero più piccola e credevo veramente nell'amore, mi ero innamorata di lui, pian piano però diventava sempre più appiccicoso e non mi permetteva neanche di uscire. Voleva vedermi tutti i giorni e all'inizio mi sembrava una cosa carina, però man mano voleva convincermi a fare sesso con lui. Io non ne avevo la minima intenzione per me era troppo presto.. e lui..> si ferma un attimo, prende un respiro e inizia a guardare il pavimento.

<..lui iniziò tirandomi uno schiaffo per poi scusarsi e promettermi di non farlo più, io lo perdonai. Entrò in brutti giri e voleva portare anche a me all'interno di essi, all'inizio voleva presentarmi i suoi amici.. ma pian piano questi amici erano sempre più presenti e sempre vicino a me. Lui dopo più o meno quattro mesi di fidanzamento mi propose di vivere insieme, pensando che andando da lui mi sarei finalmente decisa a dargli ciò che voleva. Il mio corpo e non solo. Io ero accecata dal sentimento e gli dissi solamente di aspettare ancora un po', lui non la prese benissimo e lo vide come un rifiuto. Si buttò sulla droga, che poi si ritorse contro di me. Una volta che lui iniziò a dubitare di me pensai che l'unico modo per fargli capire che lo amavo era andare a vivere davvero con lui.> sono solo senza parole. Non so cosa dire e non so perché me lo stia dicendo, sono sorpreso e schifato da quella merda di ragazzo, ma più che ragazzo è un animale.

Tu non sei molto meglio.

Lo so. Non posso perderla e facendole capire quanto io faccia schifo.. la perderei e basta.
<Ormai stavamo insieme da un anno circa e pensavo di dovergli dare una conferma, perciò subito dopo il trasferimento una sera mi sentivo finalmente pronta e quando sarebbe tornato a casa.. avremmo fatto "l'amore". Lo aspettavo in intimo per sorprenderlo, ma quello che vidi entrare in casa non era il ragazzo che amavo, era un drogato. Accompagnato da due suoi amici molto più grandi, lui era stravolto e crollò sul divano, ma i suoi amici... non si lasciarono perdere l'occasione e iniziarono a toccarmi, io mi cercavo di liberare dalle loro prese ma erano più forti. Non riuscii a fare niente per toglierli da lì, la cosa che mi salvò fù il citofono. Io dissi che doveva venire a trovarmi mio padre con la mia famiglia e che avevano le chiavi, la verità è che era semplicemente la vicina che aveva sbagliato citofono.. Non avevo nessuno, ero da sola.>

Mi si gela il sangue a sentirla parlare così, con la voce piena del suo dolore, la voce rotta dalle lacrime che non riesce a versare ed il viso che non lascia traspirare nessuna emozione, solo la sua apatia.
<Io parlai di quel fatto a Marcus, ma lui diede la colpa a me, pensò fosse una scusa per nascondere il tradimento e mi diede della puttana. Durante quel mese iniziai ad avvicinarmi di nuovo alla mia famiglia e lui era sempre arrabbiato, quasi ogni giorno mi buttava nel letto e mi rinfacciava l'accaduto con quegli uomini. Avevo paura. Avevo paura di lui, non era più amore, ero soltanto spaventata. Mi iniziò a chiedere soldi su soldi, non faceva neanche più finta di amarmi, io glieli davo. Non potevo far altro. Io non dicevo nulla, nessuno lo sapeva. Ero spaventata e mi vergognavo di ciò, un giorno mia zia vide i lividi e mi fece capire quanto non fosse normale quello che succedeva tra di noi, mi fece capire quanto non fosse così ovvio quello che a me sembrava dovuto..>

Alza finalmente lo sguardo e mi inizia a guardare negli occhi.
<Io decisi di lasciarlo. Avevo pensato di dirglielo andando dove lavorava lui, avevo già portato tutte le mie cose a casa di mia zia, dovevo soltanto dirglielo e andarmene a casa. Era Dicembre e faceva freddo, il cielo era grigio ed io avevo paura per la sua reazione, ma finalmente sarei tornata ad essere ciò che ero prima di lui. Ero tranquilla, avevo portato anche dei miei risparmi per darli a lui, per riuscire a vivere anche senza di me e fargliela prendere meglio. Quel giorno non uscì lui come al solito, ma mi disse che doveva sbrigare ancora delle cose e mi chiese di entrare. Io lo feci. Una volta all'interno del magazzino avrei preferito mille volte non esserci entrata..>

Non riesce a continuare a parlare, le fa troppo male.

Per quanto io voglia sapere cosa l'abbia ferita così tanto, non posso vederla così <Non devi dirmelo per forza.. lo sai.>

Lei riesce ad alzare lo sguardo e a guardarmi in faccia, ha gli occhi lucidi e mi sorride, anche se è un sorriso triste è comunque stupendo.
<Non ti preoccupare, voglio dirtelo. Nel magazzino c'era lui, con quei signori che... Io rimango paralizzata alla vista di quegli uomini, mi si era gelato il sangue, avevano un sorriso inquietante. Marcus mi viene in contro e mi prende per le spalle dicendomi che non mi avrebbe permesso di lasciarlo e aveva capito che ero stata dirottata da altre persone. Voleva darmi una lezione e farmi capire chi dovessi ascoltare davvero, mi portò dai signori e con loro.. Lui stava a guardare e i suoi amici mi.. m- molestavano, davanti a lui. Marcus era fermo a guardare e.. rideva. Una risata sadica. Io piangevo, non avevo più forze neanche per dimenarmi, si sentivano solo i miei singhiozzi che rieccheggiavano nell'edificio.>

<Una volta che loro.. ebbero finito di.. toccarmi, lui li fece andare via. Soddisfatti. Marcus si avvicinò a me stesa a terra e iniziò a picchiarmi e a sfogare la sua rabbia su di me, iniziò a dire che non mi ero difesa abbastanza e che ero solo una puttana, mi disse che non mi aveva fatta stuprare "perché quello l'avrebbe dovuto fare lui". Io non avevo neanche più voglia di resistere, volevo solo sparire.. morire. In quel momento arrivò la polizia, non sapeva di quello che stava succedendo, era arrivata per delle prove sullo spaccio di droga. Lo arrestarono e mi fecero andare in caserma per poi farmi tornare a casa. I mesi successivi sono stati una merda, iniziai ad essere autolesionista.. e per questo mi faccio anche schifo, era l'unica cosa che non mi faceva pensare a ciò che mi avevano fatto, pensavo solo al dolore che provavo. La mia vita andava sempre peggiorando, lo vedevo in ogni angolo della città.. anche se non c'era in realtà, lo vedevo di giorno e di notte negli incubi. Solo una volta venuta a Miami ho iniziato a non vederlo più e a smettere con gli incubi.>

<L'altro giorno.. Non volevo farmi vedere così da te o cercare in qualche modo la tua compassione. Sono uscita con Josh quel pomeriggio, me l'aveva chiesto lui. Stava andando tutto benissimo, fino al momento in cui iniziò a baciarmi, impedendomi di tirarmi indietro e... ha iniziato a.. m-molest..> non riesce a continuare a parlare, viene fermata dalle lacrime che scorrono velocemente sul suo viso. La abbraccio, la abbraccio perché sento di averne bisogno e sento che anche lei ne ha. <Ci sono io.> le dico solo questo, continuando a stringerla a me.

Non riesco ad immaginarmi qualcuno che le faccia ciò che le hanno fatto loro, lei è come me, ha una ferita ancora aperta, nonostante sia in prigione.. riesce comunque ad arrivare a lei tramite le azioni che ha fatto, l'ha distrutta e ciò fa sì che lei non lo dimentichi. Lui è il suo tormento, il suo incubo. Ma non è stato solo lui ad aver sbagliato, tutti quelli che in un modo o in un altro continuano ancora adesso a ferirla hanno sbagliato e sono delle merde, compreso Josh. Sono rimasto sbigottito quando mi ha raccontato di Josh, ma non mi interessa, era il mio migliore amico.. ora mi fa solo schifo. Sicuramente non farò finta di niente, si pentirà amaramente di averla anche solo sfiorata.

La sua pelle candida non può essere rovinata da quelle lacrime, il suo sorriso non può essere rovinato dal dolore, deve solo essere felice.. Lei lo merita davvero.

The star is you.La tua prossima ossessione. Scoprilo ora