Stavo piangendo per lui, mi aveva ferita ma non aveva fatto altro che essere se stesso, ero io che l'avevo idealizzato, mi ero fatta trasportare da questa passione forte che ci stava attirando l'un l'altro.
Quando bussarono alla porta, ero ancora vestita sul letto.
"Samantha apri, sono io"
Mi alzai di scatto col cuore che mi martellava in petto, ero troppo scossa per vederlo, avrebbe visto le mie lacrime e letto la delusione sul mio viso.
"Vattene Jonathan, lasciami in pace"
"Ti prego apri la porta, dobbiamo parlare"
"Sei fuori orario di lavoro, parleremo domani mattina, solo ed esclusivamente di lavoro"
"Samantha" è quasi un urlo.
Avrebbero sentiti in tutto il corridoio.
Non risposi, stavo facendo una grande forza dentro di me per non andare vicino quella porta.
"Perché mi dici queste cose? Non lo pensi veramente" continuò
"Tu non lo sai io cosa penso, perché non me l'hai mai chiesto" ero delusa
"È vero, ho pensato molte volte di farlo, ma non c'è n'è bisogno, lo sento nei tuoi baci, lo leggo sul tuo viso"
"Sei andata via, con lo sguardo triste, non hai voluto che ti accompagnassi e Pamela non mi mollava un poco"
"E adesso dove ti aspetta? Torna da lei, buonanotte"
Ancora lacrime, silenziose scendevano sul mio viso, non le riuscivo a fermare, mi sentivo una cretina, una stupida perché mi ero fatta trascinare nel suo modo di vivere assurdo.
"Samantha ti prego apri"
Non rispondevo più, si sarebbe stancato e andato via.
"Samantha, lo sai che riuscirei a sfondarla questa porta o in maniera più semplice chiamare un cameriere e dire che stai male e farmi aprire, a te la scelta"
Rimasi ancora in silenzio, ancora una volta avrebbe vinto lui.
Mi alzo e mi appoggio con la testa alla porta, sono stanca.
"Cosa vuoi? Dimmi cosa vuoi della mia vita?"
Dall'altro lato della porta lo sento dire.
"Voglio te"
Passa qualche altro minuto.
Queste due parole stanno martellando nella testa e nel cuore.
Mi stavo arrendendo a lui.
Girai la chiave e mi sedetti sul letto, ero sfinita dal pianto, mi avrebbe visto in queste condizioni e forse mi avrebbe lasciata in pace.
"Samantha"
Mi vede e legge sul mio viso
"Piccola, hai pianto per me? Perdonami"
S'inginocchia davanti a me e mi abbraccia forte, dicendomi parole dolci, le più belle che abbia mai sentito.
"Sei la persona più ansiosa, logorroica, precisina, superstiziosa e aggiungo sciocca, come hai potuto pensare che io possa stare lontano da te"
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Non ci credevo
Romance❣️In revisione ❣️ Samantha non avrebbe mai immaginato di tradire Paul. La passione che l'ha portata tra le sue braccia è inspiegabile, incontenibile. Non avrebbe mai dovuto cedere a quegli occhi blu, ma quello che succederà dopo sarà incredibile. �...
