Stanchi morti, dopo la nottata passata a cantare a squarciagola, ci stendemmo sul letto e in meno di qualche secondo ci addormentammo profondamente. Anche se dormivo pesantemente, sentivo la presenza di Niall al mio fianco, sentivo il calore che emanava il suo corpo, il suo profumo, era una sensazione bellissima. Ad un certo punto, nel bel mezzo della notte mi accorsi che mi ero svegliato e stavo osservando quel dolce ragazzo accanto a me. Dormiva beatamente, come un angioletto, il suo bellissimo sorriso era presente sul suo volto anche mentre riposava. Rimasi a fissarlo, assorto tra i pensieri, per qualche minuto, era accovacciato su sé stesso, abbracciando uno dei miei cuscini: era un cucciolo!!
Distolsi lo sguardo per riprendere a dormire e dopo qualche minuto ci riuscii.Mi risvegliai, disturbato dai raggi del sole che entravano dalla serranda rimasta un pó aperta dalla sera precedente. Era un brutto segno, significava che era già tardi. E infatti, guardando il cellulare, vidi che erano le undici, non avevo completamente sentito la sveglia. Perfetto. Ero in un mare di guai!
Niall dormiva ancora, non sapevo se svegliarlo o lasciarlo lì e andare a lavoro, magari facendogli trovare un bigliettino. Ci avrei pensato, la cosa di cui ero certo era che mi dovevo sbrigare. Mi lavai il giusto necessario, presi un caffè e basta, nel frattempo chiamai un mio collega e gli spiegai la situazione, dicendogli che sarei arrivato a momenti. Presi un foglietto, una penna e scrissi a Niall che ero a lavoro e che quando si svegliava poteva fare come se fosse a casa sua. Lo appoggiai sul tavolo e mi diressi verso il lavoro. Arrivai e mi beccai la ramanzina dal capo, ovviamente. Per fortuna la scampai solo con qualche sgrido. Mentre stavo lavorando mi arrivò un messaggio da parte di Niall, dicendomi che si era alzato e aveva mangiato qualcosa.
Non feci in tempo a rispondere che venni scoperto dal mio capo, di nuovo, questa volta fu un pó più difficile farla franca. Mi minacciò di licenziarmi se continuavo Ada avere quell'atteggiamento, io mi scusai, ma dalla sua espressione, che rimase impenetrabile, capii che le mie scuse gli erano entrate da un orecchio e gli erano uscite dall'altro. Se ne andò infuriato: era l'ultima possibilità che mi dava, dovevo stare attento.
Arrabbiato, buttai il cellulare sulla scrivania, scordandomi del messaggio di Niall. Dovevo cambiare il mio carattere, ma non potevo farmi mettere i piedi in testa!
Quando ebbi due minuti di calma, decisi di nascosto, di chiamare Niall, un'idea che non avrebbe avuto delle buone conseguenze e che avrebbe potuto causare il mio licenziamento, ma d'altronde si trattava di Niall, non potevo non fargli sapere niente, come se non mi importasse nulla. Feci attenzione ad assicurarmi che nei paraggi non ci fosse quell'uomo che si credeva chissà chi, l'avevo sempre odiato. Quando fui abbastanza sicuro composi il numero e chiamai. Sentii subito il dolce suo della voce di colui che per me sarebbe sempre rimasto "il ragazzo dagli occhi color oceano", una nota di preoccupazione dietro la sua voce si poteva notare benissimo. Lo tranquillizzai subito ma poco dopo un'altra voce, più vicina e più potente, stava urlando il mio nome. Era lui, il direttore, che mi cacciò fuori buttandomi addosso tutte le mie cose: non poteva andare meglio.
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