Reame Oscuro, residenza reale - 28 Settembre 10247. La stella di Lunara era scura, la residenza reale era a corto di luce, solo una stanza era illuminata, quella d'addestramento dove Lue si allenava da giorni all'uso delle armi bianche. Insieme a lei vi erano i suoi genitori e il maggiordomo. Aveva appena finito di imparare le basi dell'ultima categoria di armi che aveva a disposizione, e nonostante avesse passato tutti quei giorni ad allenarsi, non aveva le idee chiare su quale sarebbe stata la sua arma di fiducia, sapeva però che si trovava molto bene con il semplice bastone. Sentendo questo, Nerine sospirò e disse che sicuramente aveva le sue ragioni e non l'avrebbe giudicata per quello, invece Blell era contrario a questa cosa. Un'arma senza lame non sarebbe mai stata un'arma efficace e questo lo faceva innervosire, non sarebbe stata in grado di sconfiggere veramente i suoi avversari senza di quella. Come sempre lui e sua moglie avevano due idee diverse sulla questione, non era una sorpresa sentirli litigare, ne per Lue ne per nessun'altro della residenza. Così, come se fosse ormai abituata alla cosa, la bambina con molta tranquillità andò a posare l'arma che impugnava, ovvero una lancia, per andare a prendere il bastone che usò pochi giorni prima. Nonostante il litigio di sottofondo, lei iniziò ad allenarsi per perfezionare i movimenti e i colpi base di quell'arma con l'intento poi di andare a controllare se nella libreria del salotto vi erano delle linee guide su armi come quelle, per poterle seguire e diventare più brava, ma per le cose avanzate avrebbe dovuto aspettare almeno il giorno dopo, era giunta infatti l'ora di andare a dormire. Al risveglio, Lue non esitò un attimo. Andò nella biblioteca del palazzo e iniziò a cercare tra i vari libri dell'arte del combattimento, uno che insegnasse alcune tecniche con il bastone ma non trovò niente inizialmente. Non si accorse neanche della madre che la stava osservando, seduta sul divano mentre beveva il suo tè quotidiano. Vedendo la figlia in difficoltà, si avvicinò alle sue spalle. Lue non si accorse della sua presenza, fino a quando non vide la sua mano prendere un libro che si trovava più in alto rispetto agli altri. Lo consegnò alla figlia, che lo prese ringraziandola e sorridendole dopo averle dato il buon giorno. Si diresse poi dall'altro lato del corridoio dove si trovava la grande sala d'addestramento. Si sedette dove il terreno era sabbioso, non curandosi del fatto che poteva sporcare il suo vestito, e iniziò a leggere quello che c'era scritto. All'inizio sembravano cose difficilissime, anche se si trovava solo ad inizio libro. Nonostante questo, entro la sera dello stesso giorno riuscì ad essersi applicata abbastanza e quindi ad apprendere più movimenti e a combinarli insieme. Il giorno dopo però, sarebbe arrivata la parte più difficile dell'addestramento, che per la sua difficoltà era qualcosa che poteva durare anche mesi. Lue avrebbe dovuto cercare di sconfiggere sua madre in combattimento, passando per varie fasi. Avrebbe prima dovuto allenarsi per colpirla, poi per disarmarla e infine per sconfiggerla in duello. Nonostante fosse complicata come cosa, Nerine poneva la sua fiducia nella figlia, ed è così che dalla sera del giorno dopo in poi, si sarebbe tenuto un allenamento serale tra loro due. Come ovvio che sia, Lue non riuscì a completare la prima fase neanche dopo settimane di tentativi, facendo crescere la furia del padre che a sua volta fece spazientire sua moglie, fino al punto di farle chiedere aiuto alla sua migliore amica Eliana. Le scrisse una lettera nella quale propose alla Regina della Luce di far incontrare nuovamente Elior con Lue, per far esercitare quest'ultima nel combattimento, volendo farle imparare prima da qualcuno di più vicino alla sua di esperienza. Sigillò la lettera con il sigillo di Ermete e questa sparì con lo stesso motivo della scorsa volta. bisognava solo aspettare una risposta.
La lettera giunse poco dopo su uno dei mobili che Eliana aveva nella camera matrimoniale, ma lei non era lì. Parlava insieme al marito e al figlio di una possibile nuova promessa del combattimento nel Reame della Luce, cosa che Elior non accettava minimamente. Lui doveva essere il migliore, solo suo padre poteva superarlo anche se puntava ad eguagliare anche lui. Avrebbe sfidato seduta stante colui che si diceva essere il nuovo miglior guerriero della Luce ma non era possibile e in ogni caso i suoi genitori non glielo avrebbero permesso. Tutti e tre si calmarono ed Elior tornò nella sua stanza mentre Eliana andò in quella matrimoniale dove trovò una lettera che prima non era lì. Un sorriso le si stampò in volto, era sicura che fosse Nerine, visto il sigillo che la lettera portava. La aprì e la lesse e trovò la sua proposta veramente molto interessante, nonostante avesse scritto alla fine di essa che qualsiasi cosa sarebbe successa al figlio non sarebbe stata responsabilità sua. Andò in camera di suo figlio con la lettera in mano, aprì senza bussare e disse ad alta voce con un tono abbastanza felice che c'era una lettera che doveva leggere anche lui. Gliela diede con gentilezza e lui la lesse. Non finì neanche di farlo che disse immediatamente che accettava, in preda alla gioia e all'emozione, così Eliana tornò nella camera matrimoniale e scrisse la risposta nel retro della stessa lettera che permetteva di essere rimandata al mittente con una risposta allegata. Anch'essa arrivò dall'altra parte senza troppo tempo d'attesa, così l'appuntamento venne accettato. Dopo diversi giorni dalla lettera, Elior tornò ai confini della colonia del Reame Oscuro, dove come di consueto si trovava il maggiordomo, pronto a portare Elior nel vero e proprio Reame nel quale ormai era stato diverso volte. Arrivarono in pochi secondi alla residenza reale e nonostante fosse stato teletrasportato in quella maniera più volte, continuava a sentirsi strano dopo. Arrivato lì trovò Nerine che lo aspettava nel corridoio principale del palazzo e gli diede il benvenuto. Lui era impaziente di vedere Lue e Nerine lo sapeva bene, glielo poteva leggere negli occhi attraverso i suoi, freddi ma allo stesso tempo critici verso i suoi confronti. Senza dire altro, lo portò nella sala d'addestramento dove si trovava sua figlia. Entrando, Elior la notò subito, si trovava al centro della stanza in quel grande quadrato di sabbia con dei fantocci d'allenamento e un bastone con il quale picchiarli e lei non si accorse subito di lui, quando però sentì la porta della sala chiudersi, si girò verso la sua direzione e notando la presenza del suo amico, lo salutò sventolando la mano all'aria e sorridendo. Elior provò ad andarle in contro ma il maggiordomo lo fermò, tenendolo dalla spalla, come se gli stesse dicendo di aspettare che lei si avvicinasse, cosa che lei fece poco dopo. Una volta vicina si salutarono a voce e si sorrisero a vicenda. Poi, come se niente fosse, Elior le chiese se era pronta ad andare in pianura ad allenarsi da soli e senza disturbi ma a questa domanda Lue reagì con uno sguardo confuso, non sapeva di cosa stesse parlando e Nerine intervenne. Disse che forse non aveva ben capito, ma non sarebbero andati da nessuna parte, sarebbe rimasti lì ad allenarsi dove lei poteva guardarli, come anche Lue aveva capito ma ad Elior non stava molto bene. Disse che per un buon allenamento bisognava stare da soli con il proprio insegnante, avere della privacy chiedendole se secondo lei non era giusto così ma Nerine non lo credeva per niente, serviva solo determinazione, allenamento e il parere di qualcuno molto più esperti di loro nel caso in cui ci fossero errori a cui rimediare o se avessero avuto bisogno di un parere, ma per Elior lei non era migliore di loro due, le disse esattamente questo davanti anche agli occhi di Lue che ci rimase male. Nerine fece una piccola smorfia, si allontanò da loro andando verso l'altra metà della sala, dicendo ad Elior, chiamandolo ragazzino, di seguirla e lui lo fece anche se era un po' preoccupato, così come Lue. Lo invitò in una piccola arena, dove si scontrarono lei e Blell l'ultima volta e lo invitò a prendere una delle spade in metallo che avevano ma Elior, testardo com'era disse convinto che avrebbe combattuto con la sua spada. Prendendolo un po' in giro, Nerine gli disse che era sicuramente un grande cavaliere coraggioso. Continuò tornando seria, dicendo che per sua madre portava grande rispetto e suo padre era un uomo onorevole, ma non sapeva se poteva dire le stesse cose di lui. Fece comparire il suo stocco dal nulla mentre Elior estrasse la sua spada dal fodero capendo solo ora che Nerine era seria sul volerlo sfidare. Nonostante lei gli disse che non gli avrebbe fatto del male, era comunque agitato, non glielo aveva detto, ma sapeva che se avrebbe vinto sarebbe potuto uscire dal Reame Oscuro insieme a Lue per allenarsi da soli, se avrebbe perso, sarebbe rimasto lì o ancora peggio, se ne sarebbe dovuto andare da solo. Nerine fece la prima mossa, scattò verso Elior lasciando dietro di se una scia di Oscurità, come se significasse che lei stesse andando più veloce grazie ad essa e lei sferrò il primo attacco che il cavaliere della Luce parò con facilità e solo grazie a quello pensò di essere in grado di sconfiggerla, ma lo scontro era solo iniziato. Fece un fendente dall'alto verso il basso ma Nerine schivò molto velocemente e guardandosi intorno, Elior non vide più nessuna sua traccia ma sentì una presenza alle sue spalle, fece un riverso tondo ma colpì il nulla. Si sentì colpire alla gamba e anche se non sentì dolore, perse l'equilibrio. Subito dopo vide con la coda dell'occhio un scintillio metallico che sembrava stesse andando verso di lui, ma molto velocemente, Nerine colpì tre volte la spada di Elior in diversi punti, perforandola in ognuno di essi. Lei si allontanò dandogli le spalle, facendo sparire il suo stocco nell'Oscurità. Le crepe che si erano create sulla spada di Elior si espansero velocemente, fino a quando non vide la sua spada rompersi davanti ai suoi occhi e insieme a essa, la speranza di ottenere la fiducia di Nerine;
"La lama si spezza
di fronte a te in mio volere,
come la tua arroganza e
il tuo ginocchio si
piegano a me:
senza esitazione."
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Eudasia
FantastikEudasia, un mondo dal tempo confuso, creato da delle persone ai suoi abitanti sconosciute. Un mondo diviso in diverse parti dai regni che lo abitano, dominato dalla pace. Qui accadono le avventure di una piccola bambina e delle persone che vengono i...
