La terza prova di maturità era finita. Maci, non ci poteva credere, rimanevano solo gli orali. Zigzagò di nuovo per la Cervese piombando a casa di Louis, trascinandolo al mare, liberandosi di pantaloni, scarpe e maglietta, e buttandosi a mare con una foga che non gli si vedeva addosso dalle prime partite a calcio da titolare, negli esordienti.
Il suo tuffo era un evidente simbolo di liberazione, volò goffamente in acqua a venti passi dalla Mory e dalla Mona, che stavano parlando di Giorgino e di quanto fosse falso, ma non così male a baciare, a quanto diceva la Mona.
Louis se ne venne con calma, dondolando i ricci e lamentandosi dell'amico che sembrava una balena spiaggiata.
«Dai Maci che schizzi le signorine! Scusatelo, signorine, non sa quello che fa, io sono il suo assistente sociale. Se volete, lo porto via subito».
Poi le squadrò meglio.
«Noi ci conosciamo, vero?».
«Non si dimenticano due scemi come voi»buttò lì la Mory, cercando di non limitare il discorso a lei e Louis. Giusto per vedere se Maci dava segni di vita.
«Lo prendo come un complimento. Maci! Cazzo, ci sono delle signorine perbene! Smettila di fare l'anatra!».
Maci si avvicinò riprendendo un certo contegno. Era molto diverso dal tizio chino sul libro che la Mory aveva visto diverse volte nel weekend, sulla branda del bagnino, ma era ancora lontano dall'essere uno che attacca bottone.
«Sono felice, oggi abbiamo finito le prove di maturità, manca l'orale» disse semplicemente.
«Maleducato, non parlare di orale con delle signorine perbene!» sparò Louis, giocando con i capelli. L'imbarazzo generale venne infranto poi da lui stesso, «ma sentite, belle mie, se stasera venite a farvi un giro?».
«Oh, per me va benissimo» si affrettò la Mona fissando estasiata i ricci di Louis. Giorgino per lei era già un ricordo. Poi si girò verso l'amica, «per te?».
La Mory emise un «Ok» senza sprizzare entusiasmo, quasi alzando le spalle.
«Direi che votiamo si, come vedi anche la mia amica è d'accordo» riassunse la Mona per entrambe.
Un'ora e mezza dopo, mentre riempivano il piatto al buffet della cena, la Mona faceva l'agiografia di Louis e dei suoi splendidi riccioli.
«Due ore fa dicevi che Giorgino bacia benissimo. Sei bipolare!».
«Non dico che non è vero, ma Louis... ehi, è l'essenza della Riviera, è bello, ha dei capelli che sembrano mare in tempesta».
«Si, sembrano il Lago di Como. Ma che ti sei fumata?».
«Mory cioè se tu non vedi le cose oggettivamente non è colpa mia, e poi ha questo modo di fare così entusiasta!».
«Grazie al cazzo, io rispondo sempre a tono, è facile far partire dialoghi interessanti, con me».
«Dai allora è deciso, tu prendi il bagnino silenzioso e io prendo il ricciolo ribelle».
«Il bagnino silenzioso non fa per me. Fidati».
«Dai, fai uno sforzo! Se poi va male, telefono a Giorgino e vediamo come è messo».
«A sedere su un divanetto a limonare con una, a caso».
«Che stronza che sei» sentenziò la Mona, «Dai dopo senti dove si trovano che ci organizziamo».
La Mory tornò così al tavolo, stava già pensando a come metterla giù ai suoi quando il padre la anticipò.
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Quas18
Teen Fiction*STORIA COMPLETA Morena è nell'estate dei suoi quindici anni, non scende in Riviera da un paio di anni, e vuole fare un ritorno in grande stile. Dalle sue parti ha messo assieme l'esperienza necessaria per trattare a dovere amici e spasimanti. Ma l...
