Venerdì 13 giugno 2003. Parte I

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La Mory scese fresca fresca, già con la maglietta della babydance addosso. All'ultimo scalino alzò lo sguardo e per poco non le venne un colpo.

«Ciao Mo!».

Facciamo un passo indietro. Davide, per tutto il giorno prima, aveva pensato che la Mory gli stesse sfuggendo di mano. Tutte quelle risatine e gli "smettila" che aveva detto, poi quegli urli a fine chiamata. La situazione gli era puzzata talmente tanto che aveva deciso di partire per una breve capatina in Riviera, per riallacciare i rapporti con la sua Mo' e ribadire i confini delle sue proprietà.

La prima cosa che aveva fatto era stata andare a parlare con Daniele, uno dei suoi migliori amici nonché uno dei fighi della scuola. Il buon Dani però, per quel weekend aveva ben altri progetti: era riuscito ad intortare una signora della buona borghesia di Vigevano, che si diceva avesse una qualche parte di sangue dei Cesati, storica famiglia della città.

La signora voleva evitare di annoiarsi in quei giorni ed aveva invitato il giovine nella villa sul lungoticino, per parlare evidentemente di pittura e letteratura. Così il Dani aveva tagliato corto con il buon Davide.

«Sinceramente, non posso venire, ma se lo chiedi a Ivan e Alby loro vengono sicuramente, gli prometti qualche pasta e corrono» aveva sentenziato, poi aveva terminato l'acquisto dei due pacchi di preservativi al distributore automatico di Arluno.

Alby e Ivan, pur sfottendolo alla grandissima, erano stati ben felici di fare venerdì e sabato mare, fighe e paste. Davide aveva provato a forzare la mano promettendo di riuscire a trovare alloggio quasi gratis, un bel risparmio.

Aveva rintracciato il nome della pensione della zia della Mory ed aveva chiamato, trovando la zia in persona.

«Salve, ecco, buonasera, sono Davide, ecco, il ragazzo di Morena».

«Il ragazzo di Mory! Ma che meraviglia! Vuoi che te la chiami?».

«No, no, no! Volevo, ehm, farle una sorpresa» e poi aveva fatto un fintissimo e rumoroso sospiro «in questo momento non riesco a permettermi un weekend giù. E avevo pensato, se potesse ospitarmi, magari aiutandomi a livello economico...».

La zia si era sinceramente commossa, finalmente avrebbe visto il ragazzo della nipote, così schiva nel parlare della sua vita sentimentale, aveva a sua volta sospirato.

«Purtroppo ho solo una stanza veramente piccola. Alloggiavamo il portiere di notte».

«Va benissimo! Magari stiamo con un letto a castello, anche un materasso!».

«Scusami, quanti siete?».

«Ehm. Tre».

«Oh, ma è una piccolissima stanza singola che...».

«Non si preoccupi» aveva tagliato corto Davide, per paura che alla zia venissero dubbi e cambiasse idea, «ci stringeremo, ci stringeremo all'inverosimile. Questo e altro per Morena!».

E così erano partiti alle sei e mezza di mattina ed a una media dei 150 all'ora, erano arrivati in tre ore e venti minuti al ritmo di Gabry Ponte, Prezioso e Benny Benassi.

Prima ancora di sapere tutto questo, la Mory aveva mentalmente lanciato mille maledizioni al buon Davide, presto affiancato dai suoi due compari, come fossero il gatto e la volpe. Ivan e Alby non l'avevano mai fatta impazzire, e quando li vide in modalità Riviera da Sballo, ebbe meno desiderio di averci a che fare.

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«Hey Mo!» un Davide pimpante e sorridente le corse quindi incontro, come nemmeno nel più sdolcinato dei teen movie.

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