Già dal mattino il tempo non prometteva niente di buono, i nuvoloni grigi avevano spaventato le famiglie. Molte non erano scese nemmeno in spiaggia godendosi una mattinata di shopping per "le vie del centro" anche se, a ben vedere le vie dove fare shopping non erano poi molte.
La Mory e la Mona avrebbero volentieri approfittato per cercare qualcosa da mettersi alla festa di quella sera, ma prima c'era un ostacolo non indifferente: dirlo alle rispettive mamme, ed ottenere il consenso.
«Senti ma'» cominciò la Mona tirando per un braccio la Mory così da avere man forte nel convincimento, «stasera ci hanno invitate ad una festa di compleanno, sarà in un locale qui vicino».
«Vicino quanto?».
«Eh, vicino, non so proprio esattamente quanto vicino».
In realtà il locale era a tre chilometri ed a piedi ci avrebbero messo almeno venticinque minuti, ma sapevano bene che il loro ottimismo era fondamentale per la riuscita.
«Bene» chiuse il discorso la signora Grazia, «appena sapremo quanto vicino, valuteremo».
La Mory si vide costretta, prima di iniziare la babydance, a chiedere a Giorgino via SMS dove cappero si trovasse questo posto, lui non rispose, forse impegnato ancora a dormire, o a provare l'espressione da Miglior PR della riviera
«Debby, ma te lo sai dove fa il compleanno Giorgino?».
La barista la guardò con fare accondiscendente.
«Mory, lascia stare la festa di Giorgino. È una cena di qualità scarsa, fatta in una discoteca un po' fighetta, bella ma fighetta. Che poi nemmeno fighetta nel senso Pineta. Ma fighetta nel senso che... oh, non so nemmeno bene come spiegartelo. Hai presente i maschi che si credono fighi ma sono solo fighetti?».
«Uhm, penso... di si».
In realtà era "no", ma la Mory non voleva deludere la barista che era uno dei suoi idoli, nello stesso tempo non voleva lasciare campo libero alla Mona, che ormai era diventata un avvoltoio quando si parlava di ragazzi.
«Ma' allora, il locale è vicino al palazzo dello sport, a piedi dal centro di Cervia ci vorranno a dir tanto dieci minuti. Ceniamo alle nove e mezza, dieci».
«Così tardi?».
«Eh ma tanti ragazzi lavorano al mare, prima non riescono!».
Il fatto che la Mory avesse la risposta pronta fece allentare la madre, che sospirò, per poi chiedere «e a che ora tornerete?».
«Beh, ceniamo, un po' di festa... facciamo mezzanotte e mezza?».
Al suono delle parole mezzanottemmezza, la signora Grazia reagì come se avesse sentito delle unghie su una lavagna. Tuttavia tentennò un attimo: lei stessa, nelle sere precedenti, a chiacchierare nel giardino della pensione, aveva fatto quell'orario o poco più. Il suo silenzio equivaleva ad un assenso, obtorto collo.
«E immagino vi serviranno dei soldi».
«Eh, sarebbe bello. E poi... vorremmo comprare un regalino».
«In effetti, non ci si presenta a mani vuote, ma non superate un budget di quindici euro, intese?».
Nel pomeriggio di una giornata che si era fatta un po' piovosa, un po' giù di morale per il tempo, le due ragazze erano spalmate su un tavolo dell'area bar della pensione.
Giorgino aveva risposto alla Mory mandando il nome del locale ma dicendole che si sarebbe vendicato della sera prima, e che aveva le vesciche per colpa dei tacchi.
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Quas18
Ficção Adolescente*STORIA COMPLETA Morena è nell'estate dei suoi quindici anni, non scende in Riviera da un paio di anni, e vuole fare un ritorno in grande stile. Dalle sue parti ha messo assieme l'esperienza necessaria per trattare a dovere amici e spasimanti. Ma l...
