Cap. 10 - Risultati.

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La luce della stella che illuminava il Reame dell'Oscurità iniziò ad intravedersi sull'orizzonte del vuoto che circondava il regno. Lue stava ancora leggendo quel libro, arrivando ormai a metà di quella che era in quel momento la sua fonte di saggezza, nonostante le mancasse la manualità che sarebbe riuscita ad avere in poco tempo. Decise però di uscire dalla sua stanza per andare a posare quel libro e mettersi a fare quella che definiva pratica. Arrivando nel salotto vide però sua madre già in piedi alle prime luci del mattino che beveva il suo tè seduta sul loro pregiato divano. Sentendo i passi di Lue, chiese ancor prima di darle il buongiorno, se era rimasta in piedi tutta la notte a leggere quel libro. Lei non poté nasconderlo, usando però come scusa, il fatto che era così interessante e bello e che le sarebbe stato sicuramente utile conoscere altre cose come quelle. Nerine girandosi guardò il libro che aveva in mano, pensando che avesse preso un libro di favole, ma vedendo che era un libro di studio delle arti magiche, le chiese perché avesse scelto un libro come quello e non qualcosa di adatto ad una bambina come lei. Lue rispose che voleva imparare ad usare le magie bene in modo da non farli preoccupare più così tanto. Sua madre si avvicinò a lei, e iniziò a farli un discorso da madre a figlia, dicendole che imparare era un bene solo nel caso in cui la saggezza che si acquisiva sarebbe stata usata per essere veramente brava e forte, non per far felice qualcun'altro. Bisognava esserci una ragione dietro gli sforzi che faceva per imparare, ma doveva essere una ragione veramente importante e valida. Non le stava dicendo che non poteva leggere quei libri, ma doveva farlo per se stessa, non per gli altri. Del potere che aveva, poteva decidere lei come impegnarlo. Lue le annuì, avendo ricevuto il messaggio. Rispose quindi, che sarebbe diventata brava ad usare la magia per difendere chi si trovava in situazioni difficili. Un sorriso da parte di sua madre alimentò la sua determinazione, ma era arrivato il momento di posare quel libro e di iniziare veramente la giornata. Nerine andò nel suo studio, Lue nella sua camera, mentre in giro per il castello venivano fatte le faccende quotidiane dal maggiordomo e una piccola parte delle damigelle mentre le altre sembravano starsi prendendo una vacanza, cosa che mandava sui nervi il maggiordomo il quale non si era mai preso un giorno di pausa dagli ordini del Re e della Regina, mentre loro si permettevano di prendersi diversi giorni di riposo. Nonostante trovasse questa cosa ingiusta continuò a lavorare senza troppi pensieri per la testa senza sapere cosa stava accadendo nel dormitorio delle damigelle. Passarono molte ore quando finalmente furono tutte presenti, tutte tranne una. Alla vista della damigella superiora, il maggiordomo chiese lei il motivo di quello sciopero durato diverse ore, ma non ci fu risposta e tentò di passargli oltre, ma lui la fermò prendendola dal braccio. Al tatto sentì la sua veste bagnata, guardando quindi la manica del completo vide che era bagnata di sangue. Mollò immediatamente la presa sconvolto e spaventato. Non si azzardò a proferire parola, ne tanto meno a chiederle spiegazioni, così lei continuò per la sua strada. Subito dopo, il maggiordomo si diresse verso lo studio di Nerine, poi nella sua stanza senza però trovarla, ma cercando anche negli altri piani del castello, arrivò nell'area di addestramento, dove trovò lei insieme a Lue. Non ebbe tempo di osservare quello che stessero facendo e disse immediatamente che c'era un problema riguardante le damigelle. Spiegò la situazione di fretta ma abbastanza chiaramente per far chiamare la damigella superiora nello studio di Nerine da lei stessa che dovette però rimandare ciò che stava facendo con sua figlia, nonostante fosse una cosa importante. La damigella superiora arrivò dopo poco tempo al cospetto di Nerine nel suo studio, chiedendo se c'era qualcosa che non andava. Nerine la guidò verso una piccola zona relax di quella camera, dove iniziò a guardare la sua veste sporca di sangue in diversi punti, specie sulla manica destra, e sulla parte inferiore del completo. Le diede poi l'ordine di togliersi completamente il vestito, dicendole che dovette fare un'ispezione. La damigella sospirò, trovando astuto ma crudele il modo in cui lei riuscisse sempre a sfruttare al massimo il contratto che avevano stipulato, iniziando poi a togliersi il completo. La Regina dell'Oscurità vide il suo corpo coperto in diversi punti da ustioni. Toccando quelle lesioni sentiva la damigella provare dolore, e chiedendole poi quando se le fu procurate, la damigella le disse che se le era fatte quello stesso giorno. Nerine le diede il permesso di mettersi di nuovo il suo vestito, ma le chiese anche chi l'aveva fatta arrabbiare così tanto. Fu una delle altre damigelle, disse quella superiora, dicendole che la notte fonda cercò di assassinare Lue, ma prima che lo facesse, lei l'addormentò e la riportò nel dormitorio. Aggiunse che la principessa non sapeva niente dei piani di quella damigella. La domanda venne spontanea, chiese quindi la Regina il motivo di quel tentativo di assassinio; venne un flashback alla damigella superiora. Stava torturando per punizione la damigella che tentò l'assassinio mentre le altre la osservavano con superficialità strisciare a terra mentre veniva ripetutamente colpita e fulminata da quella superiora mentre chiedeva urlando perché lei tenesse più a quella bambina che conosceva da nemmeno un mese che a lei, che ha cresciuto per decenni. Tornando nel mondo dei vivi, la damigella superiora rispose alla Regina che lo fece per gelosia, secondo lei, o per qualcosa di più profondo. Si rimise il cappuccio in testa e la Regina le chiese un'ultima cosa, prima di lasciarla andare. Le chiese se quella damigella era ancora in vita o se avesse voluto ucciderla. Rispose la damigella che non lo sapeva, avrebbe dovuto pensarci. Dopo diversi secondi di silenzio, la Regina le diede il permesso di andare, e magari di farsi un bagno e di pulire il suo completo e la damigella superiora uscì dallo studio. Nerine uscì dopo qualche minuto, tornando alla sala d'addestramento dove Lue stava mostrando al maggiordomo la sua bravura nel disegnare cerchi, cerchi perfetti e ne fu sorpreso, chiedendole quando aveva imparato a farli così bene ma quello era un segreto, rispose Lue sorridendo. Notando poi la madre all'entrata della sala, la salutò chiedendole se potevano iniziare ciò che stavano per fare prima che venissero interrotte. Prima di risponderle, le chiese Nerine se si sentiva pronta e sicura di farlo, ricordandole che era rimasta priva di energie pochi giorni prima ma Lue era convinta al 101%. Lue andò nel campo d'addestramento rivolta verso dei manichini. Sua madre era seduta sulle panchine a guardarla ed esattamente come quella notte Lue chiuse gli occhi, si concentrò e nel momento in cui pronunciò le parole della magia che stava utilizzando, riuscì a materializzare un disco perfetto e lo afferrò. Esultò dalla gioia correndo verso sua madre e mostrandole il suo successo. Nerine prese il disco e lo osservò, dicendole che era veramente perfetto. Lo lanciò con le sue mani verso i manichini ed uno di loro venne colpito da quel disco, che si conficcò al suo interno. Nerine sorrise e disse a Lue che aveva fatto un lavoro fantastico facendola molto felice, ma che ora doveva imparare a ricoprirlo di oscurità cosa che in realtà era molto semplice: doveva solo immaginare il disco ricoprirsi di una sostanza semi-liquida. Forse non ci sarebbe riuscita subito in quanto era una cosa nuova per lei ma soltanto provando e riprovando ci sarebbe riuscita. Lue ripeté le stesse azioni, questa volta però prima di aprire gli occhi, immaginò il disco venir ricoperto di quella sostanza oscura e nonostante fosse il suo primo tentativo, l'oscurità stava lentamente avvolgendo il nimbo.

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