"No, cavolo, no" sono nel mio ufficio e impreco da solo.
Non dovevo andare con Frannie, non con lei, è una sua amica, una delle più care, come può fidarsi di me? Dopo quello che gli ho confessato vado con un altra, ma ero così arrabbiato quando l'ho vista tra le braccia di Paul, non so cosa mi sta prendendo, ero geloso, non mi era mai successo.
Sono un cretino, mi sento un cretino.
Un cretino che pensa a lei che è la ragazza del mio migliore amico, fratello.
Non mi era mai successo di stare con una ragazza e pentirmi subito dopo, così è stato con Frannie, quando l'ho sentita ansimare mi sembrava di vedere Samantha al suo posto, o avrei voluto che fosse lei.
Mi sono subito pentito, ho reagito in questo modo dopo che lei mi ha rifiutato a casa di Paul.
Ero arrabbiato, ma quando ho visto Frannie e il modo come mi guardava ho pensato di stare con lei, volevo vedere se mi sarebbe passata, invece ho provato solo più voglia di averla.
Mi sono allontanato senza dirle una parola.
Non riesco a togliermela dalla testa, mi è entrata dentro contro la mia volontà, contro tutto quello che voglio dalla vita.
Avrei dovuto fare un giro in moto fino a sfinire ogni fibra del mio corpo, piuttosto che stare con la sua amica, ha perso definitivamente la fiducia in me, mi vede per quello che sono, uno che sta con tutte.
Sono andato all'università sperando d'incontrarla e invece ho trovato Frannie che non mi ha mollato un secondo, solo quando ha detto che aveva appuntamento con lei, ho ascoltato quello che stava dicendo.
È arrivata ed era bellissima, mi sento un rincoglionito, mi ha visto con Frannie e ho letto la sua disapprovazione sul viso, oramai ho imparato a conoscerla, ma ero seduto al tavolo solo per aspettare lei .
Mi lancio col paracadute, faccio parapendio, scalo montagne, ogni genere di sport estremo e non avverto il senso di smarrimento che provo con lei, ad una causa in tribunale avrei già perso.
Ma con lei volentieri perderei una battaglia.
Invece di rimanere è andata via, mi sono dovuto sorbire i suoi discorsi per un ora, poi una chiamata dell'ufficio arrivata tempestiva mi ha dato la scusa per andarmene.
Come un tredicenne le ho mandato tutti quei messaggi, mi avrà preso per uno stalker, ma volevo farle capire quello che sento.
Quello che sento, mi viene da ridere, forse lo devo capire anch'io, devo capire perché voglio stare con lei e non con altre cento, desidero che lei mi guardi con disappunto come ha sempre fatto, voglio vedere la luce nei suoi occhi come quella sera in terrazza.
Mi strofino gli occhi, non riesco nemmeno più a dormire, mi viene da ridere per quanto mi sento ridicolo, forse lei non vuole me, semplice, sono solo io che continuo a cercare d'impressionarla ma senza riuscirci.
Sono stato una semplice parentesi nella sua vita da fidanzata felice.
Il telefono interno inizia a suonare e mi distoglie da questi pensieri autolesionisti.
"Avvocato Morgan, ci sono le persone per i colloqui"
"Si Darla, inizia a fare entrare il primo"
Devo sostituire la mia collaboratrice Vanessa, è in maternità, e non sono dell'umore adatto per valutare curriculum e personalità di persone sconosciute.
Nel mio ufficio non mi faccio prendere da distrazioni, non mi è possibile , devo restare concentrato, non sono mai stato coinvolto con la mia più stretta collaboratrice, dovrei scegliere un uomo sarei più sereno.
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Non ci credevo
Romance❣️In revisione ❣️ Samantha non avrebbe mai immaginato di tradire Paul. La passione che l'ha portata tra le sue braccia è inspiegabile, incontenibile. Non avrebbe mai dovuto cedere a quegli occhi blu, ma quello che succederà dopo sarà incredibile. �...
