Be careful making wishes in the dark
Il vento le scompigliava i capelli, li portava ovunque, alcuni all'indietro, altri le solleticavano il volto. Il sole batteva sul suo viso, così come faceva anche sul resto del suo corpo che era completamente coperto dai suoi vestiti. La visuale era al tempo stesso piacevole e monotona. Era da molto tempo che non usciva all'aria aperta a quel modo. Per paura di essere vista dagli altri o essere attaccata da loro, non usciva più. Lei sapeva, perché glielo aveva detto Faust, che gli alti non potevano comprenderla, avevano paura delle sue abilità.
Come guidata aprì le braccia e lasciò che il vento le muovesse la giacca come un mantello. C'era il completo silenzio, non un rumore passava per le sue orecchie. Mai come in quel momento si sentiva libera. Libera di poter volare via e non fare più ritorno. Fece un piccolo passo in avanti e ancora non udiva nessun rumore. Un'altro ancora. Mancava poco per raggiungere l'orlo del baratro
Il richiamo del vuoto, è così che la gente normale lo chiama. È così che la gente normale chiama quella vocina che di fronte ad un precipizio, di fronte ai binari di un treno, di fronte a morte certa ti dice "salta". La differenza sta nel modo in cui si agisce dopo l'affermazione della voce: la gente normale torna su suoi passi per evitare la morte; gli speciali, come Maryanne, invece lo fanno, saltano.
Mancava così poco, ma il silenzio perfetto e pieno si stava rompendo, qualcuno si stava introducendo nel suo momento di libertà.
«Mary! Ferma!» ora il silenzio non c'era più, come un vetro caduto a terra si era infranto in mille pezzi, e non sarebbe mai più potuto tornare come prima. La ragazza si voltò con un sorriso pacato a guardare prima Faust alla sua sinistra, poi indietro verso sua madre. Aveva i capelli biondo cenere del tutto scompigliati e un'espressione di terrore in volto. «Mamma non devi preoccuparti, non mi farò male» la stava tranquillizzando Maryanne.
Ora che non c'era più nulla a separarla dai suoni, sentiva un frastuono incredibile. Dal fondo del palazzo si sentiva la sirena di un'ambulanza e dei vigili del fuoco, sentiva molte voci, ma non le capiva. Guardò in basso e c'erano tutti gli elementi che aveva udito. Le persone parevano molto spaventate, senza un giusto motivo secondo lei.
«Che casino! Preferivo la nostra libertà con il nostro silenzio. Meglio andare via».
«Maryanne, ti supplico, scendi dal parapetto» la stava implorando la donna che si stava avvicinando molto lentamente alla figlia, seguita da un vigile del fuoco. «Mamma, tranquilla, riuscirò a volare senza cadere, anche Faust ne è convinto» ci stava provando, ma la madre sembrava proprio non volerne sapere di tranquillizzarsi. «Appena avrò imparato bene vi porterò via da qui, come vuoi fare tu. Hai sempre detto che questa città e la sua monotonia ti uccidono, io posso portarti via. Non ti devi preoccupare tornerò presto per andare via insieme».
Sua madre stava piangendo, forse non l'aveva capita bene. L'uomo dietro la madre si stava avvicinando sempre di più, ma non le importava più molto, un solo passo e sarebbe stata nuovamente libera come le aveva promesso il suo amico. Un solo passo. L'inizio della sua pace distava un solo passo, così facile da raggiungere.
«Vai, manca poco, saremo liberi».
Si voltò nuovamento verso l'orizzonte pronta a spiccare il volo, ma come afferrata da una forza più grande, oscura, si ritrovò scaraventata all'indietro a terra, conscia ormai del fatto che quello non era più un inizio quanto una fine.
° ° °
Il suo non era stato affatto un incidente, almeno non era nato per diventare tale. La sua idea e volontà era quella di volare via per raggiungere una libertà che bramava da così tanto che nulla sarebbe dovuto andare storto, nulla le avrebbe dovuto impedire di compiere il suo viaggio. Invece, come si aspettava, gli altri l'avevano fraintesa, non l'avevano capita, o forse l'avevano temuta.
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When We Are Gone
General FictionNon era semplice mettersi nei suoi panni. Non era da tutti provare empatia nei suoi confronti. Agli occhi del mondo quello era l'unico posto giusto per lei. Per gli 𝘢𝘭𝘵𝘳𝘪 sarebbe dovuta restare lì a vita, o almeno fino a pronta guarigione. Per...
