Cap. 21 Samantha

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Jonathan durante il pranzo ha voluto conoscere la storia del signor Vanvitelli, anche lui è rimasto sorpreso da tutta l'intensità e l'amore che si respira in quest'albergo.

"Le reali intenzioni del cliente, una volta che ha acquistato l'albergo quali sono?" Gli chiedo, vorrei tanto fare in modo che il signor Vanvitelli sia soddisfatto, ho ancora nelle orecchie la sua voce che mi raccontava la sua vita.

"Lui vorrebbe ristrutturare, in quanto pensa che il calo di fatturato sia dovuto proprio ad una mancanza di immagine nuova dell'hotel"

"Migliorare il casinò e la spa con l'aggiunta di ulteriori servizi"

"Ma stravolgere tutta la linea, l'arredamento, porterebbe al fatto che il signor Vanvitelli non venderebbe a queste condizioni, non si potrebbe trovare una via alternativa a tutto questo" vorrei davvero aiutarlo, mi ha molto commosso la sua storia, il suo amore perduto.

Oramai sembrava di lavorare per lui piuttosto che per il cliente di Jonathan, sentivo talmente mia la sua storia d'amore, che volevo difenderla anch'io a distanza di anni.

"Non si potrebbe ascoltare le sue richieste e vedere di realizzarle, sarebbe disposto a vendere, lo capisce che altrimenti l'albergo rischia di chiudere, in effetti è per accontentarlo"

Jonathan mi guarde e sorride, "credo che non sarebbe contento solo lui in questo modo"

Gli sorrido.

"La componente emotiva ricordi? La considero molto importante"

Guardò distrattamente l'orologio
"Provo a contattare il mio cliente e rivedere il progetto, si potrebbe pensare a qualche cosa che farebbe piacere al signor Vanvitelli"

"Devo chiamarlo e verificare"

"Ok posso aiutarti"

"Puoi anche riposarti, se riusciamo a concludere è perché sei entrata in sintonia con lui, mi aiuterai ad esporre il progetto, puoi restare sola per qualche ora?"

"Uhm fammici pensare" e gli accarezzo la mano, vorrei tanto passare il pomeriggio a letto con lui, ma il caso è priorità in questo momento.

"Penso di sì, potrei andare in piscina"

"Ma poi il costume l'hai portato allora?"

"Certo che no!"

Gli feci l'occhiolino.

Si allontanò non prima di avermi dato un bacio che mi lasciò senza fiato, stavo quasi pensando di fargli cambiare idea, ma era necessario che terminasse il progetto.

Andai in camera, con l'intento di cambiarmi e salire nella piscina quando il mio telefono squillò.

"Pronto"

"Amore"

"Ciao" era Paul

"Come stai? E come sta andando la trattativa?"

"Abbastanza per le lunghe ma speriamo di aver trovato un modo per convincerlo a vendere"

"Sono contento così tornerai prima da me, ho bisogno di vederti e di parlarti"

Non ci credevoDove le storie prendono vita. Scoprilo ora