9.

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Già quattro squilli e non rispondeva. Non attaccai la chiamata, rimasi in attesa, o mi rispondeva lui o la segreteria telefonica, non mi sarei arreso, non potevo rinunciare. Feci bene ad aspettare in linea, dopo altri quattro squilli rispose. La voce di Niall risuonò nel mio orecchio, non era la splendida voce tranquilla e delicata che aveva sempre, era priva di sentimenti, come se a parlare fosse un robot già programmato. Il sollievo nel sentire la sua voce scomparve nel giro di un millesimo di secondo, come sempre qualcosa non andava, lo sentivo.
La mia vita era diventata un vicolo cieco senza fine, ogni giorno una preoccupazione diversa, non ricordavo più cosa fosse veramente la felicità e l'allegria.
Senza far trasparire preoccupazione, cercai di ricambiare al suo "pronto" con neutralità e dissi: eii Niall, qualcosa non va? Ti ho chiamato perché non rispondevi e pensavo fosse successo qualcosa.
"No tranquillo, va tutto bene. Non ti ho risposto perché..." si bloccò Niall mentre stava per iniziare un discorso piuttosto lungo, pensai.
"Dimmi Niall, parla. Questo tuo silenzio mi fa innervosire, non sopporto le persone che si fermano mentre stanno per dire qualcosa di importante."
"Senti Zayn io non volevo mandarti quel messaggio, è stato istintivo, sono fatto così, subito dopo che mi resi conto di aver inviato quelle parole mi sono sentito male. Pensavo alla tua reazione, pensavo che avresti rotto i legami con me per sempre. Anche se mi avevi detto "non fa niente" e dopo che nel messaggio ho letto quello che sentivi anche tu, lo stesso ci sono stato male. Mi sono fatto mille complessi. Ti posso fare delle domande?"
Stavo seguendo ciò che stava esponendo Niall e non mi accorsi che delle lacrime avevano iniziato a rigarmi il viso. Cacciai indietro le altre che minacciavano di uscire. Io sono Zayn, quello duro, non quello che diventa sensibile e piange.
Quasi non mi ero accorto che mi aveva fatto una domanda.
"Sisi" risposi senza sapere bene per cosa avevo detto "si". Il suo discorso non aveva più un nesso logico per me, le parole erano scollegate.
Riprese.
"Solo due domande: mi hai perdonato veramente? Sei disposto sul serio a cancellare quella serata e ripartire?"
Esitai alcuni secondi per riformulare le domande che mi aveva fatto. Risposi si getto, senza pensare minimamente a niente.
"Certo Niall. Ma scherzi? Sei capitato in un momento difficile della mia vita. Mi stai cambiando totalmente. Certo non è che mi piaccia molto questa nuova versione di me, ma se mi aiuti a gestirla, imparerò ad essere migliore. Tu non ti rendi conto di come tu mi abbia stregato, con quegli occhi, quello sguardo che ti scioglie, ti fa morire e ti riporta in vita. I tuoi modi di fare, sempre così gentile. Sai che ti dico? Non ti perdono, perché non c'è niente di cui tu mi dovresti chiedere scusa. Voglio iniziare un nuovo capitolo della mia vita insieme a te. Voltare pagina, chiudere per sempre con la mia vecchia storia, in cui sono stato sempre il cattivo, il maleducato. Ora che ci penso non mi vanto di possedere queste caratteristiche. Tu puoi fare di me un uomo migliore e io non mi tirerò indietro. Questa volta non più" le parole presero la rincorsa, erano uscite dalla mia bocca senza che potessi fermarmi un attimo.
Dopo qualche secondo Niall parlò.
"Sono disposto ad accompagnarti durante la nuova avventura che vuoi intraprendere. Ti guiderò, ci sarò sempre."
"Grazie, è quello che avrei sempre voluto sentire ma che mai nessuno prima d'ora mi aveva detto" dissi tra un accenno di risata e un pianto di gioia. Sentii che anche lui rideva.
"Che dice se pomeriggio usciamo un pó o andiamo al cinema?" propose.
"Certo ovviamente, se vuoi può passare a casa, la porta sarà sempre aperta".
"Allora...mi preparo e vengo..vado cia.." lo interruppi.
"Aspetta. Ti devo dire un'ultima cosa. Te la dico al telefono, proprio in questo momento, non avrei il coraggio di dirtelo guardandoti in quei bellissimi occhi color oceano" dissi. La mia bocca non connetteva con il mio cervello.
"Dimmi..."
"Niall io..."
Cadde la linea...

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