Capitolo Ventesimo- prima parte

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Is our secret safe tonight?

«Poco dopo Luke iniziò a non chiamarmi più. Forse si era stancato di me. Forse si era stancato di non ricevere risposta quando veniva di notte sotto casa. So solo che non l'ho mai più visto» concluse il suo breve racconto.

Di tutto ciò che le era tornato alla memoria ne comunicò solo parte al dottor Knight. Evitò dettagli inutili, cercò di andare subito alla sostanza del racconto. Quel giorno le apparve ben chiaro davanti agli occhi, come un film. Era strano che di tutto quel tempo, però, le fosse tornato alla mente un singolo giorno cosparso da tanti piccoli frammenti.

«Cos'era Luke per te?» domandò, non era rimasto sorpreso da come la ragazza avesse racchiuso la sua storia in poche frasi. Sicuramente aveva evitato molti dettagli, che forse aveva ritenuto superflui o che voleva custodire gelosamente. Comunque gli era chiaro che ancora non ricordasse molto.

Dopo un trauma era molto comune rimuovere l'evento. Però si chiedeva se davvero ci fosse stato un evento traumatico, forse era legato a questo Luke. O forse, il consumo di alcool le aveva annebbiato il cervello, così da rendere inaccessibili alcuni ricordi.

«Luke era un sentimento più forte dell'amicizia, però non riesco a ricordare il nome» disse guardandosi le mani che giocherellavano sul suo grembo. Quel sentimento, ci pensava da così tanto che ormai le sarebbe già dovuto giungere in mente il nome, eppure era intrappolato in questo limbo.

«Cos'altro ricordi di Luke?» domandò nel tentativo di far tornare tutto a galla. Lui era convinto che un paziente dovesse essere conscio di sé, di ciò che era e di ciò che è per poter andare avanti. Era un percorso da compiere a piccoli passi, ma con Maryanne pensava che fossero pronti a ricordare, sembrava predisposta.

«Niente» disse secca, ma non con arrabbiata, semplicemente i suoi ricordi si limitavano a sensazioni. «Era gentile con me» disse mentre rovistava tra i frammenti nel suo cervello. «Ha mai fatto qualcosa di sbagliato nei tuoi confronti?» domandò.

«No» rispose sicura. Luke non le aveva mai fatto nessun torto, mai del male. Era lei, piuttosto, che lo aveva tradito. Se n'era andata via lasciando il suo debito in sospeso. Come poteva anche solo pensare che lui le avesse fatto del male, era una ragionamento insensato. «Mai, sono io che ho sbagliato» mugugnò l'ultima frase.

Se ne vergognava, anche se ormai era passato. Era strano che si ricordasse poco in fin dei conti, ma su alcune sensazioni fosse talmente certa della loro veridicità da mettere la mano sul fuoco. Questa certezza traspariva con forza, tanto da convincere anche Abel, che iniziò a pensare che quella fosse solo una relazione tra ragazzi.

Una relazione scandita da alcool e, molto probabilmente, droga. Una di quelle in cui i sentimenti sono alterati da sostanze che non sono in grado di fare ragionare a pieno il cervello. Da quello che aveva capito, questo Luke era un tipo dal carattere forte, era per questo che Maryanne si sentiva come in debito.

Probabilmente Maryanne con il suo carattere remissivo era arrivata a pensare che non se le meritasse certe attenzioni, o che fossero così belle e dolci nei suoi confronti da dovergli per forza dargli qualcosa in cambio.

«Perché hai sbagliato, cosa hai fatto per sbagliare?» domandò prendendo tra le mani il fascicolo che stava al lato della scrivania. Stava appuntando ogni cosa che riteneva importante e mano mano documentava e arricchiva il suo fascicolo.

«Sono andata via con Faust» disse a metà tra il senso di colpa e la saccenza. Era più che logico che lo avesse lasciato per via di Faust. Iniziò a domandarsi se il dottore le stesse prestando attenzione davvero, secondo lei chiunque ci sarebbe arrivato a quella conclusione. Dalle sue parole era scontata.

When We Are GoneDove le storie prendono vita. Scoprilo ora