Cap. 7 - Malattie.

3 0 0
                                        

Lue lentamente aprì gli occhi, come se nulla fosse successo. Il suo sguardo venne inizialmente accecato dalla luce che entrava dalla finestra, così guardò dall'altra parte vedendo però qualcuno che si era addormentato vicino alla lei con la testa sul suo letto ma seduta su una sedia. Fu difficile riconoscere quella persona appena sveglia, soprattutto dopo così tanti giorni di sonno, anche se lei non ne era a conoscenza, ma poi riconobbe il lungo vestito e il cappuccio che la coprivano capendo che era una delle damigelle, cercò di alzarsi dal letto solo con il corpo ma sentì immediatamente un dolore lancinante e gemette svegliando la damigella. Lue si sdraiò nuovamente a letto mentre lei alzò la testa, stiracchiandosi e sbadigliando per poi guardare verso Lue, incrociando il suo sguardo e accorgendosi che era sveglia. Urlò il suo nome, attirando l'attenzione di Nerine che si trovava sullo stesso piano, nel suo studio e pensando fosse qualcosa di grave uscì da lì dentro e camminò velocemente nella sua stanza dove però vide Lue sveglia mentre la damigella superiora le teneva una mano. Sorrise dicendo che finalmente era sveglia e avvicinandosi al suo letto e inginocchiandosi al suo fianco le chiese come stava. Lue sentiva solo dolore al corpo quando provava ad alzarsi dal letto e le girava la testa avendo difficoltà a capire cosa stava succedendo e perché sembravano preoccupate. Nerine le spiegò cosa accadde e per quanto tempo in realtà ha dormito, dicendole in oltre che ha corso un bel rischio e che avrebbe potuto... -la damigella le fece segno di non dire quella parola, così Nerine disse che avrebbe potuto rischiare di rimanere a letto per altri giorni, ma fortunatamente non era durato troppo e ne era felice. Le accarezzò la testa e le disse che ora andava tutto bene. Lue annuì, era contenta di vedere sua madre che si prendeva cura di lei, poi guardò la damigella superiora che guardava verso il basso, un po' triste e dispiaciuta. Così le disse che sarebbe stata felicissima di passare del tempo con lei quando ce ne sarebbe stata l'occasione. La damigella alzò lo sguardo confusa e sorpresa, chiedendole come faceva a sapere cosa le aveva detto. Rispose Lue, che glielo aveva detto lei, ed era vero, ma la damigella le fece notare che glielo disse mentre era ancora addormentata. La confusione era da tutte e tre le parti, mentre Lue le giurò che si ricordava che glielo aveva detto mentre era sveglia, anche se non ricordava bene quando. Nerine quindi propose di non sforzarsi per ricordare tutto e che aveva bisogno solo di stare tranquilla in questo momento. Dopo pochi minuti il maggiordomo ed Elior arrivarono nello stesso piano della camera di Lue e il giro poteva considerarsi concluso, quindi il maggiordomo sospirando disse di andare da lei e si avvicinarono alla stanza ma sentirono la voce di Lue, questo voleva dire che era sveglia. Il maggiordomo entrò velocemente nella stanza e vide con grande gioia la principessa con gli occhi aperti ancora nel letto, ma definitivamente cosciente. Tirò un sospiro di sollievo questa volta e disse che era felice di vederla in buone condizioni e dopo una breve pausa le disse che era venuto qualcuno a farle visita. Elior prima bussò alla porta, per poi entrare nella stanza, vedendo tutti i presenti che lo guardavano, ma specialmente Lue, con un gran sorriso nel volto, felice di vederlo lì anche se non nelle migliore delle occasioni. Il maggiordomo ebbe un finto colpo di tosse, ricordando a Elior dove si trovava e immediatamente si presentò imbarazzato come figlio di del Re e della Regina della Luce a Nerine e alla damigella superiora la quale però non ebbe nessuna reazione. Nerine invece disse sorridendo che era un piacere vederlo cresciuto. La confusione di Elior era visibile da chilometri, non sapeva a cosa si stesse riferendo e Nerine non diede nessuna spiegazione a quello che aveva detto, ma comunque si presentò, nonostante fossero tutte presentazioni praticamente inutili ma fatte per rispettare quella che era l'etichetta di quei luoghi. Purtroppo Elior non poté rimanere molto nella stanza ma abbastanza per fare un saluto a Lue che rispose con uno sguardo felice non potendo veramente muoversi dal letto. A quel punto, Nerine ordinò alla damigella di rimanere nella stanza con Lue mentre loro altri sarebbero dovuti uscire, così uscirono tutti tranne la damigella e ovviamente Lue. Nerine quindi mostrò ciò che si trovava in quel piano, ovvero il suo studio, altre camere e per ultima cosa, entrarono nello studio di Blell dove si trovava lui. Entrò prima il maggiordomo per poi far entrare Nerine che disse al marito che doveva presentargli una persona. Blell rimase ad osservare mentre Elior si fece coraggio anche se era abbastanza agitato di entrare nell'ufficio del Re dell'Oscurità e di rimanere al cospetto di lui in persona, ma dopo un bel respiro entrò. Blell lo guardò con occhio critico, si alzò dalla sua sedia e si avvicinò a lui sorridendo, dicendogli che sembrava un bel cavaliere e che sicuramente era molto bravo nel combattimento. Elior si sentì onorato di queste lodi da parte di un altro Re, disse poi che è stato tutto merito di suo padre, il Re della Luce, il Re Teomo, chiamato così per rappresentare il sorgere di un nuovo sole ancora più luminoso sul suo Reame. Blell annuì, notando che Elior portava grande rispetto per suo padre. Gli disse che lo conobbe nei banchi di scuola ed erano più rivali che amici, miravano entrambi al voto più alto possibile ma che alla fine erano buoni amici e andavano bene d'accordo, specificò però che parlava di molti anni prima, quando non c'era ancora quella questione legata al razzismo, pettegolezzi e pregiudizi. Venne rassicurato però dal ragazzo, dicendo che anche se tutti pensavano cose brutte, troveranno sicuramente il modo per rendere il tutto regolare ed era sicuro che Lue avrebbe trovato un modo per risolvere tutto. Disse che comunque sembravano conoscersi molto bene le loro famiglie e Nerine gli rispose che aveva ragione, ad esempio, lei e ed Eliana erano sempre state migliore amiche, fin da quando si sono conosciute ma che hanno dovuto spezzare i loro contatti nel momento della sua nascita, riferendosi ad Elior. Lui ne era sorpreso, non sapeva che sua madre era una grande amica di Nerine e pensandoci chiese forse correndo un po' troppo e con troppa poca cautela se allora anche la sua di famiglia conosceva Lue. Ci fu silenzio, lo sguardo di Blell e del maggiordomo divennero seri, quello di Nerine divenne tendente alla tristezza. Elior si scusò avendo capito di aver fatto una domanda indesiderata. Lui infatti non conosceva la situazione, le uniche persone che lo sapevano erano alcuni dei cittadini del Reame Oscuro, la famiglia reale, le damigelle e le persone più strette a Nerine. Blell propose di andare nella sala d'addestramento a dare qualche colpo di spada per passare il tempo e per conoscersi meglio e ovviamente Elior accettò, da ragazzo vivace che era. Si diressero tutti verso verso la sala d'addestramento dove li attendevano delle spade di legno. Blell ne passò una ad Elior e si tolse il mantello che portava sempre con se per metterlo sul alcune panchine vicine mentre Nerine si sedette si una di quelle con ancora quell'espressione in volto. Blell e Elior iniziarono un combattimento non molto eccitante, erano solo colpi lenti, un combattimento fatto quasi per goliardia. Durante questa sorta di combattimento, Blell notò alcune tecniche usate da Elior che erano a lui famigliare ed era quasi sicuro di conoscere chi aveva insegnato lui quelle mosse. Interruppe il combattimento, chiedendo se anche lui ha come insegnante il signore che si faceva chiamare "Il Maestro" ed Elior annuì, chiedendo in risposta se anche lui venne addestrato da lui. Blell sorrise con fierezza, dicendogli che poteva dirlo forte e che quasi tutti i Re e le Regine dei vari Reami sono stati addestrati da lui. Era un bravo maestro, insegnava bene ma non chiedeva di imparare le cose a memoria, altrimenti sarebbe stato un lavoro non efficiente e che lo avrebbe capito anche lui più tardi cosa significava. Aggiunse che tra tutti i monarca ne conosceva solo una che non ha accettato gli insegnamenti del Maestro e quella persona era sua moglie. La chiamò per nome ma lei era completamente distratta dai suoi pensieri e non si accorse di nulla fino a quando non venne chiamata per la terza volta. Alzò lo sguardo guardando Blell, chiedendo cosa c'era e che non ha sentito. Le venne ricordato il suo rapporto con Il Maestro e lei confermò il tutto, dicendo che non si fidava di lui e soprattutto preferiva allenarsi da sola. Blell disse con aria di superiorità che è per questo che non è brava con la spada ma Nerine rispose immediatamente che solo perché lui ha avuto tempo di esercitarsi da lui non significa che lei non abbia avuto tempo per esercitarsi da sola. Si alzò dalla panchina ed entrò nel campo d'allenamento dicendo ad Elior che ora era lei a combattere, così lui si allontanò andando al fianco del maggiordomo, chiedendogli se succedeva spesso che il Re e la Regina si mettessero a litigare e sfortunatamente sì, succedeva spesso. Nerine estrasse il suo stocco dall'oscurità e lo puntò contro Blell in segno di sfida, una sfida che venne accettata, quindi Blell alzò in aria la spada di legno che aveva impugnato fino ad ora e si trasformò lentamente nella sua spada di pietra ricca di oscurità al suo interno che a momenti poteva uscire dalle venature della lama. Elior era emozionato di vedere uno scontro tra il Re e Regina dell'oscurità, sarebbe potuto essergli utile in futuro per qualche combattimento, sperando di apprendere qualcosa da quello a cui stava per assistere. Lo scontro iniziò e Nerine corse verso Blell che cercò di colpirla con una fianconata che venne schivata da Nerine correndo dallo stesso lato in cui il colpo di Blell si stava dirigendo e andando dietro di lui con uno scatto, per poi colpirlo con il pomolo del suo stocco e spingerlo in avanti. Concluse facendolo cadere a terra di fronte, non appena si girò Nerine gli puntò la punta dello stocco contro il volto, vincendo il duello. Elior e il maggiordomo fecero un applauso a Nerine che riuscì a vincere il duello in pochissimo tempo e con un solo attacco. Lo sguardo di Nerine nei confronti di Blell fu severo, pieno di rabbia, avrebbe veramente voluto ucciderlo in quel momento ma ovviamente non lo fece. Si limitò a dirgli che sperava che quella sconfitta fosse stata una cura per la sua maleducazione, la sua ipocrisia, per il suo spirito beffardo e crudele. Fece sparire il suo stocco, si allontanò da lui e uscì dalla stanza. Elior guardò il maggiordomo sentendosi un po' male e dispiaciuto e gli chiese se anche quello era normale. Disse di sì, il maggiordomo sapeva che era una cosa normale, quando una persona che viene oppressa fino ai limiti riesce a liberarsi, è normale che accada una cosa così. Mentre Nerine risaliva le scale del castello per tornare nel suo studio, alcune delle damigelle che stavano lavorando da quelle parti la osservarono, sentivano la sua sofferenza e il suo desiderio di morte, forse un po' esagerato e ingiustificato, nei confronti di Blell. Arrivò all'ultimo piano e si dirisse verso il suo studio ma sentì un pianto, provenire dalla camera di Lue che aveva di nuovo la porta chiusa. Si avvicinò e aprendo la porte vede Lue in lacrime mentre la damigella superiora, scoperta dal cappuccio per la prima volta agli occhi di Nerine, le teneva la mano con entrambe le sue. Chiese Nerine che cosa stava succedendo mentre lo sguardo affranto della damigella si incrociava col suo. Al che Lue cercò di guardare negli occhi sua madre e con voce tremolante, triste e sofferente le chiese se papà le voleva veramente bene. Nerine fu sconvolta dalla domanda inizialmente, poi però riprese compostezza e guardandola con sguardo sicuro le disse sinceramente di no.

EudasiaDove le storie prendono vita. Scoprilo ora