𝗘𝗠𝗢𝗭𝗜𝗢𝗡𝗜 𝗙𝗨𝗢𝗥𝗜 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗥𝗢𝗟𝗟𝗢

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A quel punto si avvicinò il professore che aiuto la signorina ad alzarsi. La ringraziò e la congedò.

«Ottimo lavoro Abbey. Hai sopraffatto le mie aspettative. Wow» disse lui.

Ma come? Avevo ferito una persona... Come poteva essere soddisfatto di me?

Bofonchiai qualcosa stupita.

«Wow riesci ad aggirare e cambiare il potere che hanno gli altri su di te..» disse il prof meravigliato.

«Ma vorrei verificare che le mie intuizioni siano giuste, se me lo permetti» mi disse portandomi al centro della stanza.

Si collegò dei fili al polso e si mise un caschetto molto semplice con dei fili attaccati ad una macchina.

«Quello che ti sto chiedendo di fare è semplicemente di cambiare il mio umore» sorrise.

Semplicemente? Ma questo qua è del mestiere o cosa? Come fa a chiedermi una cosa del genere?

«Pensa ad una situazione che ti trasmette tanta emozione. Che ne so, al tuo compleanno, il tuo primo bacio, quando prendi un voto alto. Anzi facciamo una cosa. Pensa alla tua delusione più grande. O almeno ad una e dico una cosa che ti rende tanto triste. Voglio che mi renda così perché felice già lo sono» concluse lui.

No no. Non era pronto per quello. Assolutamente no.

«Ma io... Io non... Non vorrei mai, ecco...» dissi preoccupata per lui.

«Ma tranquilla! Mi è successo di peggio, di certo un po' di tristezza non mi farà male» scherzò.

Mi presi un lungo respiro e gli posai la mano sulla spalla.

Pensai a Samuel. A quello che mi aveva detto.

Quel momento in cui sentii il mio cuore spezzarsi lentamente.

Senza fine.

Sentivo un baratro.

Sensazione di vuoto incolmabile.

Senti che il prof si immobilizzò, smise di respirare e guardandolo vidi che stava piangendo. Aveva gli occhi spenti, tristi, incolmabili.

Come il vuoto che sentivo.

Mi staccai subito e cercai pensieri felici.

Ero impanicata. Il professore dal dolore si inginocchiò e cercò di combattere con tutto se stesso il dolore che provava.

Mi voltai verso Chriss. Fissai i suoi stupendi occhi e immediatamente mi vennero quei momenti unici e splendidi passati insieme a fare cazzate, scherzare o mangiare.

Toccai nuovamente il professore cercando di incanalare in lui tutte quelle emozioni positive che avevo.

Il professore si riprese e ritornò felice come prima se non molto di più.

«E meno male che ti avevo detto una..» disse scherzando lui.

«Wow... Sono senza parole Abbey! Hai un potere strabiliante! Puoi cambiare e gestire le emozioni degli altri! Sei un'empatica!» concluse lui esterrefatto.

Io un'empatica? IO?! Ok questo non me l'aspettavo. O meglio, magari si, ma non così.

Xavier si avvicinò alla macchina collegata con il suo caschetto e fiero disse: «Pazzesco! Superlativo! Abbey senti 3 volte tanto le nostre emozioni! Le tue sensazioni sono amplificate 3 volte più delle nostre! È Incredibile questa cosa!» mi disse con un luccichio agli occhi che non mi scorderò mai.

Io non seppi che dire. Era positivo? Era negativo? Cos'era? Ma soprattutto cos'ero io?

Per me tutto questo era nuovo. Non sapevo assolutamente dell'esistenza di queste creature.

Suonò la campanella, era l'ora di cena.

«Bene ragazzi, sono fiero del vostro lavoro. Con tutti quanti, nessuno escluso. Ora potete andare in mensa che facciamo cena» disse Xavier.

Lasciai che tutti uscirono e mi diressi verso il professore.
«Mi scuso ancora dell'inconveniente. Io di tutto ciò non ne sapevo niente e mi dispiace veramente tanto di cosa sia successo qualche minuto fa» dissi molto dispiaciuta.

Lui mi accarezzò la guancia e con uno sguardo dolce disse: «Tranquilla, dopotutto me la sono cercata io...» rise «Anche a me dispiace tanto. Non so cosa tu abbia pensato, perché ovviamente il tuo blocco non me lo consente, però deve essere stato qualcosa di traumatico. Se la barriera creata è per causa di questo lo capisco, perché fa veramente male. Mi spiace che tu abbia privato queste cose...» e detto ciò mi abbracciò.

Era un abbraccio caldo, di quelli in cui ti sentivi al sicuro, di quelli che non ti saresti staccato per nulla al mondo, quelli sinceri.

Sentivo quello che provava. Era stato sincero.

New Emotions // Charles Xavier Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora