𝗦𝗢𝗧𝗧𝗢 𝗟𝗘 𝗠𝗔𝗦𝗖𝗛𝗘𝗥𝗘

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XAVIER'S POV

Era uno spettacolo.
Era stupenda.
Perfetta.

Era l'ottava meraviglia del mondo, anche se l'avrei messa per prima tra tutte quelle.

L'avrei messa prima in tutto e per tutto.

Non avevo mai visto creatura più bella di lei.

Per poco non mi soffocai con la mia saliva nel salutarla.

Aveva messo il mio vestito.
Si. L'aveva fatto.

E le stava così bene! Ringraziai telepaticamente Tempesta anche se era chilometri e chilometri più distante da qua.
Il vestito l'aveva scelto lei. O meglio, gli avevo chiesto di fare questo piccolo favore perché io non me ne intendevo abbastanza.

Abbey era felice.
Magari un po' confusa e spersa in quella sala piena di gente, ma era proprio per quello che la rendeva così perfetta.

Potevo essere più felice di così?
Mah, chi lo sa...

Cercai con la mente dove fosse suo fratello e mi accorsi di avercelo dietro di me.

Lo salutai con cortesia e feci un mezzo inchino davanti a Annabell, una piccola ma graziosa principessina con una coroncina che teneva i capelli lontani dal suo viso.

«Vedo che la serata sta procedendo bene» iniziai il discorso.

«Eh si. Non potrei chiedere un accompagnatore migliore di lui. È bello, simpatico e sicuramente non ti annoi in sua compagnia!» mi rispose Annabell.

Axel sorrise per i mille complimenti che stava ricevendo e continuò «E io non potrei chiedere una dama più bella, dolce e tenera di te» sorrise.

«D'accordo, vi lascio proseguire questa splendida serata, ci vede» feci un cenno di capo e me ne andai.

Vidi che al centro della sala c'era già qualcuno che ballava col proprio partner.
C'era chi sapeva ballare e chi no e per questo pestava o si inciampava sull'altro.

Vedendo quella scena mi misi a ridere.

Mi immaginai io e lei in pista.
Sapeva già ballare? O mi avrebbe pestato le scarpe?

Risi senza un motivo.

Scossi la testa e cercai con lo sguardo Abbey.

Vedendo che stava di nuovo vagando per la stanza senza nessuno, mi riavvicinai cauto

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Vedendo che stava di nuovo vagando per la stanza senza nessuno, mi riavvicinai cauto.

E sta volta sapevo cosa dirle, o meglio, cosa chiederle.

«Signorina, vorrebbe venire a ballare con me?» gli chiesi diretto ma con fare gentile.

Si bloccò e mi guardò stupida, quasi come se non ci credesse.

Ci fu un attimo di silenzio.

Alzai il sopracciglio per avere una risposta e lei immediatamente annuì.

Sospirai sentendo quel si, sorrisi e prendendola per mano la condussi al centro della sala, in cui c'erano già i ragazzi che ballavano.

«Prima volta?» chiesi mentre le cingevo la mano sulla sua vita.

«Si...» ammise.

«Segui il ritmo e tutto verrà da sé» gli spiegai.

ABBEY'S POV

Mi face ridere per come faceva diventare delle cose difficili così facili.

Rilassati tranquilla.

I suoi occhi erano di un blu acceso, brillavano di luce propria.

Mi spiace di pestarle i piedi Professore...

Mi strinse di più per farmi avvicinare più a lui.

Non fa niente. Devi solo lasciarti andare e tutto diverrà meno complicato.

Sorrise. Quel maledetto sorriso che mi scioglieva dentro. Sempre.

E per favore, dammi del tu. Sta sera sarò semplicemente Charles, non il Professore.

Mi ci stavo abituando tutto sommato. Non era poi così difficile dai. Un passo dopo l'altro.

Pronta? Preparati e...

Mi fece volteggiare in aria come se fossi una libellula libera nell'aria, con una delicatezza incomparabile.

Da togliere il fiato.

Sorrise sentendomi.

Sei uno spettacolo Abbey.

Mi sentii divampare. Non capii se stessi sognando o se fosse tutto vero.

Anche lei-tu non sei mica male... Anzi, sta.. Ehm.. Stai veramente molto bene.

Sorrise e si avvicinò.
Il suo profumo... Era così familiare...

Non è così tanto difficile ballare come pensavi eh.

Solo perché lui era un perfetto insegnante.

È tutto merito tuo, grazie.

Mi fece volteggiare un'altra volta.

XAVIER'S POV

Grazie a te Abbey. Per tutto, davvero.

Eravamo a pochissimi centimetri distante l'uno dall'altra.

La vidi arrossire. Era così tenera.

Avevo una voglia matta di baciarla, così, improvvisamente, senza far caso al resto.

C'eravamo solamente io e lei.

Le poggiai una mano sul suo viso senza mai staccarle gli occhi di dosso.

La canzone finì.

Restammo lì per qualche minuto a guardarci senza dire nulla.

Perché non la baciavo?
Cosa diavolo mi fermava?

Improvvisamente mi assalirono miriadi di preoccupazioni mischiate all'ansia.

Mi allontanai in fretta per non fargli vedere e leggere il mio stato d'animo.

L'avevo persa.

Avevo perso la mia occasione.

Quell'occasione che l'avrebbe fatta mia.

La mia Abbey.

New Emotions // Charles Xavier Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora