Cap.31 Jonathan

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La porta che sbatte rimbomba nelle mie orecchie.

Mi volto verso Paul e lo prendo per il collo della camicia.

"Ma che ti è saltato in mente di nominare Olivia?" Lo aggredisco, Samantha è andata via, sconvolta, starà pensando chissà cosa.

"Ma tu sei pazzo Jonathan, mi hai portato via Samantha e tu mi parli di Olivia?"

Lo stringo forte per il colletto della camicia, tenendolo bloccato vicino al muro, vorrei tanto colpirlo, ma devo andare da lei, parlarle, spiegare quello che è successo con Olivia, non deve farsi strane idee.

Sembra che vada tutto storto, come se la nostra vita insieme nel momento in cui sembra incalanarsi verso un punto in comune da costruire insieme succede qualcosa che ci porta lontani.

"Devo andare da Samantha ma con te parliamo dopo" gli ringhio contro.

Nemmeno il tempo di voltarmi che Paul mi afferra per le spalle e mi butta a terra.

Si lancia su di me e mi dà un pugno sul viso.

"Ma che fai?" Lo guardo stranito, non so dire chi sia più stranito di entrambi.
Sembra che abbiamo perso tutti e due la battaglia.

"Quello che và fatto Jonathan, ti sei portato a letto la mia ragazza, la mia futura moglie e adesso me la paghi"

Mi alzo subito ma mi spintona verso la porta.

Sono più forte a fare a pugni, lo farei male e non voglio.

"Calmati Paul ragioniamo, io e Samantha ci siamo innamorati non volevamo fare male a nessuno"
Scuote la testa come se non comprende, non vuole accettare questa verità.

"Calmarmi? Ma tu non stai bene, io la amo Jonathan, le ho chiesto di sposarmi con te presente, cazzo non ti è passato per la mente che avresti fatto una cosa sbagliata, poi tu mi parli d'amore, ma ti rendi conto di quello che dici?"
"Tu non sei capace d'amare, è andata male con Olivia e con tutte quelle che ti sei portato a letto in questi anni."

"Mi sono innamorato Paul, non credevo fosse possibile, e anche lei mi ama, è diverso da Olivia, Samantha è la prova che io posso tornare ad amare, è tutto quello che avevo sempre voluto e anche di più"

Mi guarda con gli occhi da fuori, senza rispondermi mi dà un altro pugno che mi fa sbattere contro la poltrona.

Mi porto la mano al naso per assicurarmi che non sia rotto, stavolta è stato forte.

"Paul ti ho detto di smetterla, non andiamo oltre, cerchiamo di ragionare da persone adulte".

Per tutta risposta mi dà un altra spinta

"Aspettavi questo momento da allora, vuoi Samantha per pareggiare i conti con Olivia"
Ma non è vero, con lei è stata solo un ossessione.
"Sono stato un fratello per te, ti ho voluto bene, come la mia famiglia ha fatto lo stesso ma questo non dovevi farlo" ha ragione su tutto ma con Samantha è diverso.

"È stato molto difficile superare quello che è successo con Olivia. Ero giovane, molto vulnerabile per quello che mi era successo e avevo visto in lei la possibilità di avere qualcuno da amare. Ma non era amore, era un sentimento sbagliato quello che provavo. Mi sono sentito responsabile per tanto tempo, solo la sua comprensione e le sedute di analisi mi hanno aiutato."

Non ci credevoDove le storie prendono vita. Scoprilo ora