Cap . 9 Jonathan

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La giornata è stata piena di appuntamenti, sono sfinito, stravolto, ho dovuto anche dribblare due incontri ravvicinati con Louise, che sembra farsi sempre più insistente ma così mi dà sui nervi, sarà anche bella e prosperosa ma dopo Samantha ho bisogno di spazio.

Stare con lei è stato l'equivalente di stare con mille ragazze, ha scatenato in me una passione che a malapena sono riuscito a controllare.

Quando l'ho vista oggi all'università, mi sono perso a guardarla, è bella e non fa nulla per mostrarlo, parlava con la sua amica, si toccava i capelli con naturalezza e innocenza mai vista, ho visto un paio di ragazzi che le guardavano volentieri il sedere.

Non so perché ma mi ha infastidito.
Ma lei non sembra farci caso, ha una bellezza così pura semplice, diretta, non fa nulla per mostrarsi, ma si fa sempre notare.

Sono andato a casa sua perché volevo mettermi alla prova, se tremavo ancora davanti ai suoi occhi e le sue labbra, se la volevo ancora.

Ma non posso, non ho mai voluto tutto questo da una donna, ma con lei non sono più in grado di scegliere.

Quando mi ha aperto la porta, è stato come ricevere un colpo allo stomaco, struccata e spettinata era una visione, caso fortuito è stato il siparietto sul vino, altrimenti le sarei saltato addosso.

E non è da me.

Solo una volta, poi perdo interesse.

Perché con lei è diverso, proprio con lei, che non dovevo nemmeno pensarla.

Dopo quello che è successo in terrazza, ho in mente solo il suo viso e i suoi occhi, vorrei ancora una volta assaggiare il suo sapore, tenerle il viso, intrecciare le dita nei suoi capelli, ha un profumo di quelli che ti rimane addosso, ti penetra nei pori , ti arriva alle testa, ti fa pensare a lei.
Non so nemmeno più cosa penso.

Vorrei sapere lei cosa pensa, se è sconvolta da quello che è successo.

Con lei mi sono aperto, ho superato il limite che mi sono sempre imposto nelle relazioni.

Aveva tentato di coprire il seno con le braccia ma la sua nudità era evidente, non riuscivo a ragionare, non ero lì per parlare, era solo una balla, volevo sapere come avrei reagito a rivederla, e quando l'ho fatto ho pensato che fosse sbagliato andare a casa sua.

La voglia di lei, che si è manifestata prepotente la sera della festa, non si è esaurita dopo che siamo stati insieme, l'ho sentito nel suo bacio, così intimo che non me l'aspettavo, ho avuto la sensazione di tornare a casa, io che non ho avuto mai nessuno ad aspettarmi.

Ad interrompere i miei pensieri ci pensa Paul, entra velocemente nel mio ufficio, è rientrato ieri sera da Chicago concludendo un ottimo accordo.

Era gongolante, anche troppo.

"Ehi Paul, sei su di giri "

"Caro Jonathan, l'accordo concluso ci aprirà molte porte, avremo molti più clienti"
Si sedette davanti a me, completamente sdraiato sulla poltroncina.
"

Sei stato bravissimo e diplomatico a chiudere l'accordo in nostro favore, i clienti che ci manderanno dallo Stato dell'Illinois saranno molti e insieme ad una serie di biglietti per vedere l'Nba, che sai adoro."

Non ci credevoDove le storie prendono vita. Scoprilo ora