Cap. 2 - La Nuova VIta.

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Erano le prime luci dell'alba, quando una bambina di nome Lue si svegliò. Si stropicciò gli occhi e guardò fuori dalla finestra, osservando quello che per il suo regno era considerato il sole; una stella incastonata nella sagoma di una luna crescente. Scese dal suo grande letto singolo e andò verso la spaziosa scrivania che possedeva nella sua altrettanto spaziosa camera, pensando a cosa quel giorno avrebbe potuto fare, arrivando alla decisione di mettersi a disegnare. Decise di sedersi sulla comoda e morbida sedia che aveva davanti al suo tavolo di lavoro e decise di fare un disegno riguardante lei e la sua famiglia. Le sue doti di disegno erano molto buone, per quanto possano essere definite tali per una bambina, e finì il disegno raffigurante lei, sua madre e suo padre nel giardino del suo palazzo. Sodisfatta del suo lavoro, volle mostrare quello che aveva disegnato ai suoi genitori, iniziando dalla madre, la quale passava la mattina nel salone della reggia, infatti anche quel giorno decise di iniziarlo bevendo del tè e mentre sentiva Lue avvicinarsi, posò la tazzina sul comodino davanti a lei e guardandola le chiese cosa aveva tra le mani. Lue con un sorriso le mostrò il suo disegno piena di orgoglio chiedendo un parere a sua madre che tuttavia si limitò a guardarla con uno sguardo freddo e senza emozioni, per chiederle poi cambiando totalmente discorso se era pronta per quella sera, riprendendo la tazza di tè. Lue annuì anche se piena di tristezza a causa della reazione della madre al suo disegno. Nonostante questo, rispose dicendo che era pronta anche se non ricordava niente del combattimento in cui provò ad allenarsi da più piccola. La madre non rispose, e continuò a bere il suo tè finendolo, poi alzandosi disse a Lue di non farsi male durante la giornata e lasciò la stanza. Lue la guardò con sguardo un po' confuso e dispiaciuto, ma pensò sorridendo che il padre sarebbe tornato presto dalla sua uscita, quindi si mise ad aspettarlo sulle scale che si trovavano dietro ai loro troni sorridendo e canticchiando, fino a quando non lo vide avvicinarsi. Rapidamente si alzò e lo salutò mostrandogli il disegno, ma lui non rispose, non la guardò nemmeno. Lue, demoralizzata, lasciò cadere le braccia lungo il corpo, abbassò lo sguardo e iniziò a salire le scale per tornare in camera sua. Chiuse la porte a chiave, sedendosi sul letto e guardando il suo disegno. Delle lacrime caddero su quest'ultimo, Lue si chiese perché non dovessero piacere i suoi disegni o perché non dovrebbero essere neanche presi in considerazione. Iniziò a piangere, e l'unica persona che sentì il suo fievole pianto era il maggiordomo che passava casualmente da quella parte. Sentendo il suo pianto, il maggiordomo bussò alla porta e Lue asciugandosi prima le lacrime, andò ad aprire la porta e vedendo il suo maggiordomo gli chiese sorridendo di cosa c'era bisogno. Lui le disse che la stava sentendo piangere e voleva assicurarsi che stesse andando tutto bene, Lue annuì dicendo che andava tutto bene sorridendo. Il maggiordomo le chiese lo stesso se desiderava un bicchiere d'acqua e Lue annuì, quindi il maggiordomo andò a prenderle un bicchiere d'acqua fresca. Tornato in camera di Lue, la vide seduta alla scrivania, guardando un disegno decisamente sbiadito in alcuni punti. Il maggiordomo le porse il bicchiere d'acqua su un vassoio, Lue iniziò a bere e a quel punto il maggiordomo le chiese per chi fosse quel disegno. Doveva essere per la sua famiglia, per la mamma e per il papà, che però le sembrarono completamente disinteressati aggiungendo che ci rimase molto male. Disse che se avesse potuto scegliere di fare altro, sarebbe andata fuori dal regno a giocare tra i prati e i boschi, ma purtroppo non ne era capace. Il maggiordomo quindi la guardò, e le chiese se si riferisse alla tecnica per poter teletrasportarsi fuori dal Regno e Lue guardandolo annuì, quindi il maggiordomo le disse che se voleva poteva insegnarle a farlo ma la bambina rifiutò, dicendo che se lo avessero scoperto mamma e papà si sarebbero arrabbiati con entrambi. Il maggiordomo pensandoci disse che imparare nuove magie e tecniche di combattimento non era una cosa tanto male e che prima avrebbe imparato meglio sarebbe stato e continuò dicendo che avrebbe fatto la magia con lei, così da poterla aiutare se qualcosa fosse andato storto. Lue guardandolo gli chiese se voleva veramente farlo e il maggiordomo annuì, dicendo che farla felice era il suo compito alla fine e, strofinandosi i suoi curati baffi bianchi, che infondo non sarebbe andato niente storto insieme a lui, era pur sempre il miglior maggiordomo su Eudasia, scherzando e vantandosi un pochino. Lue sorrise divertita e accettò. Il maggiordomo fece un inchino e le disse di aspettarlo nel giardino dietro il castello e uscì dalla camera, quindi Lue chiuse la porta e si cambiò mettendosi dei vestiti adeguati, per poi uscire dalla stanza, scendere al piano inferiore e andare nel giardino di corsa e sorridendo. Il giardino era molto grande: c'erano un'albero molto vecchio e dalla grande chioma dove Lue si stendeva alcune volte, delle siepi che facevano da confine insieme ad altre che facevano da decoro e una vista che dava sui lembi di terra che componevano il regno. A Lue piaceva quella vista e si chiedeva il perché il regno dovesse rimanere nascosto visto che era così bello, ma senza farsi troppe domande decise di mettersi sotto l'albero ad aspettare. Poco dopo arrivò il maggiordomo, sembrava felice, il suo sguardo emanava gioia dietro i suoi occhiali da vista e vedendo Lue sotto l'albero, le se avvicinò. Le disse che ora le avrebbe insegnato il uso primo vero trucco di magia, cercando di rendere la cosa scherzosa e divertente per coinvolgerla e aiutarla e grazie a questo lei si sentì molto più presa dalla sua prima lezione di magia: Il suo sguardo era sicuro, era pieno di carica e il maggiordomo lo vedeva, quindi disse sorridendo che ora doveva pensare ad un posto che si ricordava bene nel mondo terreno, che fosse però vicino al reame usato come colonia e aggiunse che dovrebbe aver visto diverse cose in quanto il re e la regina la portarono più volte lì. Lue annuì, e iniziò a pensare: "C'è un albero circondato da fiori di flanella poco lontano da quel posto, possiamo andare lì?". Chiese Lue quasi supplicando il maggiordomo, il quale disse con tono un po' divertito che era ovvio che potevano, chiamandola poi principessa, aggiungendo anche che il suo gusto era particolare ma che anche a lui piacevano molto quei fiori. Prima di continuare con l'insegnamento però, il maggiordomo la avvisò di alcune cose. Una tra queste era il fatto che questo teletrasporto  poteva essere eseguito solo dal loro Regno alla colonia, fino ad un certo raggio e viceversa e che non poteva teletrasportarsi dove voleva nel mondo, anche se avesse conosciuto ogni angolo di quelle terre, a meno che non si fosse verificato un incidente durante lo spostamento e che in quel caso, sarebbe potuta finire in qualsiasi posto, rischiando anche di morire ma fortunatamente c'era una possibilità che questo accadesse, inferiore allo 0,001%. Disse tutto questo sorridendo, cercando di non mettere ansia a Lue, senza risultati positivi però. Lue guardandolo basita chiese se per caso ci fosse qualcosa di particolarmente pericoloso a cui doveva stare attenta, visto che quello che le aveva detto non sembrava abbastanza rischioso. Il maggiordomo, dopo essersi scusato di averla spaventata, le disse che doveva stare attenta quando avrebbe sentito il terreno sotto i suoi piedi, spiegandole che se non si sarebbe retta sulle gambe sarebbe potuta cadere, sbucciandosi un ginocchio al massimo. Lue annuì e disse che ora era prontissima, forse un po' meno di prima, ma lo era. Il maggiordomo ridacchiò, le disse di iniziare a chiudere gli occhi e di pensare a quell'albero che voleva vedere, di immaginare lei vicino a quell'albero e in mezzo a quei fiori bianchi. Lue disse sorridendo e con tono felice che si vedeva esattamente lì, poi chiese cosa doveva fare ora e il maggiordomo rispose dicendole che doveva pronunciare delle parole precise ad alta voce, dicendole che la avrebbe aiutata a teletrasportarsi lì. Lue annuì e chiese se lui sarebbe venuto con lei e il maggiordomo disse chiaramente di sì. Lue quindi si fece coraggio e dopo un respiro profondo pronunciò le parole che il maggiordomo le disse di pronunciare ad alta voce. Si sentì all'improvviso molto leggera, sentiva del vento tra i capelli, le sembrava di starsi muovendo ad alta velocità, per poi sentire di nuovo il terreno sotto i suoi piedi ma non facendo in tempo a reggersi sulle gambe cadde faccia a terra ma non si fece troppo male, poi si alzò pulendosi il vestito ma accorgendosi di non essere in mezzo ad un campo di fiori ma vicino ad una foresta di querce. Si guardò intorno spaventata, non riuscendo nemmeno a vedere la colonia del suo regno. Il maggiordomo invece si teletrasportò vicino all'albero, ma non vedendo la principessa Lue iniziò a chiamarla a gran voce ma non riceveva risposta, iniziando a preoccuparsi e pensando che per qualche ragione lei possa essere stata così tanto sfortunata. Iniziò a pensare ad un modo per ritrovarla. Nel frattempo, Lue iniziò a correre spaventata anche se non sapeva dove andare. Entrò nella foresta che aveva vicino, era confusa, si sentiva inseguita, si sentiva in pericoloso pensando alle parole del maggiordomo, chiedendosi se stesse per morire. Iniziava ad avere il fiatone, ma era uscita dalla foresta. Nonostante questo non riusciva ancora a vedere la colonia o a sentire la voce del maggiordomo ed era disperata. Non voleva morire, lei era felice, era una bambina solare, la morte le faceva paura. Mentre pensava a questo, non si accorse del sasso su cui stava per sbattere con il piede, per il quale cadde a terra di nuovo a faccia in giù. Un po' dolorante si alzò leggermente con il corpo e guardando davanti a se vide delle gambe e poi una mano tesa, come se qualcuno volesse aiutarla ad alzarsi.

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