Cap. 9 - Preoccupazione Ereditaria.

4 0 0
                                        

Nerine si guardò intorno spaesata, come se non fosse mai stata lì dentro, nonostante fosse il suo studio. Si toccò la fronte sentendo la testa girare ma appena la mano si posò Nerine sentì di avere la fronte bollente, sintomo di febbre ma non poteva, anzi, non voleva andare a riposare per non risultare debole agli occhi di nessuno e pensando che se avrebbe continuato a fare il suo lavoro in qualche modo avrebbe migliorato la vita di Lue. Non ne aveva le prove, ne tanto meno la certezza, ma lo voleva fare. Passarono ore ed era arrivata l'ora per Elior di andare e tornare nel suo Reame. Era un dispiacere per il maggiordomo non avergli fatto godere la giornata, ma Elior disse invece che si era divertito e il giro che aveva fatto era stato molto interessante. Salutò infine Blell visto che il maggiordomo lo avrebbe portato fuori dal Reame. Fuori dai confini della colonia, il maggiordomo ed Elior scambiarono due parole prima di salutarsi, ovviamente parlarono di Lue dicendo che sembrava felice al suo risveglio. Condividevano il pensiero, non sapendo quello che era successo dopo. Infine si salutarono e ritornare entrambi ai loro Reami. Una volta tornato al castello, la prima cosa che fece il maggiordomo fu andare immediatamente nella stanza di Lue per controllare le sue condizioni. La porta era aperta e all'interno vi fu Lue addormentata ma era sola. Non c'erano damigelle nelle vicinanze e realizzò solo in quel momento che anche mentre saliva le scale non ne vide alcuna in giro, il che era strano in quanto erano sempre a lavoro in varie parti del castello. Sentiva che c'era qualcosa di strano e come sempre, non si fidava di niente di quello che riguardava quelle streghe. Lue però, sembrava dormire senza preoccupazioni, quindi ritenne che non serviva starle vicino, per non rischiare di svegliarla. Iniziò lui a lavorare per le damigelle allora e anche quella giornata passò, ma non per tutti. Infatti Lue si svegliò durante la notte. Tutti stavano dormendo in un modo o nell'altro e il castello era illuminato solamente da delle candele e delle torce. Nonostante questo, Lue si alzò solo con il corpo nel letto, dimenticando praticamente di aver avuto dolori durante il giorno e riuscendo a muoversi senza troppi problemi, decise di alzarsi dal letto. Andò in giro per il castello senza saper bene cosa fare, ma non sarebbe sicuramente riuscita a prendere sonno neanche provandoci, quindi al posto di annoiarsi nel letto, un giro nel castello è quello che pensava fosse la cosa migliore da fare. Scese al piano terra, dove si trovava la cucina, il salotto, camere addette all'immagazzinamento. Andò nel grande salotto che avevano, dove erano presenti diversi mobili di alta manifattura, vasi con all'interno molti fiori, tra cui quelli preferiti di Lue. C'era un grande divano al centro della stanza posto sopra un tappeto dai colori scuri e i dettagli dorati e davanti al divano, un altro mobile con sopra dei disegni incorniciata, rappresentanti Nerine, una nobile combattente armata del suo stocco perfettamente affilato e temperato, e Blell, un guerriero imbattile, armato della sua spada di pietra che nel disegno era tenuta dalle sue mani con la punta a terra mentre lui indossava il suo lungo e prezioso mantello. Erano bei disegni e Lue ne voleva fare anche lei uno così bello da poter vedere su quello stesso mobile, incorniciato e in bella vista. La parete che si trovava dalla parte rivolta al lato posteriore del divano, era rimpiazzata da delle sorta di librerie ed erano stracolme di libri, divisi in tre categorie. L'arte del combattimento, l'arte della magia, e i libri classici che raccontavano storie, essenzialmente per adulti. L'arte del combattimento e della magia erano divisi in altre categorie ancora, che spiegavano la storia, le tecniche, le soluzioni per migliorare e tutte le cose fondamentali per diventare esperti nel combattimento. I libri contenenti storie non avevano sottocategorie, ma erano comunque messi in ordine di colorazione e poi alfabetico. Pensò Lue, che se avesse letto qualcuno dei libri riguardo la magia, avrebbe potuto imparare ad essere brava a brandire l'oscurità, così i suoi genitori sarebbero stati fieri di lei. Avrebbe preso uno di quei libri per leggerlo sul posto, ma le venne il dubbio che farlo senza il permesso di suo madre, colei che ha comprato tutti quei libri e la quale tiene di più alla scrittura, l'avrebbe messa in punizione o non le avrebbe voluto più bene. Non prese nessun libro, ma continuò a leggerne i titoli scritti sul fianco della copertina, fino a quando non sentì dei passi provenire da fuori il salotto. Vide una figura ma non era chiaro chi fosse visto che era buio e l'esterno del salotto non era molto illuminato. Lue salutò con gioia e sorrise, fino a quando questa persone non le corse incontro armata di un coltello ma Lue non vide questo particolare sempre a causa del buio ma era comunque un po' spaventata da quello che succedeva la persona era ormai vicina a lei e pronta a colpirla al petto con il coltello ma cadde in sonno proprio a pochi passi da Lue, lasciando cadere il coltello. Lei riuscì a prendere tra le braccia la persona prima che cadesse, senza ancora accorgersi del coltello e riuscendo ora a distinguere chi era quella persona, vide che era una delle damigelle e ipotizzò che il motivo per cui le corse incontro era un malanno, magari si sentiva molto male e aveva bisogno di aiuto. Non riusciva a portarla con se, quindi decise di lasciarla lì per terra con sotto la testa un cuscino, preso dal divano. Uscì dal salotto e vide scendere dalle scale la damigella superiora e volendo chiedere aiuto a lei, le si avvicinò, ma sembrava che lei già sapesse tutto. Andò direttamente nel salotto, prese prima il coltello da terra e lo nascose nella sua veste. Poi sollevò e prese in braccio la damigella a terra e se ne andò senza dire niente. La situazione si risolse velocemente e Lue non aveva nient'altro da fare lì dentro. Decise quindi di girare ancora per il castello ma non trovando niente da fare, tornò al suo piano. Notò li sopra una fievole luce nello studio di sua madre, proveniente dalle candele. Andò immediatamente lì, pensando che Nerine fosse sveglia, aprendo la porta però la vide con la testa sulla scrivania e con gli occhi chiusi. Corse da lei, la scosse per svegliarla chiamandola mamma e lei si svegliò a fatica. Chiamò Lue, dicendole cosa stava succedendo, con voce e sguardo deboli. Rispose che l'ha vista in quello stato sulla scrivania e che era preoccupata, aggiungendo che era notte fonda e non era a letto, anche se lei fu la prima ad alzarsi a quell'ora. Abbracciò sua madre, dicendole che era spaventata e le prese il viso per darle un bacio sulla guancia ma sentì le guance e la fronte bollenti. Si spaventò e avvertì immediatamente sua madre la quale disse che andava tutto bene e di non preoccuparsi, ma Lue insistette dicendole che doveva andare a letto a riposarsi. Provo a tirarla dal braccio per farla alzare dalla scrivania. Nerine si alzò ma sentì la testa girare. Nonostante questo, Lue riuscì a portarla in camera da letto senza sue esitazioni. Nerine si sdraiò a letto e Lue la coprì con le coperte. Seconda sua madre quel che stava facendo era anche troppo e che non doveva preoccuparsi così tanto, ma non volette sentire ragioni. Uscì dalla stanza, per poi tornarne pochi minuti dopo con del ghiaccio da mettere sulla fronte di sua madre, pensando che sarebbe bastato farglielo tenere lì per diverso tempo per farla stare meglio. Ricevette dei ringraziamenti da sua madre, la quale ora sembrava sorridere un minimo. Disse poi di andare a dormire e che anche lei sarà sicuramente stanca, ma la verità era che Lue non sentiva nessuna stanchezza e che si era svegliata proprio quella notte per il fatto che non aveva sonno e non sapeva fare cosa fare per prendere di nuovo sonno o passare la notte velocemente, nascondendo il fatto che era andata nel salotto e avesse visto i libri. Nerine le disse di non poter farla stare a letto con lei e che avrebbe potuto attaccarle la febbre, sempre se non lo avesse già fatto. Le consigliò poi di leggere qualcosa prendendo un libro dalla libreria, come se le avesse letto nel pensiero. Lue sorrise, dicendole che lo avrebbe fatto allora. Augurò la buonanotte a sua madre, dicendole di riposare bene, era come se i ruoli si fossero invertiti, come se la preoccupazione della madre fosse passata alla figlia verso la stessa persona che gliel'aveva data. Lasciò poi la stanza, chiudendo ovviamente la porta, e si diresse verso la libreria. Prese uno dei libri che la interessava di più, tornò in camera da letto, chiuse la porta, e dopo aver acceso una candela iniziò a leggere pagina dopo pagina, apprendendo ogni volta sempre di più.

EudasiaDove le storie prendono vita. Scoprilo ora