Cap. 7 Samantha

948 22 14
                                        

Le luci di Los Angeles non mi sono apparse mai così luminose, forse il buio di questa terrazza le fa accentuare. Se non fosse per le poche candele a terra e sui tavoli vuoti, saremmo al buio completo.

Ma anche così avrei visto la luce nei suoi occhi, avrei sentito la sua forza e ne sarei stata comunque catturata.

Sono ancora abbracciata a lui, mezzanuda su questa balaustra, il vento mi accarezza le spalle e il suo respiro il petto.

Non pensavo che sarebbe stato magico, in realtà non lo avevo mai immaginato e mai desiderato, così almeno credevo fino all'altra sera.

Non mi lascia dal suo abbraccio, forse vuole rassicurarmi o almeno lo vorrei io, perché quello che abbiamo fatto non lo possiamo cancellare e devo pensare se vorrei realmente dimenticare questo momento.

Alza il viso e mi guarda negli occhi, non li ha mai lasciati, ho visto i suoi occhi illuminarsi, ingrandirsi per me, erano blu, il più intenso che abbia mai visto.

Non diciamo nulla, non ci sono parole per descrivere quello che abbiamo provato. Tutto è cominciato da quella sera alla festa, o almeno credo, quando mi ha sfiorato, lo volevamo entrambi, l'ho capito solo ora, quando tutto è successo.
Siamo soli, non c'è nessuno tra noi né Paul e nè la fila di ragazze.
Non abbiamo mai avuto un momento da soli, c'era sempre Paul, sua sorella o altri.

"Sei bellissima" e avvicina le sue labbra alle mie, è un bacio leggero, intimo ancora umido della passione che ci ha travolto.

Ancora brividi, sia per me che per lui, ancora non si è esaurito il desiderio che ci ha investito, è vivo e pulsante dentro di noi.

"Devo tornare a casa" riesco a dire, ma in realtà sono ancora aggrappata a lui

"Ti accompagno "

"Non penso sia il caso, possono vederci, non siamo mai usciti insieme "

"Dovevamo farlo prima"

"Cosa?" Chiedo timidamente

"Be', penso entrambe le cose" mi sorride malizioso, sollevandomi il mento con le dita.

"O forse non averlo mai fatto" dico questo pensiero ad alta voce e lui mi guarda sorpreso, ma non mi lascia andare, anzi dal modo come mi stringe sembra non avere nessuna intenzione di farlo.

"Sei già pentita?" mi chiede in un sussurro

Lo guardo senza rispondere, non saprei cosa dirgli, mi viene in mente Paul, il nostro amore, le nostre promesse e mi sento stringere il cuore, e non riesco a trattenermi, sto quasi per scoppiare a piangere.

Comincio ad agitarmi, il mio unico pensiero è quello di andarmene, mettere una distanza tra noi, ripristinare tutto il disagio che provavo prima a stare vicino a lui, provare a dimenticare quello che è successo.
Sono stata io a dirgli che volevo perdermi con lui e quindi di perdere la ragione, il rispetto di me stessa e di Paul che crede nel nostro amore.

Come se potesse leggermi nel pensiero, mi aiuta a scendere dopo che mi ha liberato dal suo abbraccio e per un attimo avverto un vuoto, mi sistemo la biancheria e l'abito, anche lui fa altrettanto, riesco a vedere un neo sugli addominali scolpiti, la leggera peluria sul petto.

Non ci credevoDove le storie prendono vita. Scoprilo ora