capitolo 11

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POV Dilan
<< Dilan dimmi>>
<< Mike veloce chiama il dottore, tra cinque minuti deve essere lì, Jessica è ferita e il bambino sta male>>
<< va bene ma mi devi delle spiegazioni ad Alison non andrà bene>>
chiusi la chiamata e accelerai.
<< Tom>>
<< dopo prima pensa a stare bene>>
<< ti prego chiamalo>>
<< dopo Jessica>>
<< come sta Alison?>>
<< non lo so>>
<< come non lo sai?>>
<< è andata via, non so nemmeno se stiamo ancora insieme>>
<< perché?>>
<< colpa di mio nonno>>
<< quel bastardo fa solo danni>>
<< che intendi?>> chiesi entrando nel vicolo di casa
<< mi minacciava, aveva scoperto la mia regazione con Tom, voleva che ti sposassi comunque>>
<< perché non me lo hai detto prima?>>
<< avevo paura in una tua reazione>>
rimasi zitto sperando continuasse
<< ogni giorno tuo nonno veniva da me e mi obbligava a telefonarti e a cercare di sedurti, sapeva fossi fidanzato con Alison, lui sapeva tutto, lui sa tutto di lei, vi tiene d'occhio da sempre e una volta ho origliato una sua conversazione, vi ha sempre seguito e ora che vi ha allontanato le farà del male>> poco dopo aver finito il suo discorso svenne, per fortuna il medico era pronto con la barella a portarla nella sala presente in casa progettata apposta per questi momenti.
Il suo discorso mi lasciò senza parole, se ora mio nonno è lì sotto, chi sta seguendo Alison e cosa vogliono da lei?
Dopo aver seguito il medico in sala me ne andai in cantina, ora si gioca come voglio io.
Scesi di sotto il più velocemente possibile, il nervoso mi arrivava fino al midollo, poco prima di scendere sotto andai da Billy per vedere se avesse scoperto qualcosa, ma il telefono di Alison risultava spento.
Non ci pensai due volte ed entrai nella cella dove si trovava mio nonno, ammanettato al muro e legato come un salame.
Misi su un sorriso strafottente e mi avvicinai a lui, che stava con la testa china, lo presi per i capelli e lo tirai su.
<< come stai nonnino? che ne dici se ci divertiamo un po' eh?>>
<< Dilan caro piccolo Dilan come stai? non ti fa pena il tuo povero nonnino legato qui?>>
<< nemmeno un po'>> risposi con sguardo truce.
<< ora arrivando al sodo, so che minacciavi Jessica, che la obbligavi a sedurmi e a sposarmi, avevi scoperto la relazione che aveva con Tom, ora dimmi nonnino perché>>
<< io non ho da dirti niente>>
<< io credo proprio di sì>>
mi avvicinai alla mensola che era posta alla sua destra e tra tutti gli utensili da tortura presi il tirapugni, lo nascosi nella tasca del giubbotto e presi la sedia che era nell'angolo andando a sedermi proprio davanti a lui.
<< allora possiamo fare una cosa>> iniziai ma venni interrotto dallo squillare del mio telefono.
Mio nonno fece un sorriso << rispondi magari la tua dolce fidanzata è morta così come speravo e avevo programmato>>
Dopo aver ascoltato quelle parole impugai con forza il tirapugni e lo colpì sulla mandibola, un colpo secco con tutta la potenza possibile, lo fece svenire.

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